“Natante Volante”, l’album di debutto dalla band varesotta Albionics

La band, nata tra il varesotto e il comasco, pubblica il suo primo album. La presentazione è per sabato 30 novembre

albionics E’ uscito il 10 novembre l’album di debutto della band "Albionics", formata da ragazzi tra i 21 e i 26 anni, provenienti da Varese, Malnate, Binago e Olgiate Comasco. Il titolo dell’album è "Natante Volante" mentre il nome del gruppo deriva dalle diverse località da cui provengono i membri del gurppo. «Da quando scriviamo canzoni in italiano diciamo che il nostro nome è un omaggio ad Albiolo, in quanto è un crocevia delle nostre diverse provenienze. Originariamente, quando scrivevamo canzoni in inglese, Albionics era un riferimento ad Albione, l’antico nome della Gran Bretagna». La band presenta un album dove i testi sono scritti in italiano e non manca l’ironia. Le sonorità che guardano alle sonorità del funky. Per conoscerli e ascoltare le canzoni del nuovo album l’appuntamento è per il 30 novembre, a Varese, dove suoneranno al King’s Cross Pub. Insieme a loro suoneranno gli Additive, gruppo rock di Como. La band è formata da Guido Vallini: voce e chitarra, Marta Ambrosetti: voce e batteria, Matteo Wauters: sax, Marco Lamperti: tromba, Alessio Bulgheroni: chitarra e Daniele Negri: basso.

Perchè la scelta del titolo Natante Volante?
«“Natante Volante” è il primo album che pubblichiamo con l’attuale formazione della band.
Nel 2011 abbiamo pubblicato un album in inglese, poi nel 2012 c’è stato un ricambio quasi totale dei componenti, ed abbiamo iniziato a scrivere canzoni in italiano dai temi ironici ed umoristici. Quindi anche se è il secondo album che pubblichiamo, in realtà è come se fosse il primo. Il titolo dell’album viene rappresentato nella copertina: un sottomarino rovesciato all’ingiù natante volante album albionics che vola sopra i tetti delle case, con a bordo degli strani personaggi. Siamo partiti dall’idea del viaggio, che è il tema di 3 canzoni dell’album quindi abbiamo pensato ad un mezzo di trasporto un po’ particolare, sul quale collocare i bizzarri personaggi che sono protagonisti della maggior parte delle canzoni. Il dirigibile l’avevano già usato i Led Zeppelin, il sottomarino i Beatles; così abbiamo optato per un sottomarino volante girato al contrario. Per rappresentare il surrealismo dell’album, la casa che si vede in copertina è presa dal quadro surrealista di Golconda di Magritte. L’ultima canzone dell’album (l’unica in inglese) è una poesia di William Blake che abbiamo musicato. L’album è ascoltabile sul nostro canale Youtube o sulla nostra pagina Facebook».  

Come nasce il gruppo?
«Il nucleo del gruppo si è formato sui banchi di scuola nel 2008, poi negli anni si sono aggiunti vari amici musicisti che conoscevamo man mano. Fino ad arrivare alla formazione attuale con tromba, sax, batteria, basso e 2 chitarre. La batterista, il trombettista e il sassofonista hanno preso lezioni di strumento e si sono formati suonando per anni nelle rispettive bande cittadine (in cui suonano ancora). Gli altri sono autodidatti: c’è chi ha studiato pianoforte e poi ha imparato a suonare basso e chitarra, e chi ha iniziato con la chitarra acustica per poi passare all’elettrica».

Quali sono i gruppi o i generi a cui fate riferimento?
«Ognuno di noi ha gusti musicali differenti, ciò che piace ad un componente spesso non viene apprezzato dagli altri. La nostra forza è la diversità. Non ci ispiriamo ad un gruppo o ad un genere in particolare, ma cerchiamo di sperimentare (a volte in modo casuale) mischiando i diversi spunti dei componenti della band. Alcuni dei nostri artisti preferiti (sui quali però non c’è accordo fra di noi) sono Elio e le Storie Tese, Beatles, Eric Clapton, Deep Purple, Chuck Berry, Litfiba, Queen, Genesis, Phil Collins, Bob Marley, 99 Posse».

Qual è il vostro sogno nel cassetto? 
«Non abbiamo obiettivi particolarmente elevati, a noi basta divertirci e soprattutto divertire chi ci ascolta. Per questo cerchiamo con le nostre canzoni di proporre uno spettacolo insolito e ironico, poi se le occasioni arrivano tanto meglio. L’intento è di portare la nostra musica a più gente possibile e far conoscere il nome di Albiolo nel mondo (e magari ricevere un facoltoso finanziamento da parte del comune di Albiolo)».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2013
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