Varese, le pagelle della stagione

Vecchia guardia e qualche giovane promossi. Deludono i giocatori arrivati con curricula importanti: Carrozzieri, Juan Antonio e Ferreira Pinto

BASTIANONI 6,5 – (11 p, – 8 g) Anno importante per il giovane portiere ligure. Prove positive, pur con qualche errore, e candidatura per diventare il titolare futuro: qui il Varese ci ha visto bene.

BRESSAN 5 – (32 p, – 44 g) Il tiramolla estivo prima del suo ritorno sembrava necessario per assicurarsi un portiere che nella stagione precedente aveva disputato grandi partite. Quest’anno però si è “accontentato” di prove normali senza risultare quasi mai decisivo. E sul voto incide anche la richiesta (avallata) di non voler lavorare con Verderame: dopo una pretesa simile, ci saremmo aspettati altre prestazioni.

CARROZZIERI 4 - (14 p) In meno di mille minuti in campo demolisce i ricordi di Pesoli e Terlizzi di cui doveva essere l’erede. Bolso, lento, polemico non è mai andato al di là di qualche rara giocata di classe. Di fatto fuori squadra da tempo (ma perché?), il peggior acquisto stagionale.

FIAMOZZI 6,5 – (14 p) Fuori da tempo per un infortunio, ha confermato quasi sempre le buone cose che si dicono di lui fin dall’esordio in Primavera. Quando stava bene ha fatto concorrenza vera a Pucino sulla fascia destra: rimanere qui gli farebbe bene. Può seguire le orme di Pisano.

FRANCO 5 – (11 p, 1 g) Preso dalla panchina del Padova all’ultimo momento per rimpiazzare Grillo ha fatto rimpiangere sia il predecessore sia Lazaar, tanto che il suo impiego è andato calando. Un bel gol all’esordio, poi diverse prestazioni non convincenti.

GRILLO 7 – (22 p) Rimasto a Varese un po’ controvoglia dopo l’ottimo torneo dell’anno scorso, ha lasciato la squadra per (non) giocare nel Siena in Serie A e i biancorossi potrebbero ritrovarselo di fronte nella prossima stagione cadetta. Con il suo addio il Varese ha perso uno dei propri pezzi da novanta, che nel girone di andata aveva comunque fatto la differenza in positivo.

LAZAAR 6,5 - (20 p) Prima stagione vera per il giovane marocchino cresciuto nel vivaio biancorosso. Alti e bassi tipici dell’età e nel complesso campionato incoraggiante sia per quanto fatto sia in chiave futura anche se la società dovrà vigilare sulla sua crescita. Ha talento, non lo sprechi perché, come diceva Sannino, è ancora un Signor Nessuno.

MARINO 4,5 – (2 p) Preso come “toppa” per coprire il buco lasciato da Carrozzieri, esordisce con un gravissimo errore a Empoli e non compare praticamente più, accantonato da Castori e non ripescato da Agostinelli.

PUCINO 6,5 – (33 p, 2 g) Titolare quasi fisso e autore di un campionato sostanzialmente positivo, condito da due gran gol a Bari e Vicenza, gli è forse mancato un ulteriore passo avanti che era nelle sue possibilità. Potrebbe andare al Chievo, ma un anno in B da protagonista forse gli farebbe ancora bene. Ha giocato anche al centro della difesa, disimpegnandosi piuttosto bene.

REA 6,5 – (32 p, 3 g) Dimentichiamoci qualche amnesia disseminata qua e là nel corso dell’anno: il centrale ex Sassuolo è stato uno dei migliori acquisti dell’estate 2012 anche perché – insieme a Troest – ha dovuto fare gli straordinari viste la sostanziale assenza di alternative. Anche tre gol, compreso il capolavoro in slalom con il Cittadella.

STRUNA 5,5 – (9 p) Quando ha giocato, non ha demeritato. Il problema che nove spezzoni di partita sono troppo pochi per dare un giudizio reale sullo sloveno di proprietà del Palermo. Sfortunato, ma valeva la pena portarlo a Varese con quei problemi fisici già in essere?

TROEST 6 – (34 p, 5 g) Il guerriero danese ha confermato le impressioni dello scorso anno: ottimo da secondo centrale va in crisi quando non è comandato da un generale col pugno di ferro (e Rea non lo è). Stagione sottotono rispetto a costo e aspettative, anche se i 5 gol segnati lo riscattano: con Kone è il terzo marcatore della squadra.

CORTI 7,5 – (30 p) Uno di quelli con la “V” di Varese tatuata nell’animo: si adatta a fare tutto e questo finale di stagione da stopper difensivo ne è l’ennesima conferma. In mediana rispetto al passato ha sofferto l’affiancamento con un uomo come Kone (né interditore né regista) e ha un po’ condizionato il suo rendimento. Ma i chilometri percorsi e il fiato speso per il Varese rimangono da record. L’unica cosa da non chiedergli è il gol: quello proprio non arriva.

DAMONTE 6,5 – (21 p, 2 g) Altro uomo che ha visto la stagione decurtata da guai fisici, compreso il finale di campionato quando avrebbe potuto essere utile per dare il cambio ai titolari arrivati con il fiato corto. Rimane un giovane affidabile e interessante in chiave futura: forse non un campione ma un ragazzo versatile e dal rendimento costante.

FILIPE GOMES 6 – (30 p, 1 g) I lampi di classe intravisti qua e là in passato sono arrivati con più costanza visto il maggiore impiego da parte di Castori (convintosi strada facendo) e Agostinelli. Tuttora però troppo spesso il regista brasiliano dimentica di imporre il proprio gioco. Se aumentasse l’incisività, il Varese troverebbe un leader.

FERREIRA PINTO 5 - (18 p) L’ennesimo favore all’Atalanta non ricambiato, anche se crediamo che la lezione non verrà imparata neppure questa volta visto l’ascendente del dg bergamasco Marino sui dirigenti del Varese. Pallido ricordo dell’ala che sapeva “arare” la fascia destra del campo: età, condizione e ginocchio non l’aiutano di certo. Ha provato a stare a galla con l’impegno ma ha sempre faticato.

KINK 4,5 – (10 p) Proprio oggi la Gazzetta ne parla come un giocatore decisivo con la maglia del Gyori Eto neo campione d’Ungheria. Felici per lui, ma è innegabile che la sua breve esperienza a Varese si sia rivelata un buco nell’acqua a furia di dribbling interrotti dai difensori e di cross quasi sempre sbagliati.

KONE 5 – (31 p, 5 g) Dalla sua ha la forma fisica che gli ha permesso di essere quasi sempre a disposizione e il gruzzoletto di reti confezionato a inizio anno che gli ha garantito parecchie presenze. Segni di risveglio nel finale di stagione, ma forse ha giocato in un ruolo – il mediano – che non gli è congeniale.

NADAREVIC 6,5 – (18 p, 1 g) Titolare fisso finché è rimasto, imprendibile quando è stato in giornata di grazia, meno incisivo quando si è intestardito. Pregi però superiori dei difetti; a differenza di quanto successo con Grillo il Varese ha trovato un degno sostituto in Oduamadi, ma se Enis fosse rimasto avrebbe contribuito ad aumentare il tasso di qualità della squadra.

ODUAMADI 6,5 – (16 p, 2 g) Atteso per tutto il girone d’andata, quando è finalmente scoccata la sua ora ha mostrato classe e velocità rendendosi utile alla causa. Crescita stoppata dalla parentesi con la nazionale, perché al suo ritorno ha accusato qualche passaggio a vuoto, ma quando viene innescato il suo valore viene fuori. Ci piacerebbe rivederlo, per un Varese di nuovo in volo sulle proprie ali.

TRIPOLI 5,5 – (11 p) Castori lo ha messo da parte salvo richiamarlo nei momenti di emergenza. La zanzara non ha fatto una piega ed è regolarmente andato in campo per provare a pungere gli avversari, cosa che però non gli è particolarmente riuscita.

ZECCHIN 8 - (36 p, 4 g) Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Corre, calcia magistralmente punizioni (che dire delle tre perle consecutive tra febbraio e marzo?) e corner, sta prendendo anche il diploma di regista centrale: dove lo metti va, e sa integrarsi bene. Da tenere stretto: il Varese che verrà dovrà ripartire da lui.

JUAN ANTONIO 4 - (9 p) Strapagato (dalla Samp), trattato e atteso a lungo. Che non fosse un duro lo si sapeva, ma si faceva affidamento sui suoi piedi buoni che però si sono rivelati più adatti alle pantofole che agli scarpini con i tacchetti. La tendinite lo ha tolto di mezzo, nessuno lo ha rimpianto.

EBAGUA 7 – (35 p, 17 r) Il suo futuro pare scontato e sarà in Serie A con l’odiato Verona, notizia nell’aria da tempo e arma usata contro di lui dai detrattori. Però Giulio per lunghi tratti è stato la soluzione in più del Varese, l’unico a garantire gol a ripetizione e a fare reparto da solo fino a chiudere con 17 gol segnati con cui è entrato nella storia biancorossa quale bomber più prolifico del dopoguerra. Il rapporto agrodolce con i tifosi non può intaccare il giudizio per quanto fatto sul campo.

EUSEPI 5 – (11 p) Qualche occasione l’ha avuta, senza però riuscire a sfruttarla. Va bene usare il fisico, proteggere la palla e far salire la squadra ma l’attaccante deve segnare o, almeno, tirare in porta. Per la Serie B non c’è ancora e lo si è visto anche a Vercelli.

MARTINETTI 5 – (23 p, 3 r) Avrà anche un ginocchio ballerino, avrà pure dovuto ritagliarsi spazio tra due mostri sacri come Ebagua e Momenté, ma noi da Martinetti ci saremmo aspettati un apporto maggiore. Tre reti sono poche per un centravanti della sua esperienza ma anche del suo valore che in passato ha mostrato con la maglia biancorossa. Qualche prova ottima ma pure parecchio anonimato.

MOMENTÈ 5 – (11 p, 1 g) Un gran gol a Castellammare e poi il buio o giù di lì, proseguito anche in una seconda metà di stagione senza reti in maglia Cremonese. Il lungo infortunio subito in passato non è certamente un suo alleato ma Matteo, che ha 26 anni compiuti, deve per forza svoltare. Altrimenti sarà ricordato per certi gol capolavoro in allenamento mai replicati in partita.

NETO PEREIRA 7 - (30 p, 8 r) Chi ha inventato, tempo fa, il soprannome “Swarovski” non poteva coniarne uno migliore. Se i suoi muscoli sono una croce, la sua classe rimane una delizia confortata dagli otto gol e dai nove assist snocciolati in questa stagione. L’anno in più però inizia a lasciare qualche segno: la società ne prenda atto e inizi a pensare a un suo vice per il futuro.

SCAPUZZI 4,5 – (10 p) Visto l’utilizzo a singhiozzo è difficile farsi un’idea concreta su questo giovane attaccante arrivato con i quarti di nobiltà per via del suo passato (Milan, Man City, Italia giovanile). Però sia Castori sia Agostinelli lo hanno progressivamente relegato in panchina e ciò fa pensare che non sia ancora pronto per questo livello. E d’altra parte nei minuti passati in campo non ha certamente impressionato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 maggio 2013
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