“Sono disperata: dottore, mi aiuti a vendere un rene…”

Incredibile lettera giunta al nefrologo dell'ospedale di Varese. Una giovane donna propone di vendere parti del proprio corpo pur sapendo che in Italia è illegale

« Egr. dott. Donato Donati, 

 
forse quello che sto per chiederle è sconvolgente quanto disonesto. Ma la prego di darmi un consiglio e di non sottovalutare la mia richiesta; sono una donna non ancora quarantenne ho un compagno e una figlia. Abbiamo sempre lavorato e oggi è un anno che non riusciamo a trovare lavoro. 
La mattina, mia figlia è costretta ad andare a scuola senza nemmeno una merendina….. ci siamo venduti di tutto: oro, macchine, ecc….
Oggi io e il mio compagno abbiamo deciso di venderci un organo ma non sappiamo
nulla di come cominciare a muoverci per questa decisione. Sappiamo bene che in
Italia è vietato ma forse ci può indirizzare magari in Italia o altrove. 
Non è nostra intenzione rovinarle la carriera ma con molta disperazione la chiediamo solo di metterci in contatto con qualcuno che si occupi di questa situazione».
 
Proprio sei mesi fa, il dottor Donati, nefrologo all’ospedale di Circolo di Varese ci aveva segnalato due storie simili. Storie di disperazione, di gente che arriva al punto di vendere parte di se stessa per poter sopravvivere. Scrivolo a lui perchè è nell’elenco della Società Italiana Trapianti. Lui come molti altri ncolleghi: « Nell’ultima settimana ne ho ricevute due – spiega il medico – una in inglese, da parte di una dotta ucraina che mette in vendita un rene e parte del suo fegato in cambio di “molti soldi”. Ormai non mi sorprendono più queste richieste. La prima email ricevuta mi aveva spaventato e avevo tentato di capire il motivo della scelta estrema. Poi, ne sono arrivate altre. Tutte della stesso tenore, tutte dettate dalla disperazione. Io non posso fare altro che chiarire che esistono leggi, in Italia, che vietano questo mercato degli organi. Cerco di far loro presente che la vita successiva, senza un rene, non è più la stessa. Posso solo tentare di dissuaderli…».
 
In Italia, lo ricordiamo, è permessa la donazione di organi tra viventi. È una pratica chirurgica frequente ma sottoposta sempre, a un giudizio etico legato alle motivazioni che spingono alla donazione proprio per evitare compravendite camuffate. All’estero la situazione è diversa e il mercato, soprattutto nascosto, è abbastanza fiorente: « Rimango sempre colpito dalla disperazione che porta una persona a questo gesto estremo – commenta il dottor Donati –  Io, personalmente, non conosco persone così disperate, ma credo che ci siano sempre più casi inimmaginabili.  In questa lettera sia l’uomo che la donna si mettono a disposizione. L’età di chi scrive, poi, è preoccupante. È un’età che giustificherebbe un intervento e una donazione. Ma non si può arrivare a tanto per disperazione…»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 maggio 2013
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