Un grifone sopra la Martica

L’avvistamento dell’insolito rapace lo scorso 25 aprile ad opera di un gruppo di ammiratori della natura che è riuscito ad immortalare l’animale, più grande di un’aquila

grifoneArrivano quando il cielo è blu e caldo, girano in tondo e in alto, e salutano l’arrivo della primavera. Assieme a loro, ai rapaci varesini, si muove un piccolo esercito di osservatori, che li ammira, li studia e li fotografa, scoprendo a volte inaspettate sorprese. Proprio come avvenuto lo scorso 25 aprile quando sopra il monte Martica è stato avvistato un grifone. Si tratta di un rapace enorme, che può avere un’apertura alare che arriva fino a 2 metri e 40 centimetri (nella foto realizzata dagli osservatori), più grande ancora dell’aquila reale, peraltro di per sè rara da ammirare dalle nostre parti.
Questa è una storia d’amore e tecnologia, che passa tra l’ottica di sofisticate macchine e binocoli ultramoderni, e le soffici piume e i becchi arcigni dei principi del cielo. A svelarci questo tesoro è Piergiovanni Salimbeni, di Cugliate Fabiasco, responsabile tra l’atro di una rivista on line di appassionati, “Binomania”, un magazine on-line dedicato al mondo dei binocoli, delle ottiche sportive e della natura in genere.
«Il 25 di aprile mi trovavo – racconta Piergiovanni – , insieme ad alcuni amici sul Monte Martica. Dovevamo osservare, fotografare dei rapaci e testare dei binocoli. Al nostro rientro, uno fra noi, Abramo Giusto, ha avvistato un grosso rapace molto alto in cielo. Di primo acchito pensavamo alla femmina della coppia di aquile che anche i lettori di Varesenews, conoscono ormai molto bene». binocolo foto
E qui succede qualcosa di insolito, che per un osservatore poco attento può sembrare normale, ma che l’occhio attento trasforma in evento epocale.
«In realtà la sorpresa è stata enorme quando nel campo del binocolo si è mostrato uno stupendo giovane esemplare di grifone, un avvoltoio. Seppur il rapace fosse molto alto in cielo e, in prospettiva, a pochi gradi di distanza dal sole, io e Andrea Bertoncello siamo riusciti ad ottenere qualche scatto come mera documentazione. Ovviamente si trattava, quasi sicuramente, di un soggetto errante, dato che nella nostra zona non nidificano, tuttavia è stata una grandissima sorpresa osservare un rapace ancora più grande di un’aquila, solcare i cieli varesini con il suo tipico battito d’ali. La sua apertura alare può arrivare sino a 2 metri ed ottanta centimetri. Grazie all’uso dei binocoli e dei telescopi terrestri non è la prima volta che ci capita di assistere a spettacoli emozionanti: lotte in cielo fra rapaci, combattimenti fra cervi, ed altro ancora, mentre curiosi trekkers ci guardano con aria buffa, dato che non riescono a percepire nulla ad occhio nudo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 maggio 2013
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