“Smettiamola di farci rapinare dallo Stato e poi discutere delle briciole”

La risposta della Lega Nord alla proposta del Pdl cittadino di destinare le indennità dei consiglieri comunale in un fondo anti-crisi

E’ ora di finirla di confondere gli sprechi della politica con l’attivita’ svolta dai consiglieri comunali regolarmente eletti e che in quota proporzionale ricevono un gettone di presenza (equivalente ad un piccolo rimborso spese), attraverso le tasse di chi li ha eletti – commenta il segretario cittadino della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania Alessandro Fagioli. Il problema di Saronno è quello di ricevere trasferimenti in quantità ridicola rispetto alle tasse che versano i nostri concittadini – rimarca il segretario leghista Alessandro Fagioli. Anche se l’iniziativa è definibile di buon cuore, non trova una logica condivisibile. Smettiamola di farci rapinare dallo Stato e poi discutere sulle briciole: chi spreca è lo Stato, che per (mal)funzionare rapina gli stipendi dei lavoratori con percentuali da schiavitu’.

Siamo cittadini o sudditi? Dovremmo invece, in maniera trasversale, condividere ed intraprendere inziative di protesta fiscale. E’ una vergognosa propaganda pubblicizzare la solidarietà che si può fare coi propri soldi – continua il capogruppo leghista Angelo Veronesi. Vi sono quattro considerazioni evidenti a chi vuole agire in modo pragmatico e concreto per fare del bene e non solidarietà pelosa per farsi propaganda. La prima considerazione riguarda la cifra irrisoria rispetto alle spese per una singola consulenza esterna del Comune. Stiamo infatti parlando di una cifra che si potrebbe spingere a circa 400 euro l’anno lorde per ogni consigliere comunale. Questo "lauto" stipendio, tra virgolette, non basta nemmeno per ripagare delle telefonate e del tempo utilizzato per leggere e controllare tutte le questioni legate al mero svolgimento della propria funzione in Comune.

In totale stiamo parlando di circa 10 mila euro l’anno se sommiamo gli indennizzi di tutti i 30 consiglieri comunali. Faremmo più bella figura – continua il leghista Angelo Veronesi – se ogni consigliere, nel silenzio della solidarietà vera, desse un proprio contributo ad un ente benefico di propria fiducia senza pubblicizzarlo per farsi un’assurda propaganda elettorale. Una seconda considerazione, ben più importante, riguarda proprio la fiducia. Sinceramente non voglio lasciare carta bianca a questi Amministratori di usare il mio indennizzo per aiutare solo chi vogliono loro, lasciando saronnesi ed anziani all’ultimo posto della fila – rimarca il leghista Angelo Veronesi. Voglio decidere dove devolvere quei soldi, che altrimenti verrebbero spesi per aiutare gli ultimi arrivati che passano avanti alla fila, oppure, ben più grave, in qualche assurda consulenza esterna o per qualche altro incarico esterno ben retribuito agli "amici". Una terza questione riguarda il fatto che non è giusto evitare di pagare chi lavora togliendogli anche la magra indennità che gli spetta. Si metterebbero in difficoltà soprattutto quei giovani consiglieri che non hanno molti soldi da spendere, compromettendo il libero svolgimento del loro mandato. Quel poco di indennizzo serve ai giovani consiglieri per pagarsi quelle telefonate che possono fare per rendere un servizio ai cittadini che li contattano per risolvere qualche questione. Non si fa politica per guadagnare quel poco di indennizzo, visto che tutti ci mettiamo del nostro da anni per pura passione e per voglia di mettersi al servizio della Città. Bisogna chiedersi se si vuole che solo i ricchi possano permettersi di fare politica anche a livello comunale – prosegue il leghista Angelo Veronesi. Una quarta considerazione riguarda gli stipendi da 100 o 200 mila euro l’anno dei dirigenti comunali. Nessuno obbliga l’Amministrazione a strutturare gli Uffici Comunali in modo tale da avere così tanti dirigenti in tempi di crisi. Non buttiamo via i soldi: possiamo fare a meno di qualche dirigente se non bastano i soldi e non si vogliono aumentare le tasse ai cittadini – propone il capogruppo leghista Angelo Veronesi. I costi della politica non sono certo quei trenta euro a seduta consiliare che prendono i trenta consiglieri comunali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 maggio 2013
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