Varalli: “Farò il sindaco pagato a cottimo”

Candidato con la lista "Prima Azzate!" racconta la fine della scorsa legislatura con Dell'Acqua. "Non sono un politico di professione ma faccio politica perchè voglio occuparmi del bene comune"

Nicola Varalli ha 49 anni e lavora nello stesso stabile dove ha sede la locale sezione della Lega Nord di Azzate. Un luogo per lui importante perché è di proprietà della sua famiglia ed è la sede dove sono nate e cresciute lui e le piccole imprese famigliari che hanno accompagnato la sua vita. Qui c’era il calzificio Colli della madre e grazie a questo posto può dire di essere “un azzatese a tutti gli effetti”: «oggi c’è persino qualcuno che lo mette in dubbio – spiega Varalli -, ma questo posto è dove sono nato e cresciuto. Qui ho vissuto fino al 1999 quando mi sono sposato e qui mi reco quasi tutti i giorni per lavorare».
La sua candidatura è nata nel gruppo della Lega Nord azzatese, quello stesso gruppo che fino a poco tempo fa era all’interno della maggioranza che amministrava Azzate e che esprimeva il sindaco Giovanni Dell’Acqua. Fino al giorno della rottura e del divorzio che hanno provocato la fine anticipata del mandato di Dell’Acqua e che Varalli spiega così: «l’ex sindaco, formalmente leghista, da metà del 2011 ha smesso di frequentare la sezione e di spiegare al nostro gruppo le sue scelte e ha preferito legarsi all’ex vicesindaco Leggio con il quale oggi è candidato. Questa crescente distanza – racconta Varalli – ha trovato il culmine quando ci ha informato solo a cose fatte e per sommi capi dell’enorme problema che stava scoppiando al campeggio 7 laghi dicendo “ho il timone in mano non posso dirvi niente” e, soprattutto, dopo le esternazioni stampa delle sue intenzioni sui nuovi insediamenti sull’area Castello dopo che noi avevamo detto chiaramente che non eravamo favorevoli». Da qui la crisi ma non, come vuole precisare Varalli, la decisione di staccare la spina «che è stata presa dall’ex vicesindaco e dall’ex sindaco che si sono dimessi nel giro di due settimane lo scorso gennaio».
Ma la lista che si presenta ai cittadini azzatesi non è composto solo dalla Lega ma anche da un nutrito gruppo di indipendenti.
Nicola Varalli è laureato in architettura e ha fatto l’architetto fino a 15 anni fa. Oggi si occupa delle attività imprenditoriali familiari, «nessuna delle quali ha interessi ad Azzate perché questo è vietato a coloro che intendono amministrare» tiene a specificare, e a volte fa da consulente alla procura di Varese.
«Non sono un politico di professione ma faccio politica perchè voglio occuparmi del bene comune – spiega Varalli -. Non ho mai vissuto di politica, come nessuno nella mia famiglia perché abbiamo una lunga storia di impresa, ma voglio partecipare soprattutto oggi che l’antipolitica è ormai sdoganata e sembra essere diventato un valore. Purtroppo la gente si disinteressa sempre di più e quando questo avviene il “politico trafficone” va a nozze. Per questo proprio adesso è necessario interessarsi e impegnarsi in prima persona».
Come nelle elezioni amministrative: «la politica nei comuni è la più difficile e più importante – racconta Varalli -, perché si è a contatto con la gente. Il sindaco spesso deve fare da parafulmine a problemi che in realtà sono prodotti da livelli di comando superiori, come ad esempi è avvenuto con l’IMU».
Da qui spiega la scelta della candidatura: «Io ho accettato alla sola condizione che non sarei dovuto andare a raccontare frottole alla gente. Il nostro programma è corposo ma costituito da piccole cose realizzabili. Il principio di base che vogliamo seguire è il rispetto e l’ascolto per le persone, il rispetto per le risorse disponibili e la necessitò di mettere un freno al consumo del territorio». A questo proposito Varalli spiega di ammirare il lavoro fatto dal sindaco di Cassinetta di Lugagnano per fermare l’avanzata del cemento: «le amministrazioni dei paesi spesso hanno dovuto coprire i buchi di bilancio con gli oneri di urbanizzazione e questo ha impoverito il nostro patrimonio naturale e aumentato i costi negli anni successivi perché aumentavano le richieste di accesso ai sottoservizi: adesso bisogna invertire la rotta perché il territorio è saturo».
Il suo impegno da sindaco, garantisce il candidato leghista, sarà a costo proporzionale: «troveremo un modo con gli uffici per conteggiare le mie ore di lavoro e a fronte dello stipendio previsto io sarò pagato solamente in proporzione al lavoro svolto. Lo faccio perché i problemi ad Azzate sono tanti, complicati e impegnativi e sarà necessario lavorare con serietà».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 maggio 2013
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