Il programma di Duemilalibri 2013 a Gallarate

Dal 12 al 20 ottobre, la settimana del libro e dell'autore, promossa da Comune e librerie cittadine

Il programma dell’edizione 2013 di Duemilalibri: clicca qui per la presentazione

SABATO 12 OTTOBRE

Ore 11.00 – Palazzo Borghi

Inaugurazione Duemilalibri
L’altra faccia della medaglia

Presentazione del programma.

Ore 11.15 – Palazzo Borghi

Manifesti storici del Cinema Teatro delle Arti
Inaugurazione della mostra in occasione dei 50 anni di attività del Teatro delle Arti di Gallarate

Ore 11.30 – Palazzo Minoletti

Dentro la città
Omaggio a Gabriele Basilico

Inaugurazione della mostra fotografica e apertura di DUEMILALIBRI giornate del libro e dell’autore

“Dentro la città allude a un’esplorazione del tessuto urbano, a un’avventura che mette inevitabilmente in gioco la memoria di altre città, di altri luoghi lontani nel tempo e nello spazio, con l’esperienza diretta della visione.” Con queste parole Gabriele Basilico descrive il senso delle dodici immagini di questa mostra. 
Gabriele Basilico, fotografo conosciuto in tutto il mondo, quello dell’architettura, propone un viaggio dentro la città. “Per conoscere una città bisogna anche immaginarla, come in un sogno” – spiega Basilico. “Deve diventare qualcosa di interiore. Nel dialogo che prende forma con lo spazio urbano, cerco, attraverso lo scandaglio sensoriale della visione, di costruire un rapporto familiare, una condizione che mi permetta un’accessibilità, anche illusoria, ai segreti spesso invisibili e non immediatamente afferrabili se non con un’attenta e paziente osservazione, che la città contiene e nasconde nella sedimentazione delle stratificazioni”. 
Le immagini catturate dall’obiettivo dell’autore ci mostrano come sotto i nostri occhi convivano, in sorprendenti giustapposizioni, resti archeologici e imponenti palazzi e come dai giochi di simmetrie e di luce abbinati a contrasti architettonici inediti, prendano vita atmosfere surreali e a volte fantascientifiche. 


Gabriele Basilico (Milano, 12 agosto 1944 – Milano, 13 febbraio 2013) è stato uno tra i maggiori fotografi a livello internazionale. Dopo gli studi in architettura iniziò la professione di fotografo dedicandosi al paesaggio e più in particolare alla fotografia di architettura. La forma e l’identità delle città, lo sviluppo delle metropoli, i mutamenti in atto nel paesaggio post-industriale sono da sempre i suoi ambiti di ricerca privilegiati. Considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea, è stato insignito di molti premi e le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private italiane e internazionali. Nel 1991 partecipa alla missione su Beirut, città devastata dalla guerra civile durata quindici anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero, che hanno generato mostre e libri. Si è spento il 13 febbraio 2013 lasciando un patrimonio di immagini e di saperi incomparabili e preziosi.

Ore 18.30 – Teatro del Popolo

Gli ottantacinque anni della Corale Arnatese
Concerto delle voci bianche

La Corale Arnatese compie in questo periodo i suoi 85 anni di vita e di costante, lusinghiera attività. È perciò, insieme con la Società Bandistica de “La Concordia”, la più antica istituzione – associazione della città di Gallarate. Il Coro Lirico è la sua compagine storica fondato nel 1928 ha sempre svolto un’intensa attività concertistica ed è oggi molto conosciuto e ricercato. Dal 1993 la corale Arnatese si è arricchita di ben altri due formazioni, il Coro “Musica et Ludus” ed il Coro “Voci Bianche”, con progetti e corsi loro strettamente dedicati. Nella felice occasione dell’apertura della manifestazione Duemila Libri di Gallarate, la Corale Arnatese mette in scena al Teatro del Popolo i ragazzi delle Voci Bianche con un allegro programma tutto profano, che spazia dal classico “Duetto Buffo dei Gatti” di Rossini alla musica popolare più nota di “Come porti i capelli bella bionda”.

Ore 20.30 – Teatro Condominio

Il mantello di pelle di drago
Balletto

I ballerini, guidati dall’étoile del Teatro alla Scala Sabrina Brazzo ne Il mantello di pelle di drago danzeranno sulle note di Shostakovic, Kachaturian, Poulenc, Bizet, Liszt interpretando draghi e diavoli, principesse o bambole. Sotto i riflettori, con Sabrina Brazzo, che è prima ballerina a Milano dal 2001, altri cinque professionisti del Teatro alla Scala: Andrea Volpintesta, Antonella Albano, Maurizio Licitra, Beatrice Carbone, Walter Madau. Con i solisti danzeranno anche giovani professionisti, fra cui Denny Lodi, vincitore del talent show "Amici" nel 2009. Le coreografie sono di Massimiliano Volpini.  Lo spettacolo si compone di un atto unico diviso in tre tempi che ripercorrono la storia di altrettante fiabe: Pelle d’orso, Gli scarponi di Natale, Il mantello di pelle di drago. La scena si svolge in una conceria, magica, dove gli elfi tessono agli ordini della regina, il prezioso mantello che dà il titolo al balletto, che ha la particolarità di poter essere indossato solo da chi ha il cuore puro.  

Prevendita biglietti presso le librerie aderenti.

Ore 22.00 – Teatro Condominio

Concerto della Corale Arnatese
Il lato oscuro di Verdi
Musiche di Verdi, Wagner e Bizet

Il Coro Lirico è la sua compagine storica: fondato nel 1928 ha sempre svolto un’intensa attività concertistica ed è oggi molto conosciuto e ricercato. Si esibisce con un ampio repertorio lirico che spazia da Mozart ai contemporanei, comprendendo Donizetti, Bellini, Verdi, Puccini, Mascagni e tutti i grandi che hanno fatto la storia del melodramma. Fanno parte del repertorio del Coro Lirico anche molti brani di musica sacra che vengono eseguiti nelle chiese del circondario in occasione di festività e di manifestazioni varie. Il Coro Lirico è diretto dal M° Giampaolo Vessella ed accompagnato al pianoforte dal M° Paolo Mingardi. In occasione di Duemilalibri il Coro Lirico eseguirà un importante programma verdiano che intende corredare il tema base scelto quest’anno (L’altra faccia della medaglia), ma che vuole anche non dimenticare l’altro grande bicentenario che si celebra nel 2013, quello di Wagner, chiudendo poi con un vivace finale a sorpresa. Per l’occasione il Coro Lirico sarà accompagnato al pianoforte dal M° Samuele Pala.

DOMENICA 13 OTTOBRE

Ore 10.30 – Istituto Aloisianum

Ricordo di Padre Busa nel centenario della nascita (1913 – 2011)
A cura di Marco Passarotti

Interverranno: Robi Ronza, Giacomo Decio, Paolo Marchesini, Danila Del Bianco e Gino Giacoletto, Piero Slocovich ed Ermanno Maccario, Padre Umberto Libralato SJ

Padre Roberto Busa (Vicenza, 28 novembre 1913 – Gallarate, 9 agosto 2011) è stato un HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Compagnia_di_Ges%C3%B9"gesuita, linguista e informatico italiano. È stato uno dei pionieri dell’uso dell’informatica nella linguistica (oggi branca nota col nome di linguistica computazionale) e il realizzatore dell’Index Thomisticus, monumentale lemmatizzazione dell’opera omnia di Tommaso d’Aquino e dei testi a lui più strettamente collegati. Secondo di cinque figli, a Belluno frequenta il liceo e nel 1928 entra nel locale seminario, compagno di Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I; nel 1933 entra nella Compagnia di Gesù dove consegue il diploma in filosofia (1937) e teologia (1941). Il 30 maggio 1940 viene ordinato sacerdote; dal 1933 al 1946 si dedica a studi linguistici e riesce a familiarizzarsi con latino, greco, ebraico, francese, inglese, spagnolo e tedesco. A partire dal 1940 al 1943 sarà cappellano militare ausiliario nell’esercito, successivamente passerà alle forze partigiane. Nel 1946 prenderà la laurea in filosofia alla Pontificia Università Gregoriana con una tesi intitolata La Terminologia Tomistica dell’interiorità, pubblicata nel 1949. Professore ordinario di ontologia, HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/Teodicea"teodicea e metodologia scientifica, per qualche anno, fu anche bibliotecario all’Aloisianum di Gallarate. Ha insegnato alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, all’Aloisianum di Gallarate, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Muore il 9 agosto 2011 HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/2011"all’età di 97 anni.

Ore 16.30 – Ridotto Teatro Condominio

Dipartimento didattico del museo MAGA
Ritratti e autoritratti da Antonello da Messina ai giorni nostri
A cura di Lorena Giuranna e Francesca Chiara del dipartimento didattico del museo Maga

La conferenza presenta un percorso storico-critico sulla questione del ritratto e dell’autoritratto nella storia delle arti visive dal Quattrocento ai giorni nostri. L’incontro introduce la visita alle esposizioni al MART (Museo d’arte Contemporanea di Trento e Rovereto) intitolate “Antonello da Messina” a cura di Ferdinando Bologna e Federico De Melise e “L’altro ritratto” a cura di Jean-Luc Nancy.

Ore 18.00 – Teatro Condominio

Nicolai Lilin
Storie sulla pelle
Einaudi, 2012

Si dice che raccontare la propria vita serva a comprenderla. Ci sono esperienze, però, su cui le parole non hanno presa: si può solo "soffrirle" una seconda volta sulla propria pelle. I criminali siberiani le loro vite se le portano addosso, incise dalla mano esperta del kol’sik: sacerdote e custode della tradizione, il tatuatore è l’unico a comprendere fino in fondo la lingua arcana dei simboli. Ma i tatuaggi, mentre raccontano delle storie, ne creano altre: generano incontri ed equivoci, stabiliscono legami, decidono, a volte, della vita e della morte. Ed è attraverso questo vortice di storie che Nicolai Lilin ci conduce dentro la tradizione dei "marchi" siberiani. Sei racconti diversissimi – comici o disperati, violenti, romantici, rocamboleschi – nei quali ritroviamo alcuni dei personaggi memorabili di "Educazione siberiana" la banda di minorenni capitanata da Gagarin, il colossale Mei, nonno Boris e gli altri vecchi fuorilegge di Fiume Basso – e ne incontriamo di nuovi: Oliva, che spara come un sicario e si porta sempre appresso la foto di una donna; Styopka con il suo amore impossibile; Pelmen, che pagherà caro un tatuaggio sbagliato nel posto sbagliato; e ancora Kievskij, criminale di Seme nero; il vecchio hippy Batterista in perenne lotta con una direttrice dittatoriale; il terribile Treno e la virginale Cristina. A fare da filo rosso, c’è la voce inconfondibile di Nicolai "Kolima" e la storia della sua formazione da tatuato.

Nicolai Lilin di origine siberiana, è nato in Transnistria nel 1980 e da qualche anno vive in Italia. Presso Einaudi ha pubblicato Educazione siberiana (2009), tradotto in ventitré paesi, Caduta libera (2010), Il respiro del buio (2011) e Storie sulla pelle (2012). Da Educazione siberiana Gabriele Salvatores ha tratto un film, interpretato tra gli altri da John Malkovich e prodotto da Cattleya con Rai Cinema.

Presenterà l’incontro la scrittrice e redattrice Helena Janeczek.

Ore 21.00 – Teatro Condominio

Vittorino Andreoli
I segreti della mente. Capire, riconoscere, affrontare i segnali della psiche
Rizzoli, 2013

"C’è un sogno che mi accompagna da molti anni: scrivere un manuale che, anziché indirizzarsi ai medici, agli psichiatri o agli psicologi clinici, parli a tutti. Oggi, in queste pagine, il mio sogno trova finalmente concretezza." In questa nuova opera, Vittorino Andreoli ci insegna con chiarezza e serenità ad affrontare i primi segni di disagio o disturbo mentale a partire dai progressi scientifici raggiunti in questo campo. Se in passato infatti si tendeva ad attribuire le malattie della mente a un determinismo genetico o familiare, oggi sappiamo che è possibile risolverle, o per lo meno attenuare le loro manifestazioni, intervenendo subito. "Nei miei cinquant’anni di psichiatria" scrive Andreoli "sono rimasto talora persino sconvolto dall’osservare che persone vicine a un adolescente con comportamenti devastanti, o a un anziano che ha precorso la morte naturale con un suicidio, hanno minimizzato segnali che invece erano chiari." Grazie alla sua esperienza di una vita trascorsa a fianco dei pazienti, Andreoli riesce a parlare sia a chi sta male mentalmente sia a chi deve vivere vicino alla sofferenza degli altri: adulti, adolescenti, anziani. Il risultato è un percorso mirabile fra le emozioni e tutte le loro manifestazioni, da quelle più comuni come la paura o l’ansia, a quelle più complesse come la tristezza, aiutandoci a individuare i segnali d’allarme prima che sia troppo tardi.

Vittorino Andreoli, nato a Verona nel 1940, si laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova col Prof. Massimo Aloisi e si dedica quindi alla ricerca sperimentale in biologia scegliendo come “organo” l’encefalo. Lavora in Inghilterra all’Università di Cambridge e negli Stati Uniti alla Cornell University di New York. Il comportamento dell’uomo e la follia diventano ben presto il fulcro dei suoi interessi e ciò determina una svolta del suo impegno verso la neurologia e successivamente la psichiatria, discipline di cui diventa specialista. Attualmente è direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona. È autore di numerosi libri che spaziano dalla medicina, alla letteratura alla poesia, e collabora con la rivista “Mente e Cervello” e con il quotidiano “Avvenire”. Per l’emittente Sat ha realizzato alcune serie di programmi dedicati agli adolescenti (Adolescente TVB), alle persone anziane (W i nonni) e alla famiglia (Una sfida chiamata famiglia).

LUNEDI 14 OTTOBRE

Ore 9.00 – Teatro del Popolo (incontro per le scuole, aperto al pubblico)

Massimo Palazzi
Oltre Gallarate. Caratteristiche e curiosità storiche del territorio varesino

L’intervento vuole essere una continuazione ed un “ampliamento d’orizzonte” rispetto all’esperienza della precedente edizione, nella quale erano state descritte le caratteristiche storiche peculiari della città di Gallarate. Quest’anno cercheremo di individuare, nei paesi circostanti, alcune particolarità storiche che possano contribuire a capire l’importanza di molte comunità presenti al di là delle mura cittadine. Lo scopo dell’incontro è quello di far conoscere realtà nuove ed inaspettate, ma soprattutto quello di stimolare negli studenti (e non solo) il desiderio di ricercare ulteriori testimonianze culturali ed archeologiche nascoste nei comuni intorno a Gallarate. Si auspica che i ragazzi possano così sviluppare, in seguito, interessanti ed approfondite ricerche come quelle già effettuate sulla nostra Città.

Massimo Palazzi nato a Somma Lombardo nel 1974, si laurea in Giurisprudenza nel 1998 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel 2002 consegue l’attestato di formazione superiore post-laurea presso la Scuola Avanzata di Formazione Integrata dell’Istituto di Studi Superiori di Pavia. Nel 2003 consegue il dottorato di Ricerca presso l’Università degli Studi di Pavia in “Diritti del Tardo Impero Romano”. Dal 1998 è cultore di Storia del Diritto Romano presso l’Università Cattolica di Milano e assistente in Istituzioni e Storia del Diritto Romano presso l’Università dell’Insubria. Appassionato di storia locale ha al suo attivo numerose pubblicazioni di argomento giuridico e storico. È avvocato in Gallarate dal 2001 e consigliere dell’Ordine.

Ore 17.00 – Il Melo

Laura Orsolini
L’alba si portò via la notte
La memoria del mondo, 2013

1927. Teresa, una giovane donna di Gallarate, spinta dai debiti, prenderà la coraggiosa decisione di intraprendere, sola, un viaggio verso la Somalia e di stabilirsi nella città di Mogadiscio con l’intenzione di svolgere la sua professione di parrucchiera in un nuovo mondo. Verrà ospitata nella casa colonica dell’amica Livia Armani e, con tanta forza d’animo e voglia di lavorare, comincerà la sua avventura africana. Le amicizie, gli amori, le difficoltà e le gioie della vita di Teresa vengono scandite da tragici eventi storici come lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, visti con gli occhi della protagonista e delle persone che le stanno accanto. Gli occhi di chi ha vissuto la guerra dalle colonie italiane all’estero, delle quali non si parla quasi più. Uno spaccato di vita quotidiana che apre lo scenario di quel particolare periodo storico che va dal 1920 al 1947.

Laura Orsolini è nata il 15 febbraio 1976. Le piace ballare, stare in mezzo alla gente, insegnare fitness nelle palestre e lavorare nell’azienda di famiglia. Ha un marito che vive un po’ qua e un po’ là, un figlio ganzissimo, una sorella con lo stesso cuore, due genitori straordinari, un nipotino che da grande vuole fare il cuoco e tanti zii (ha pure i cugini). Tortura gli amici invitandoli a cena e rimpinzandoli di risotti e dolci. È fissata con l’idea che prima o poi aprirà una libreria indipendente, con all’interno l’angolo caffè e uno spazio per i bambini. Nel tempo libero legge, testa la qualità dei dolci al cioccolato di tutte le pasticcerie del varesotto e la notte, invece di dormire, scrive.

Presenta Donatella Bresciani.

Ore 18.00 – Scuderie Martignoni

A. Guenzani, G. Fimmanò, G. Armocida
Nobiltà e nascita della borghesia a Gallarate

I relatori presentano uno spaccato sulla nobiltà nello Stato di Milano con un particolare riguardo al feudo di Gallarate nel XVIII secolo e le modificazioni apportate nel successivo periodo napoleonico, la conseguente decadenza della nobiltà feudale e la contestuale ascesa della borghesia imprenditoriale.

Alberto Guenzani, nato a Gallarate nel 1947, è ingegnere civile. Da oltre trent’anni si interessa di storia locale dell’area varesina ed alto milanese. È autore di numerose pubblicazioni.

Giuseppe Fimmanò, nato a Sinopoli (RC) nel 1947, è laureato in chimica industriale. È insegnate all’I.S.I.S. “A. Ponti” di Gallarate. Studioso di storia locale, ha realizzato interessanti pubblicazioni relative ai territori lombardi e calabresi.

Giuseppe Armocida, nato nel 1946, è specialista in psichiatria, medicina legale e psicoterapia. Ha lavorato come psichiatra a Varese. Dal 1985 è docente universitario di Storia della Medicina (Università di Ancona, Bari, Pavia e Varese).

Ore 21.00 – Scuderie Martignoni

Lucetta Scaraffia (a cura di)
La grande meretrice. Un decalogo di luoghi comuni sulla storia della Chiesa
Libreria Editrice Vaticana, 2013

Il presente volume raccoglie i contributi di sette autrici, tutte storiche ma non tutte cattoliche, che hanno lo scopo di chiarire dal punto di vista storico alcuni stereotipi sulla storia della Chiesa. In particolare i saggi qui raccolti prendono in esame dieci dei luoghi comuni più diffusi e che generano il maggior numero di incomprensioni, capostipite dei quali è quello che dà il titolo al volume, che si riferisce al modo ingiurioso in cui da secoli la Chiesa viene appellata dai suoi critici. Il libro tuttavia non ha un intento apologetico, ma più strettamente storico per rettificare quei luoghi comuni che ormai sembrano aver sostituito la reale storia della Chiesa ed è rivolto in particolar modo ai non esperti del settore, coloro cioè che sono i più influenzabili dai luoghi comuni.

Lucetta Scaraffia nata a Torino nel 1948, insegna storia contemporanea all’università di Roma La Sapienza. S’è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia del cristianesimo, con particolare attenzione alla religiosità femminile. Le sue opere più recenti: con Eugenia Roccella, Contro il cristianesimo: l’ONU e l’Unione europea come nuove ideologie, Piemme, 2005; Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia, con M. Pelaja, Laterza, 2008. È membro del Comitato nazionale di bioetica e Consultore del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione. Insieme con monsignor Thimoty Verdon e Andrea Gianni fa parte del direttivo dell’associazione Imago Veritatis – L’arte come via spirituale, che ha organizzato la mostra presso la Venaria Reale (Torino) Il Volto e il corpo di Cristo. Ha scritto un saggio introduttivo in Invito alla lettura dell’opera omnia di Benedetto XVI, Libreria editrice vaticana, 2010. Collabora a “L’Osservatore Romano”, “Il Foglio”, “Il Sole 24 ore”, “Il Messaggero” e a diverse riviste.

Presenta l’incontro il giornalista Silvestro Pascarella.

A cura del Centro Culturale Tommaso Moro di Gallarate

MARTEDI 15 OTTOBRE

Ore 17.00 – Il Melo

Maria Agostina Pellegatta
Ferragosto in macramè
Emmeeffe, 2013

Un paio di settimane di vacanza a Santa Maria Maggiore sotto il sole d’agosto. L’incontro in albergo con diverse donne arrivate da Busto Arsizio, da Borgomanero, da Milano. Signore di una certa età che non si sono mai arrese, che hanno voglia di parlare, di raccontare, di mantenere vivi i ricordi, le emozioni e le storie. Al centro di tutto la partecipazione della donna alla vita, alle battaglie e alla crescita della nostra società a partire dalla ricostruzione dell’Italia dopo una guerra terribile e disastrosa con una sconfitta amara e umiliante. Il lavoro, la scuola, lo studio, la cultura come strumenti fondamentali per ripartire verso il futuro e con le donne in prima linea, consapevoli che l’emancipazione difficilmente può imboccare altre strade.

Maria Agostina Pellegatta nata a Cassano Magnago nel 1938, è stata la prima donna in provincia di Varese eletta alla Camera dei Deputati nel maggio del 1972, rieletta poi nel 1976 ed entrata in Senato nel 2006, ha dedicato la vita alla politica e con questo suo esordio letterario non si allontana dalla gente, dalle donne e da quella vita di tutti i giorni che, a guardar bene, è sempre ricca di poesia e sentimento.

Presenta Claudia Giussani, coordinatrice del Sistema Bibliotecario Consortile “Antonio Panizzi” di Gallarate.

Ore 18.00 – Scuderie Martignoni

Silvio Raffo
Angelici delitti. Incubi in azzurro e nero
La vita felice, 2013

Se è vero che il delitto è la più raffinata delle arti, difficilmente si potranno trovare nella letteratura contemporanea resoconti di delitti più sofisticati e aristocratici di quelli illustrati nelle short stories degli "Angelici delitti" di Silvio Raffio. Il filo rosso che unisce questi racconti è la totale assenza di responsabilità o senso di colpa degli assassini: che si tratti di bambini prodigio abbandonati dalle madri, di artisti o attori del cinema, zitelle sessuofobe o giovani aspiranti vedove, tutti sono determinati nel portare a termine i loro piani criminosi come un’opera d’arte ma ancor di più di risanamento, compensazione di una qualche nefanda iniquità per cui non sono previste punizioni nel codice penale. L’altra assenza che si riscontra è quella dell’istituzione: non troverete mai un’uniforme di poliziotto o un pedante commissario. I conti si regolano tutti ‘en famille’, quanto più cruenta la modalità dell’esecuzione, tanto più beve il tocco della scrittura, anche per conferire alle vicende quel senso di straniamento dalla realtà che manca alla produzione letteraria odierna. Todorov, nel saggio La ‘letteratura fantastica’, esalta il particolare status dell’"esitazione" in cui un certo genere di scrittori pone il lettore, inducendolo a chiedersi in quale specie di anomalo universo è stato trasportato: è questo che si prova leggendo Silvio Raffio, e alla fine della lettura la realtà sembra un susseguirsi di banali nessi pretestuosamente logici.

Silvio Raffo, nato a Roma, vive a Varese dove insegna. Ha al suo attivo una copiosa produzione di narratore (nove romanzi, fra cui La voce della pietra, finalista al Premio Strega 1997, e i recenti Eros degli inganni, Giallo matrigna, La Sposa della Morte), di poeta (Lampi della visione, Premio Gozzano 1988, Maternale, Premio Salò 2008, Al fantastico abisso, Premio Valdicomino 2012), traduttore (Emily Dickinson, Sorelle Bronte, Dorothy Parker, Edna St. Vincent-Millay, Sara Teasdale, Christina Rossetti, Wendy Cope), saggista e drammaturgo. Questi sono i suoi primi racconti che vengono pubblicati.

Presenta l’incontro Carlo Bonomi.

Ore 21.00 – Teatro del Popolo

Piero Chiara nel centenario della nascita
Con Romano Oldrini, Matteo Inzaghi, Mauro Novelli e Bambi Lazzati

Proiezioni di stralci di un documentario realizzato dalla T.S.I. Incontro sulla narrativa di Piero Chiara, maestro nel genere letterario del racconto breve. Sarà sviluppato anche il rapporto tra la sua letteratura e le trasposizioni cinematografiche.

Piero Chiara nacque a Luino nel 1913 e morì a Varese nel 1986. Scrittore tra i più amati e popolari del dopoguerra, esordì in narrativa piuttosto tardi, quasi cinquantenne, su suggerimento di Vittorio Sereni, suo coetaneo, conterraneo e grande amico, che lo invitò a scrivere una delle tante storie che Chiara amava raccontare a voce. Da Il piatto piange (Mondadori, 1962), che segna il suo esordio vero e proprio, fino alla morte, Chiara scrisse con eccezionale prolificità, inanellando un successo dopo l’altro. A lui è dedicato il Premio letterario Piero Chiara, istituito nel 1989 dal comune di Varese.

MERCOLEDI 16 OTTOBRE

Ore 9.00 – Scuderie Martignoni*
Ore 18.00 – Scuderie Martignoni

Tonio Attino
Generazione Ilva. Gli ulivi, le industrie, il boom, il declino, l’inquinamento… la tragica parabola di una terra illusa dall’acciaio, tradita dallo Stato
Besa, 2013

C’erano i pescatori, i contadini, i pastori. Poi arrivò l’industria. Sradicò masserie e migliaia di ulivi sostituendoli con duecento ciminiere e con l’acciaieria più grande d’Europa. Negli anni Sessanta una città povera del Sud italiano divenne la più ricca di tutte grazie alla fabbrica dello Stato: l’Italsider. Richiamò americani e giapponesi, accolse trentamila lavoratori. Fu una rivoluzione. Cinquantadue anni dopo, Emilio Riva, l’imprenditore cui lo Stato ha consegnato la fabbrica nel 1995, è accusato dalla magistratura di disastro ambientale. Lo stabilimento in cui si produce un terzo dell’acciaio italiano è finito sotto sequestro e l’Ilva – la vecchia Italsider – non è più un sogno: uccide. Taranto è ripiombata nella disperazione, come se una macchina del tempo l’avesse riportata indietro di mezzo secolo. Ecco la storia di uno scandalo, di un fallimento, di una generazione illusa dall’età dell’acciaio. E di un Sud occupato e sfruttato in cui centinaia di migliaia di persone hanno osservato senza muovere un dito uno stravolgimento gigantesco. Eppure era tutto bellissimo. "Sembra di stare ai tropici" sussurrò Walter Tobagi quando, per un istante, volse la schiena alle ciminiere e guardò il mare.

Tonio Attino, giornalista, ha lavorato per "Quotidiano di Taranto", Lecce e Brindisi, per "La Stampa" di Torino, collaborato con diverse testate tra cui la Rai, "L’Indipendente", "Mf", "Capitale Sud" e ha insegnato diritto dell’informazione al master di giornalismo dell’università di Bari. Attualmente lavora al "Corriere del Mezzogiorno". Con Generazione Ilva si è aggiudicato il Premio Letterario Casentino 2013, riconoscimento speciale della giuria per sezione narrativa-saggistica.

Presenta la giornalista Rosi Brandi.

*Incontro per le scuole, aperto al pubblico

Ore 17.00 – Palazzo Borghi (Un tè… in Comune)

Enzo Ciaraffa
L’armata emotiva. L’emotività è l’arma segreta degli italiani o la loro prima emergenza nazionale?
CASA edizioni, 2012

L’Armata emotiva: sprazzi di storia del nostro Paese, analizzata in modo semiserio – ma mai dissacrante – da un vecchio soldato. L’autore ha basato il libro sul presupposto che l’Italia e le sue Forze Armate recano in sé i germi dei medesimi vizi e virtù. A fare da collante tra gli uni e gli altri egli pone quella che ritiene essere l’arma segreta degli italiani, ossia l’emotività, quell’emotività che a volte si è rilevata una risorsa, altre volte una vera emergenza nazionale. Seguendo questo filo conduttore, il libro è un inseguirsi di personaggi e di episodi, alcuni del tutto sconosciuti, che raccontano in modo diverso la storia del nostro Paese. Alla fine, però, la protagonista del libro, l’emotività, ne esce trionfante, giacché è proprio grazie ad essa “che le nostre Forze Armate sorreggono l’Anima con i denti da 150 anni”.

Enzo Ciaraffa, nato in un paesino della Campania nel 1949, è Tenente Colonnello a riposo dell’Esercito Italiano, grado conseguito iniziando la carriera come militare di leva. Giornalista pubblicista, collabora con alcuni quotidiani e periodici, sia nazionali che locali. E siccome – parole sue – al peggio non v’è mai fine, ha deciso di co-fondare e dirigere il periodico varesotto “Echi Liberi”.

Presenta il giornalista Matteo Inzaghi.

Ore 18.00 – Ridotto Teatro Condominio
Tonio Attino, Generazione Ilva (vedi ore 9.00)

Ore 21.00 – Scuderie Martignoni

Mauro Ozenda, Laura Bissolotti
Sicuri in rete. Guida per genitori e insegnanti all’uso consapevole di Internet e dei social network
Hoepli, 2012

Facebook, Google, YouTube… Nell’era di Internet, per la prima volta nella storia, i genitori ne sanno meno dei figli. Nella vita reale gli adulti sono quasi sempre in grado di impartire consigli sulla base dell’esperienza, ma nel mondo virtuale spesso non ne sono capaci. Il problema è che reale e virtuale non sono mondi separati, ma un continuum e un intreccio. Per difendersi dai nuovi pericoli della rete non è necessario essere dei tecnici, basta un po’ di informazione e di volontà per seguire i giovani sul loro terreno comunicativo. Questo libro, interamente a colori e ricco di schermate esplicative, permette di colmare il gap generazionale e l’incomunicabilità con i nativi digitali: dalla spiegazione delle dinamiche sociali del web 2.0 all’analisi delle risorse didattiche presenti in rete, dai consigli tecnici per difendersi da virus e truffe a come operano i pedofili online, con un’attenzione non solo per i computer, ma anche per gli smartphone.

Mauro Ozenda, consulente informatico di lunga esperienza, segue percorsi formativi sull’uso sicuro di Internet in collaborazione con realtà come Microsoft e Unicef, e organizza convegni su rete e minori con Lions International e Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Laura Bissolotti, psicologa, è un’esperta di psicologia giuridica e della rete impegnata soprattutto nel campo delle nuove dipendenze legate al virtuale. Collabora con le associazioni Unicef e Mani colorate.

Presentazione a cura dell’Associazione PerCorsi Senz’Età nell’ambito del percorso formativo di tutela dei minori sul web “SKIPPERNAVIG@NDO” patrocinato da Polizia di Stato.

GIOVEDI 17 OTTOBRE

Ore 17.00 – Palazzo Borghi (Un tè… in Comune)

Tecla Massarotti Longoni
La preside di ferro
SBC edizioni, 2013

Ne La Preside di ferro l’autrice racconta uno spaccato della Società, dal 1964 fino al 2004, vista attraverso la scuola, che è il suo specchio. Episodi di ordinaria amministrazione che si legano ad eventi di risonanza nazionale come l’attentato a Giovanni Falcone. Episodi divertenti e casi di malcostume ben descrivono un mondo, quello della Scuola, che, sostiene l’autrice, nel corso degli anni non sembra essere migliorato.

Tecla Massarotti Longoni è nata a Gallarate dove attualmente vive. Dopo la maturità classica si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Inizia la pratica legale prima e quella notarile poi. Nel contempo insegna e questa diventerà la ragione della sua vita. Svolge il compito con passione che non sfugge agli allievi, nonostante sia esigente. L’impegno appassionato conquista un Ispettore ministeriale che la convince a presentarsi ad un concorso nazionale per presidi. Lo supera e, tra mille battaglie, migliora la scuola che le viene assegnata. In pensione ritrova il tempo per scrivere. Tra le sue opere: Brandelli di ricordi una bimba nell’inferno del fronte di Cassino (2008) che ottiene diversi riconoscimenti e la silloge Urio (2009).

Presenta il giornalista Gianfranco Giuliani.

Ore 18.00 – Scuderie Martignoni

Federica Leva, Massimo Palazzi (a cura di)
Optima Hereditas. Studi in ricordo di Maria Adelaide Binaghi

Theodor Mommsen, nella sua Storia di Roma, osservava che “gli uomini comuni vedono i frutti della loro opera; il seme sparso da uomini di genio, invece, cresce lentamente.” Per tale motivo è stato scelto come titolo di questi studi l’espressione ciceroniana Optima Hereditas, quale sintesi della constante vitalità che deriva dalle attività intraprese da Maria Adelaide Binaghi. Se a distanza di quasi dieci anni dalla sua scomparsa è stato possibile raccogliere tanti importanti ed emozionanti contributi ciò si deve proprio alla qualità dell’esempio fornito da Maria Adelaide nel corso della sua vita. Siamo certi che da questo ricordo fioriranno ulteriori espressioni del continuum storico, culturale e antropologico per la valorizzazione del nostro territorio, dell’antichità, della cultura e della vita.

Oltre ai curatori del volume saranno presenti Luigi Fozzati (Sovrintendente Friuli Venezia Giulia) e Barbara Grassi (Ispettore sovrintendenza Lombardia).

Ore 21.00 – Ridotto Teatro Condominio

Fania Cavaliere
Il Novecento di Fanny Kaufmann
Passigli, 2012

Fanny Kaufmann era nata in Russia, a Jalta, alla fine dell’Ottocento, da una ricca e colta famiglia ebraica. In questo romanzo la nipote racconta, anche sulla base di un prezioso diario e di documenti di famiglia, le complesse vicissitudini di Fanny e delle sorelle, testimoni involontarie dei principali fatti e orrori della storia del Novecento. Le vicende della famiglia Kaufmann sono infatti intrecciate con l’incombere degli avvenimenti storici e l’inarrestabile catena di sconvolgimenti che hanno attraversato l’Europa dai pogrom della Russia zarista alla rivoluzione, e all’insorgere dei grandi totalitarismi del XX secolo, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale. Il romanzo segue così lo svolgersi di un’epoca e accompagna le vite dei personaggi nel loro straordinario peregrinare per le capitali d’Europa, da Mosca a Istanbul, da Parigi a Roma, attraverso la partecipe narrazione del cammino esistenziale delle protagoniste, raccontando la loro voglia di vivere, di studiare, di amare, di crearsi un’esistenza normale, facendone delle figure femminili indimenticabili, donne combattive, coraggiose e risolute a tutto pur di difendere il proprio futuro. Una testimonianza suggestiva, impreziosita da un sistematico e documentato lavoro di ricostruzione storica di un mondo per lo più scomparso, che si legge come un romanzo avvincente dal quale traspare quel sapore di realtà che solo le storie vere sanno infondere alla narrazione.

Fania Cavaliere è nata a Milano il 14 giugno 1959. Si è laureata in Filosofia alla Statale di Milano, dove ha conseguito anche il dottorato; negli anni seguenti ha frequentato il corso di specializzazione in Storia della scienza presso la Domus Galileiana di Pisa. Nel 1990 ha pubblicato La logica formale in URSS. Gli anni del dibattito. 1946-65, La Nuova Italia. Attualmente insegna Storia e Filosofia al Liceo Linguistico Manzoni di Milano. Questo è il suo primo romanzo.

Presenta l’incontro la scrittrice Silvana Baldini.

VENERDI 18 OTTOBRE

Ore 9.00 – Teatro del Popolo*
Ore 18.30 – Teatro del Popolo**

Luigi Guzzo
Fisica. Il mistero dell’energia oscura

Luigi Guzzo è Astronomo Associato presso l’Osservatorio di Brera dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), a Merate, e Professore a Contratto di Cosmologia all’Università di Milano Bicocca. Ha lavorato in passato presso l’European Southern Observatory e il Max-Planck Institut di Monaco di Baviera, oltre a trascorrere soggiorni di studio e collaborazione presso diverse altre università straniere, tra cui in particolare la Princeton University. Si occupa di cosmologia, ovvero dell’origine ed evoluzione delle galassie e dell’Universo nel suo complesso. In questo settore ha ottenuto nel 2012 uno dei prestigiosi "ERC Advanced Research Grants" dell’Unione Europea. Grazie a questo finanziamento, ha formato un gruppo di ricerca di avanguardia costituito da una decina di giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo. Per cinque anni questo gruppo lavorerà assieme a Merate per comprendere l’origine della misteriosa “energia oscura” che sembra essere la causa dell’espansione accelerata dell’Universo. È il primo ricercatore dell’INAF a ottenere questo riconoscimento.

Dopo l’incontro letterario-scientifico Il Coro Musica et Ludus proporrà, nello spirito di accompagnamento musicale, lo spettacolo “Un fisico a New York”.

Presenta Giorgio Sironi, ordinario della cattedra di Radioastronomia presso l’Università di Milano-Bicocca.

*Incontro per le scuole, aperto al pubblico
**Con un intervento musicale della Corale di Arnate

Ore 15.00 – Teatro del Popolo

Gallarate Per Voi
Oggi a Teatro
Rassegna teatrale per la terza età e l’incontro tra le generazioni.

Gallarate per Voi e ALCHERINGA Associazione culturale presentano: "Come ridevano i nostri avi", giullarata tra antico e moderno a cura di Teatro Laboratorio Mangiafuoco, con Alessandro Ferrara e Gianni Lamanna, da un’idea di Sonia Grandis.

Ore 17.00 – Palazzo Borghi (Un tè… in Comune)

Fredmano Spairani
Bassa produttività: lavorare di più. Facciamo un po’ di chiarezza su chi deve lavorare di più e dove recuperare la produttività
Franco Angeli, 2012

"Perché ho scritto questo libro. Il primo stimolo è scaturito da una serie di conferenze all.Università di Bergamo, dove il rettore colse il nocciolo dei miei successi professionali nel lavoro di gruppo e nell’organizzazione partecipativa, invitandomi a trasferire in un libro il loro contenuto. Il secondo stimolo è sorto dal conflitto tra la Fiom e la Fiat sull’organizzazione dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Ho cercato di spiegare, in questo libro, quanto reale sia il problema della poca produttività, mostrando come i lavoratori, i piccoli imprenditori e gli artigiani debbano essere difesi dalle colpe della politica. Il terzo, viene dal cuore: per avere, all’inizio della mia carriera fatto, come descritto nell’introduzione, otto anni alla Vittorio Necchi di Pavia come operaio e in seguito, grazie al mio diploma di tecnico, come caporeparto. In questo periodo ho potuto conoscere i pensieri degli operai, le loro preoccupazioni e soprattutto la loro onestà nel lavoro. Il quarto è stato prodotto dall’attacco ai lavoratori e in questo caso agli operai in particolare, che sembra emergere dal continuo discutere di bassa produttività adducendo loro indirettamente la causa. Tutto questo ha fatto sì che scattasse la protesta che ho espresso in questo libro, che si propone di rendere giustizia".

Presenta Stefano Tosi, addetto stampa del Comune di Gallarate.

Ore 18.00 – Ridotto Teatro Condominio

Enrico Senesi
Le parole giuste. Storia di Giovanni Sparacia da Castelvetrano
Quaderni culturali, 2013

Una narrazione con diverse chiavi di lettura. Episodi di un’esistenza, vissuta e raccontata, inseriti in tagli di storia della società italiana tra gli anni quaranta del secolo passato e i nostri giorni. Dalla Sicilia del dopoguerra alla grande migrazione, dalla crescita economica e sociale ai nuovi modelli televisivi, alla partecipazione politica. Tutto osservato attraverso gli occhi, testimoni, del protagonista. Elementi esterni di una profonda evoluzione interiore. Unico presupposto per un’estrema ragionevole consapevolezza, traccia accomunante del racconto.

Enrico Senesi, nato nel 1960 a Pompei. A Gallarate dal ’75 dove studia e lavora. Papà di Alessandro e Lucrezia. Interessato e partecipe, anche come promotore, di varie attività pubbliche e associative: scuola, politica, cultura. Osservatore attento delle implicazioni sociali dell’animo umano. Da qualche anno vive in un paesino di duecentocinquanta anime, lungo le sponde di un piccolo lago azzurro.

Ore 18.30 – Teatro del Popolo
Luigi Guzzo, Fisica. Il mistero dell’energia oscura (vedi ore 9.00)

Ore 21.00 – Ridotto Teatro Condominio

Paolo Di Paolo
Mandami tanta vita
Feltrinelli, 2013

Moraldo, arrivato a Torino per una sessione d’esami, scopre di avere scambiato la sua valigia con quella di uno sconosciuto. Mentre fatica sui testi di filosofia e disegna caricature, coltiva la sua ammirazione per un coetaneo di nome Piero. Alto, magro, occhiali da miope, a soli ventiquattro anni Piero ha già fondato riviste, una casa editrice, e combatte con lucidità la deriva autoritaria del Paese. Sono i giorni di carnevale del 1926. Moraldo spia Piero, vorrebbe incontrarlo, imitarlo, farselo amico, ma ogni tentativo fallisce. Nel frattempo ritrova la valigia smarrita, ed è conquistato da Carlotta, una fotografa di strada disinvolta e imprendibile in partenza per Parigi. Anche Piero è partito per Parigi, lasciando a Torino il grande amore, Ada, e il loro bambino nato da un mese. Nel gelo della città straniera, mosso da una febbrile ansia di progetti, di libertà, di rivoluzione, Piero si ammala. E Moraldo? Anche lui, inseguendo Carlotta, sta per raggiungere Parigi. L’amore, le aspirazioni, la tensione verso il futuro: tutto si leva in volo come le mongolfiere sopra la Senna. Che risposte deve aspettarsi? Sono Carlotta e Piero, le sue risposte? O tutto è solo un’illusione della giovinezza? Paolo Di Paolo, evocando un protagonista del nostro Novecento, scrive un romanzo appassionato e commosso sull’incanto, la fatica, il rischio di essere giovani.

Paolo Di Paolo, nato a Roma nel 1983, a vent’anni entra in finale al Premio Italo Calvino per l’inedito, con i racconti Nuovi cieli, nuove carte. Ha pubblicato libri-intervista con scrittori italiani come Antonio Debenedetti e Dacia Maraini. È autore di Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi (2007) e di Raccontami la notte in cui sono nato (2008). Ha lavorato anche per la televisione e per il teatro: Il respiro leggero dell’Abruzzo (2001), scritto per Franca Valeri; L’innocenza dei postini, messo in scena al Napoli Teatro Festival Italia 2010. Nel 2011 pubblica Dove eravate tutti (Feltrinelli, vincitore del premio Mondello, Superpremio Vittorini e finalista al premio Zocca Giovani), nel 2012 nella collana di ebook "Zoom" Feltrinelli La miracolosa stranezza di essere vivi e nel 2013 Mandami tanta vita (Feltrinelli), finalista al Premio Strega 2013.

Presenta il giornalista Federico Delpiano.

Ore 21.00 – Scuderie Martignoni

Luigi Zanzi, Enrico Rizzi
I Walser. L’avventura di un popolo nelle alte Alpi
Fondazione Enrico Monti, 2013

“Walser” è un nome che richiama alla memoria l’immagine di un popolo e delle “sue” montagne; un nome che evoca l’“avventura di sopravvivenza” e l’affascinante sorte “migratoria” di genti d’antica origine germanica che, con impavido, strenuo ardimento, affrontano la sfida di “farsi montanari” e di salire a “vivere in alto”, “nomadi” tra le alte vette, nell’orizzonte montano più vicino al cielo, lungo un filo di cresta, una catena di valichi, un susseguirsi di alti pascoli, dal Vallese al monte Rosa, dai Grigioni al Vorarlberg, facendosi così protagonisti di una “diaspora colonica” che ha rasformato il mondo inospitale delle “alte Alpi” in un mondo “abitato”. Questo libro conclude una ricerca durata quarant’anni e dei Walser presenta un’immagine nuova: quella della “conquista della montagna” da parte dell’uomo medioevale. Un’immagine accattivante, con la consapevolezza che il modello dei Walser abbia più di ogni altro incarnato quella sfida all’altitudine, quell’avventura di sopravvivenza che rappresenta uno dei capitoli cruciali ed in parte ancora inesplorati della storia delle Alpi.
Luigi Zanzi è docente di metodologia delle scienze storiche all’Università di Pavia. Profondo studioso della cultura montana, è autore di molte opere di storia delle montagne.
Enrico Rizzi è storico delle Alpi, con particolare riguardo alla storia della colonizzazione medioevale, ed autore di saggi sulla storia dei Walser e del Monte Rosa.

Presenta l’incontro Pierantonio Scaltritti presidente del CAI di Gallarate

SABATO 19 OTTOBRE

Ore 10.00 – Biblioteca Luigi Majno (per bambini dai 5 ai 10 anni)

Travestianimali
Percorso di lettura con laboratorio di costruzione maschere
A cura della cooperativa teatrale “La Baracca di Monza”

Questo incontro è un momento di conoscenza che esemplifica ai bambini le possibilità di fruizione attiva dei libri.
Alla lettura collettiva di alcuni libri di narrativa, che raccontano storie di gatti o di topi o di elefanti, fa seguito una fase creativa dove l’azione ludica dell’animatrice invita i bambini a produrre una maschera dell’animale, realizzata in cartoncino utilizzando una semplice ma efficace tecnica costruttiva. Tutto il materiale e l’attrezzatura necessari saranno forniti dalla biblioteca.

Per bambini dai 5 ai 10 anni, prenotazione obbligatoria al 0331.795364

Ore 10.30 – Teatro Condominio (incontro per le scuole, aperto al pubblico)

Mimmo Franzinelli
Lotte Froehlich Mazzucchelli

Nell’autunno del 1943 avvenne la prima strage nazista di ebrei in Italia e la seconda per numero di vittime (almeno 57 accertate) dopo quella delle fosse Ardeatine. Nove le località coinvolte, tutte dell’allora provincia di Novara (oggi suddivisa nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola). A Meina l’episodio più noto: sedici ebrei ospiti dell’Albergo Meina vennero prima identificati e trattenuti per alcuni giorni in una stanza e poi, in due notti successive (22 e 23 settembre), uccisi e gettati con zavorre nel lago, ad alcune centinaia di metri di distanza del paese. Alcuni corpi affiorarono dopo il primo giorno e vennero riconosciuti da abitanti del luogo. Tra le vittime la signora Lotte Froehlich Mazzucchelli.

Mimmo Franzinelli, nato nel 1954, storico del fascismo e dell’Italia repubblicana. Tra le sue pubblicazioni: I tentacoli dell’Ovra (2000, Premio Viareggio), Squadristi (2003, Premio Benedetto Croce), La sottile linea nera (2008) e Il prigioniero di Salò (2012). Nel 2002 gli è stato conferito il Premio internazionale Ignazio Silone.

Presenta l’incontro l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Gallarate Angelo Bruno Protasoni.

Ore 16.00 – Palazzo Minoletti

Mauro Galligani, Gianfranco Moroldo e Marco Introini
Presentazione libri fotografici d’autore

L’impero Perduto. Il crollo dell’Urss e la nascita della nuova Russia
di Mauro Galligani.

Attraverso i tuoi occhi. Gianfranco Moroldo racconta se stesso – Francesca della Monica


Multan Pakistan. La città murata/the walled city
di Marco Introini.

La Provincia Di Varese. I luoghi, la storia, gli sguardi. Nuovo libro della collana AFI Sguardi d’Autore.

Coordina l’incontro Claudio Argentiero, presidente dell’AFI (Archivio Fotografico Italiano)

Ore 16.30 – Scuderie Martignoni

Filippo Torrigiani
Nel paese dei balocchi. In cammino contro il gioco d’azzardo
Unicoop Firenze, 2013

Il gioco d’azzardo non produce né cultura né socialità, ma si limita ad arricchire le tasche di pochi, ad evidente scapito del tessuto sociale. È necessario trovare soluzioni concrete per ridurre i rischi sanitari e i costi per la collettività connessi al gioco d’azzardo, facendo pno aarticolare attenzione agli interessi malavitosi, sempre più manifesti, che si annidano in questo articolato settore.

Filippo Torrigiani, nato a Vinci nel 1974, sposato con Sabrina, padre di Dario, ha ricoperto la carica di Consigliere e di Assessore al Comune di Empoli. Attualmente è il responsabile nazionale del Gruppo di lavoro che si occupa delle tematiche relative al gioco d’azzardo dell’Associazione “Avviso Pubblico – Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”.

Presenta il direttore di VareseNews Marco Giovannelli.

Ore 18.00 – Teatro del Popolo

Angelo Guerraggio
15 grandi idee matematiche che hanno cambiato la storia
Bruno Mondadori, 2013

Come nascono le grandi idee matematiche? Cosa si nasconde dietro un’intuizione in grado di cambiare per sempre la storia della scienza e della civiltà? Quale distanza separa un’illuminazione geniale dalla dimostrazione della sua effettiva correttezza? Dal pensiero euclideo alla teoria del caos, dalla geometria analitica cartesiana alla "macchina universale" di Turing, le grandi idee delta matematica non solo hanno rivoluzionato la disciplina ma anche contribuito a plasmare e modellare l’intero pensiero occidentale. Angelo Guerraggio individua quindici di queste dirompenti scoperte e, anche attraverso le vite dei grandi uomini che le hanno portate alla luce, racconta la storia della matematica come un vivacissimo puzzle di invenzioni, rivoluzioni e lampi di genio. Traccia in questo modo un viaggio nel tempo all’inseguimento delle grandi idee che hanno segnato il percorso dalla proto-matematica come spurio insieme di nozioni fino alla straordinaria complessità del pensiero matematico moderno.

Angelo Guerraggio è professore ordinario di Matematica generale presso la Facoltà di Economia dell’Università dell’Insubria di Varese. I suoi interessi di ricerca, i suoi libri e le sue pubblicazioni riguardano la programmazione matematica e la storia della Matematica. È coordinatore del Centro Pristem dell’Università Bocconi e co-direttore della rivista trimestrale “Lettera Matematica Pristem”. Per Bruno Mondadori dirige la collana “Matematica e dintorni” ed è autore di Matematica (2004); Matematica in camicia nera. Il regime e gli scienziati (2005); con Pietro Mastasi, L’Italia degli scienziati (2010). Per Pearson ha pubblicato Matematica (2009).

A seguire un intervento musicale del Coro dei Licei di Gallarate diretto dal Maestro Mattia Roscio.

Presenta l’Assessore alla Cultura del Comune di Gallarate Sebastiano Nicosia.

Ore 21.00 – Scuderie Martignoni

Francesco La Licata
Storia di Giovanni Falcone
Feltrinelli, 2013

Francesco La Licata ricostruisce le vicende salienti della vita di Giovanni Falcone, palermitano autentico, magistrato protagonista del pool antimafia e del maxiprocesso di Palermo, giudice a cui era stata data la delega per sconfiggere la mafia, e che dalla mafia è stato neutralizzato mediante l’isolamento e la delegittimazione, con accuse di protagonismo, opportunismo e smania di potere, fino all’epilogo della strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Edizione aggiornata e ampliata con una nota di Gian Carlo Caselli.

Giovanni Impastato ci racconta la storia del fratello Peppino che, cacciato di casa dal padre, avvia un’attività politico-culturale contro il silenzio e le diffuse connivenze mafiose. Dalla protesta in piazza ai giornali volanti, alle manifestazioni improvvisate, Peppino fonda una radio, autofinanziata, dalla quale fa nomi e cognomi, mette alle spalle il boss Tano Badalamenti che, per ritorsione, ne ordina l’uccisione avvenuta il 9 maggio 1978 a Cinisi. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti, dopo anni di processi, è condannato all’ergastolo in qualità di mandante dell’omicidio. Giovanni Impastato ha raccolto l’eredità del fratello contribuendo assieme alla mamma Felicia, a far sì che “Casa Memoria”, l’abitazione di Cinisi dove Peppino visse, divenisse un luogo simbolo di pace e legalità.

Francesco La Licata nasce a Palermo nel 1957. Giornalista, comincia la sua carriera negli anni Settanta, presso la redazione del quotidiano L’Ora. Da allora non ha mai smesso di indagare sulle vicende legate alla più grande piaga della sua terra, la mafia. Negli anni Ottanta comincia a collaborare come inviato presso il quotidiano torinese La Stampa. Esperto di mafia, ha collaborato a vari progetti fra i quali una collaborazione con la trasmissione televisiva Mixer e l’odierna collaborazione con la redazione di Blu Notte, l’approfondimento televisivo sui misteri d’Italia nato da un’idea di Carlo Lucarelli. Testimone delle pagine di storia più nera del nostro Paese, dalle stragi di Capaci e via D’Amelio alla cattura dei boss e degli uomini di mafia, da Riina a Provenzano, non ha mai smesso di approfondire le tematiche legate alla criminalità organizzata e alle modalità attraverso cui essa si diffonde e corrompe la politica e la vita pubblica.
Condurrà la serata il magistrato Giuseppe Battarino, giudice per le indagini preliminari della procura della Repubblica di Varese.

DOMENICA 20 OTTOBRE

Ore 16.30 –Teatro Condominio

Giovanni Reale, Umberto Veronesi
Responsabilità della vita. Un confronto fra un credente e un non credente
Bompiani, 2013

Sono ancora nelle mente di tutti alcuni casi che hanno turbato l’Italia: il caso Englaro, il caso Welby: casi in cui il diritto alla vita è sembrato scontrarsi col diritto alla cura, la libertà col dovere terapeutico. Su questi temi così controversi si confrontano in questo libro due voci diverse: quella di un laico – Umberto Veronesi – e quella di un credente – Giovanni Reale -, quella di un medico, impegnato nella cura del corpo, e quella di un filosofo, preoccupato per definizione dello spirito. A unirli, nel confronto dialettico delle ragioni dell’uno e dell’altro, la convinzione che la moderna medicina debba recuperare il fattore umano, come avveniva nella medicina antica, debba tenere in debito conto le sofferenze psicologiche prodotte dai mali fisici e, soprattutto, debba rispettare la libertà della scelta. Nessuno può decidere sulla vita di un uomo, e meno che mai può decidere lo Stato, per legge. L’autodecisione, per guanto riguarda la vita, è irrinunciabile. Togliere all’uomo l’autodecisione significa negargli la libertà, ossia il bene più grande che Dio gli ha dato. E per questo laici e credenti possono concordare.

Giovanni Reale è nato a Candia Lomellina nel 1931. Si è laureato in Filosofia presso l’Università Cattolica di Milano nel l954. Si è poi perfezionato in Germania dal 1954 al 1956 a Marburg an der Lahn e nel 1957 a Monaco di Baviera. Ha ricoperto la cattedra di Storia della filosofia presso l’Università di Parma dove ha insegnato anche per un triennio Filosofia morale. Attualmente è ordinario di Storia della filosofia antica presso l’Università Cattolica di Milano. Dirige la collana "Testi a fronte" dell’editore Rusconi e la sezione "Filosofia classica e tardo-antica" della collana "I classici del pensiero" dello stesso editore. Dirige inoltre la collana "Temi e problemi del pensiero antico. Studi e testi" del Centro di Ricerche di Metafisica dell’Università Cattolica di Milano, per la casa editrice Vita e Pensiero.

Umberto Veronesi, è nato nel 1925 a Milano da una famiglia di origine contadina. Laureato in medicina nel 1950, nella città meneghina ha svolto la sua carriera scientifica (salvo brevi periodi di lavoro in Francia e in Inghilterra), entrando a far parte dell’Istituto tumori subito dopo la la

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2013
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