Storia dell’attesa infinita per un’operazione

La storia di un paziente in attesa di un intervento dal dicembre scorso e sempre rinviato. L'ospedale spiega: "Non è un caso urgente e ci sono sempre priorità"

Convocato una decina di volte per l’operazione e sempre rimandato. Accade a un paziente dell’ospedale di Luino a cui si era rivolto per la sua patologia: il peso eccessivo. D’intesa con il chirurgo aveva deciso di sottoporsi a un intervento di chirurgia bariatrica. La decisione risale al maggio dell’anno scorso. La visita preparatoria avviene in day hospital all’inizio di settembre. In quell’occasione, i medici si rendono conto che il paziente è asmatico per cui lo inviano al presidio dove c’è la rianimazione, cioè quello di Varese. 

Da allora, le chiamate per l’intervento si sono succedute senza esito: la prima a dicembre con l’annuncio che è in lista per il mercoledì successivo, ma già il giorno dopo con una telefonata c’è il primo rinvio.
C’è una nuova convocazione il 7 gennaio, e il giorno seguente nuova disdetta. Tra appuntamenti e rinvii vari si arriva a maggio quando il paziente viene ricoverato. Il primo giorno si avviano le pratiche per la preparazione all’intervento ma arriva lo stop. Identica situazione si ripete il giorno successivo e quello dopo ancora fino a quando, il venerdì, ormai certo di entrare in sala operatoria si vede, invece, consegnare il foglio delle dimissioni. 
Comprensibile la rabbia e la frustrazione del paziente che si è sentito maltrattato. In una lettera, l’azienda ospedaliera dà una spiegazione dell’accaduto: «Sono comprensibili le ragioni che hanno indotto il lettore a scrivere e ancor di più il suo disagio. È però opportuno fare alcune precisazioni. Il paziente necessita di un intervento di chirurgia bariatrica, per definizione non urgente e quindi programmato. La chirurgia bariatrica, inoltre, non richiede normalmente un ricovero postoperatorio in terapia intensiva. Nel caso specifico, però, l’anestesista dell’Ospedale di Luino ha ritenuto necessario, considerato il quadro clinico complessivo, prevedere per il paziente un risveglio protetto e una contestuale degenza postoperatoria in Terapia Intensiva, ragione per la quale l’intervento è stato organizzato all’Ospedale di Circolo. La terapia intensiva, essendo un servizio dedicato principalmente all’emergenza, può determinare continuamente delle variazioni nella programmazione chirurgica: in caso di urgenze, gli interventi programmati vengono posticipati, come accaduto nel caso in questione, in modo da garantire il giusto rispetto delle priorità. Spiace quindi quanto verificatosi, dovuto però all’imprevedibile reiterarsi di situazioni di estrema criticità che hanno determinato la riprogrammazione degli interventi».

La storia è ancora aperta. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2013
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