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Arrestato militante leghista: “E’ il piromane dei box”

Inchiesta della Digos, il 40enne Stefano Chelazzi è finito in manette. E' accusato di 3 incendi dolosi e aveva già patteggiato per 7 incendi a cassonetti. Il sindaco lo aveva nominato nel cda della casa di riposo Molina. Il partito lo espellerà

E’ stato arrestato dalla polizia, questa mattina, l’uomo accusato di aver appiccato tre incendi, durante l’estate, a due condomini e a un magazzino. Si tratta di Stefano Chelazzi, 40 anni, promotore finanziario di Varese, istruttore di arti marziali in una palestra, ma anche volto noto a chi frequenta la politica poiché è un militante della sezione cittadina della Lega Nord. Fu nominato del 2012 dal sindaco Attilio Fontana nel consiglio di amministrazione della casa di riposo Molina, ruolo che ricopre tuttora, e in passato anche candidato alle elezioni comunali per quel partito (nel 2007 prese 31 preferenze).

LE ACCUSE
L’uomo è stato arrestato, su ordinanza del gip Giuseppe Battarino, perché a suo carico vi sono gravi e concordanti indizi, circa il suo coinvolgimento negli incendi dolosi, come risulta dall’inchiesta della Digos, guidata dal dirigente Fabio Mondora, e coordinata dal pm Sara Arduini. A Chelazzi viene attribuito l’incendio nei box di un centro medico di via Maspero del 4 agosto, in cui fu data alle fiamme un’automobile. E altri due episodi di tentato incendio, avvenuti rispettivamente il 19 agosto, nei box di un condominio di via Dandolo, nei pressi del tribunale, e il 19 settembre, quando tentò di dare fuoco al magazzino di un’impresa edile di via Bixio. In quell’occasione, l’uomo è stato visto dal figlio del proprietario della ditta, che lo ha riconosciuto al fotosegnalamento in questura. Ma erano state anche la volanti della polizia, che da tempo lo tenevano d’occhio, a rintracciarlo in quella zona, poco dopo l’episodio. Il provvedimento giudiziario si basa, inoltre, su tabulati telefonici, immagini di telecamere di sorveglianza e testimonianze che rivelano la presenza in zona di Chelazzi, proprio nelle ore e nei luoghi degli incendi che gli vengono contestati. Gli inneschi erano molto semplici. Stracci e spugnette, poi dati alle fiamme con un accendino. Durante una perquisizione, sono stati trovati altri stracci e spugne. Tra le accuse è stata anche contestata l’aggravante che imputa all’uomo l’aver tentato di dare fuoco a luoghi abitati da persone (nella foto, l’immagine dell’uomo catturata da una telecamera nei pressi del luogo di un incendio, in via Maspero, il 4 agosto scorso).
Fin qui le accuse giudiziarie, ma c’è anche il retroscena della vicenda che fa riflettere. L’uomo fu già accusato di essere il responsabile di 7 incendi ai cassonetti di Varese; fu riconosciuto dalla polizia e patteggiò, lo scorso giugno, una pena a nove mesi in tribunale. La sua propensione al fuoco nascerebbe da motivi personali e patologici, non esistono infatti né rivendicazioni e nemmeno risulta una scelta degli obiettivi mirata a colpire gli abitanti di quei palazzi. C’è però da dire che all’interno del suo partito, la Lega Nord, era invece considerato una persona affidabile, tanto che il sindaco Attilio Fontana, nel febbraio del 2012, lo aveva nominato nel cda della casa di riposo Molina. Perché? «Mi avevano detto che nelle attività che fino a quel momento aveva seguito si era comportato bene – osserva oggi Fontana – io non ero al corrente di questi fatti, e soprattutto quando l’ho nominato non avevo notizia di patteggiamenti». La stessa cosa dice sostanzialmente il segretario cittadino della Lega Nord Marco Pinti: «C’erano delle voci, ma bisogna stare ai fatti e non fidarsi dei “si dice”. Quando in sezione si discusse di quell’incarico – racconta – gli chiesi personalmente di farmi vedere il casellario giudiziario, da cui risultava essere incensurato». La Lega Nord ha deciso di espellere Chelazzi, decisione che sarà ratificata nelle prossime ore. Rimane tuttavia il mistero su una trentina di tentati incendi appiccati nei box di Varese negli ultimi due anni. Sulle altre vicende si sta ancora indagando, ma l’allarme era stato molto alto. Come hanno ricordato il procurato capo Maurizio Grigo e il Questore Francesco Messina si svolse anche un comitato per la sicurezza, in prefettura, per occuparsi della vicenda.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 ottobre 2013
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