Yama, ultima chiamata per la finale

Un PalaYamamay strapieno attende alle 20.30 la sfida decisiva tra Busto Arsizio e Conegliano: chi passa affronterà Piacenza nell'ultimo atto della stagione. Biancorosse imbattute in casa in questo campionato

Questa volta non ci sono prove d’appello: stasera alle 20.30 la Unendo Yamamay deve vincere in gara 3 di semifinale contro l’Imoco Conegliano per continuare a sperare nell’ultimo e più importante degli obiettivi stagionali. Una finale scudetto che forse qualcuno, nell’ambiente di Busto, aveva cominciato a considerare come un atto dovuto per le campionesse d’Italia, e che invece va sudata e guadagnata fino all’ultimo, come ha dimostrato il brutto passo falso di gara 2 al Palaverde. In merito al quale, certo, è ora di riconoscere qualche merito alle “pantere”, capaci ancora una volta di rigenerarsi in corsa (era già successo nei quarti contro Villa Cortese) e di convogliare su di sé il trascinante entusiasmo di cinquemila persone che, vale ricordarlo, fino a pochi mesi fa non avevano neppure una squadra sul territorio. Il PalaYamamay dovrà rispondere perlomeno con la stessa atmosfera e, visti i precedenti, è praticamente certo che lo farà: le prevendite si sono aperte martedì alle 21 e i biglietti saranno teoricamente disponibili fino all’inizio della gara, ma il tutto esaurito questa volta è più di una possibilità.

LE CORREZIONI – La serata storta vissuta lunedì dalle bustocche non è un caso isolato in questa stagione: Pesaro, Schwerin, Baku (prima del miracoloso golden set) e la stessa semifinale di Coppa Italia contro Villa sono buoni esempi. Con qualcosa in comune, però: tutti i passi falsi sono arrivati in trasferta, mentre nel palazzetto amico, se si eccettua la Champions League, la Unendo Yamamay non ha mai perso in tutto l’arco della stagione. È evidente che il fattore campo, magari a livello inconscio, ha il suo peso sulle prestazioni delle campionesse d’Italia: quello di Treviso è stato infatti un tracollo più psicologico che tecnico, manifestato dall’insicurezza di una giocatrice come Caracuta, e in generale dallo spirito troppo remissivo con cui tutta la squadra ha affrontato la gara. L’Imoco, è chiaro, ha fatto il suo, forzando maggiormente la battuta e rischiando decisamente di più in attacco rispetto alla gara d’andata, soprattutto con giocatrici come Fiorin e Nikolova; nei pochi momenti in cui la Yama è riuscita ad accelerare, però, la differenza tra le due squadre si è vista tutta. Quali sono, allora, le correzioni che può aver apportato Carlo Parisi nel brevissimo tempo a sua disposizione per preparare la gara? Realisticamente, non molte: si può tentare di forzare un po’ di più al servizio e cercare con più frequenza (e meglio) le centrali, ma l’essenziale è soprattutto che Busto ritrovi la sicurezza in ricezione e l’intensità difensiva di gara 1. Dando per scontata la prestazione di Marcon, che quando incontra Conegliano vede davvero rosso, un’altra delle pedine chiave dev’essere Kozuch, dalla quale si pretende più incisività in attacco. Da non sottovalutare l’alternativa Faucette, che insieme a Grbac (già ampiamente utilizzata in gara 2) potrebbe rivelarsi una risorsa importante per la squadra di casa.

FINO IN FONDO – Com’è ovvio, l’inaspettato successo in gara 2 ha ridato ossigeno a Conegliano, ora davvero a un passo da un traguardo che avrebbe davvero del clamoroso: “La vittoria ci ha dato ancora più carica – ha detto Valentina Fiorin – fin qui è andata esattamente come contro Villa Cortese e speriamo che finisca allo stesso modo, anche se sappiamo che giocare a Busto è difficilissimo”. E Cristina Barcellini rincara la dose: “Adesso tutta la pressione è dalla loro parte, noi siamo arrivate fin qui e sappiamo di non avere nulla da perdere”. Da parte bustocca, però, Maren Brinker promette battaglia: “Non abbiamo paura, ma tanta voglia di rifarci e proseguire il nostro cammino”.
Dall’altra parte del tabellone, la Rebecchi Nordmeccanica Piacenza è già approdata alla finale, per la prima volta nella sua storia: esattamente come nei quarti, dopo le difficoltà di gara 1 (due match point annullati) la squadra di Caprara ha dato il meglio in trasferta, piegando per 0-3 (20-25, 20-25, 15-25) una Foppapedretti Bergamo penalizzata dal grave infortunio di Merlo. In caso di qualificazione, Busto arriverà alla finale con tre giorni di riposo alle spalle, uno in meno delle avversarie. Si gioca domenica 5 maggio alle 15, per coincidenza in contemporanea con una sfida calcisticamente decisiva come Pro Patria-Monza. La speranza è che per gli sportivi bustocchi ci sia l’imbarazzo della scelta…

Unendo Yamamay Busto Arsizio-Imoco Conegliano
Busto A.: 1 Faucette, 2 Grbac, 4 Brinker, 5 Taborelli, 6 Leonardi (L), 7 Marcon, 8 Bauer, 10 Kozuch, 11 Lombardo, 13 Arrighetti, 14 Caracuta, 18 Bisconti. All. Parisi.
Conegliano: 2 Agostinetto, 5 Maruotti, 6 Fiorin, 7 Daminato (L), 9 Camera, 10 Zanotto, 12 Rossetto (L), 13 Calloni, 14 Nikolova, 15 Crozzolin, 16 Barcellini, 18 Barazza. All. Gaspari.
Arbitri: Nico Castagna e Luca Sobrero.

I PLAYOFF SCUDETTO

Semifinali
Unendo Yamamay Busto Arsizio-Imoco Conegliano 3-0, 1-3; gara 3 mer 1/5 ore 20.30
Rebecchi Nordmeccanica Piacenza-Foppapedretti Bergamo 3-2, 3-0

Finale
Gara 1 dom 5/5; gara 2 mar 7/5; gara 3 gio 9/5; eventuale gara 4 sab 11/5; eventuale gara 5 mer 15/5.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 maggio 2013
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