Si trasferisce nel comasco la centrale del 118

Dal prossimo 18 giugno, le richieste di soccorso sanitario verranno inoltrate alla sala operativa di Villa Guardia. Il trasferimento non riguarda ambulanze e auto mediche rimangono

Da sinistra: callisto Bravi, Alberto Zoli, Piefrancesco Perlasca, Mario Landriscina, Guido GarzenaUna grande rivoluzione per non cambiare nulla. O quasi. Dal prossimo 18 giugno, le chiamate di soccorso destinate al 118 verranno raccolte dalla sala operativa dell’emergenza urgenza di Villa Guardia. Nella riorganizzazione del servizio dell’emergenza, infatti, Varese terrà la centrale del numero unico 112 ( che già serve dal novembre scorso 5 province lombarde) ma vede spostata nel comasco quella per le richieste di tipo sanitario: « Per chi chiama non cambierà assolutamente nulla - assicura Alberto Zoli, direttore generale di Areu – chi parla con la persona in difficoltà farà le stesse domande e darà identiche risposte di quelle che si stanno fornendo ora. Inoltre ha già ben chiaro, grazie alla geolocalizzazione effettuata dal servizio 112, da dove sta chiamando l’utente e quale mezzo di soccorso è più veloce ed efficiente a fornire il soccorso».

In soldoni, chi chiama non noterà alcun cambiamento. Leggermente differente è la situazione per chi è all’altro capo della cornetta: «Dall’autunno scorso – spiega il dottor Mario Landriscina, responsabile del 118 di Como, – noi stiamo gestendo anche le chiamate provenienti dalla provincia di Lecco. È chiaro che ci potrebbe essere qualche difficoltà di tipo organizzativo interno per le modifiche naturali legate al nuovo territorio, ma questioni di rodaggio. Dal punto di vista del soccorso nulla cambia. La tecnologia e la positiva esperienza del 112 ci permettono di ragionare in termini di reti e di territorio allargati. E questo è un fattore positivo perchè rendere omogeneo il servizio in tutta la Lombardia, porterà miglioramenti ovunque, ci sarà una condivisione delle migliori pratiche».

Tra le novità che il sistema allargato ha introdotto c’è l’aumento dei codici "rossi": « Prima c’erano grandi differenze tra provincia e provincia – prosegue il dottor Landriscina – avendo protocolli condivisi si è uniformata la diagnosi con una risposta più puntuale da parte degli operatori. Prima era troppo legato alla formazione del singolo: dall’analisi dei dati, potremo apportare ulteriori cambiamenti. Ma sempre in modo uniforme». 

La novità varesina segue il potenziamento della rete di assistenza avviato lo scorso anno con un investimento di due milioni e mezzo di euro per avere più mezzi, distribuiti in modo dinamico sul territorio.

Gli unici ad accorgersi, quindi, della novità saranno gli stessi operatori: « Per una decina di loro – commenta il responsabile del 118 di Varese Guido Garzena – ci potrà essere la stabilizzazione dopo 16 anni di precariato. La nuova organizzazione, infatti, ha già permesso di assumere 3 tecnici a cui se ne aggiungeranno altri 6 prima della fine dell’anno. Diventano dipendenti dell’azienda ospedaliera di Como a tutti gli effetti. Cambieranno sede di lavoro ma non il tipo. Per medici e infermieri rimane l’attività di soccorso che potranno alternare ad altre mansioni in ospedale».

La risposta al bisogno sarà, dunque, identica: « Il paziente verrà sempre portato all’ospedale più vicino che assicurerà le cure più adatte».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 maggio 2013
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