“Ricordiamoci che siamo tutti Antifascisti”

Dopo il ritrovo di skinhead per il compleanno di Hitler il popolo antifascista si è ritrovato nella stessa location per riaffermare che "l'Italia è basata sull'antifascismo e la sua apologia è un reato"

Sono passate quasi tre settimane da quando la notte tra il 20 e 21 aprile diversi skinhead si sono ritrovati a Malnate per commemorare il compleanno di Hitler. Oggi, dopo le numerosissime prese di posizione sulla vicenda, è arrivato anche il momento in cui nello stesso identico posto in cui si è ritrovato il popolo nostalgico nazifascista si sono dati appuntamento gli anti fascisti per un convegno convocato dall’Anpi.
Uno dei primi a prendere la parola è stato il "padrone di casa", il sindaco di Malnate Samuele Astuti che ha ricordato come «sono stati moltissimi i sentimenti che mi hanno colto appena ho saputo della notizia» ma su tutti è prevalso il terrore. «Avevo il terrore – precisa il Primo Cittadino – che la nostra valle potesse essere associata a momenti di tale gravità» ed è per questo che l’amministrazione ha deprecato immediatamente questi «valori turpi e vegognosi» che hanno tra l’altro «svilito il termine stesso di "festa"». Plaude quindi Astuti al fatto di «aver voluto raccogliere qui chi è accomunato dall’amore per la costituzione e dal riconoscimento dei suoi valori fondamentali».
E sono stati in molti, circa 200 persone, ad essersi sentiti in dovere di raccogliere l’invito dell’Anpi e a rinunciare ad una bellissimo pomeriggio primaverile per ribadire che la Repubblica Italiana è basata sui valori dell’Antifascismo. Oltre a singoli cittadini e intere famiglie, sono state molte anche la sigle di associazioni che hanno aderito formalmente alla giornata, da Libera alle Acli passando per Cgil, Uisp e molti altri. «Le nostre leggi prevedono pene dai 5 ai 12 anni di reclusione per chi cercasse di rifondare il partito fascista -ricorda il giurista Riccardo Conte- ma troppo spesso sembra che ci si dimentichi che il fascismo e la sua apologia sono dei reati». Proprio per questo «è necessario ripartire da un’opera di cultura» che vada a «riaffermare i valori fondanti della nostra memoria storica». E a proposito di memoria, la giornata dell’11 maggio è importante anche perchè «in questo stesso giorno del 1944 a Varese si registrò il rastrellamento degli ebrei», ricorda lo storico Franco Giannantoni. Ma nonostante sia passato molto tempo da quella data «dobbiamo continuare a ricordarci che a Varese ci sono tutti i movimenti di estrema destra» e che questi «continuano nelle loro attività con estremavitalità». Proprio per questo motivo «mi aspetterei di sentire voci più puntuali su questi temi, specialmente dalle istituzioni», chiosa Giannantoni. 
E anche Maria Chiara Gadda, promotrice di una interrogazione parlamentare sul raduno di SkinHead, lamenta quello che lei definisce un «silenzio assordante delle istituzioni» specialmente nei giorni successivi al concerto ricordando poi che «i fatti registrati quella notte non sono "opinioni" ma "reati" che la nostra costituzione perseguita». E anche a Roma pare ci si stia accorgendo di questi rigurgiti di fascismo sempre più diffusi al punto che «la presidente della Camere Laura Boldrini intende avviare un osservatorio permanente sul fenomeno».

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Gli antifascisti si ritrovano a Malnate 4 di 11

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 maggio 2013
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