Accordo Alenia Aermacchi sulla mobilità, ma rimane il problema dei lavoratori esterni

Raggiunto l'accordo tra le segreterie di Fiom, Fim e Uilm e i vertici dell'azienda. Da Venegono Inferiore in uscita 65 lavoratori, ma solo su base volontaria. Cartosio (Fiom): «A livello di stabilimento c'è una fase di stallo della concertazione»

È stato stato sottoscritto l’accordo quardo su mobilità e prepensionamento tra i vertici di Alenia-Aermacchi e i sindacati Fim, Fiom e Uilm. I lavoratori interessati saranno circa 200  nell’arco del triennio, di circa 65 dipendenti dello stabilimento di Venegono Inferiore.
L’azienda si impegna a garantire i lavoratori che accetteranno la mobilità e prepensionamenti, solo su base volontaria ex articolo 4 legge Fornero, con una clausola di salvaguardia nel caso dovessero cambiare (naturalmente in peggio) le leggi che determinano le regole pensionistiche. Alenia Aermacchi anticiperà stipendio e contributi. «Per noi – spiega Antonio Ruggero Conti coordinatore della Uilm Alenia-Aermacchi –  questo è un accordo che ha molti aspetti positivi a partire da quello più importante, ovvero che i lavoratori non saranno penalizzati. Inoltre l’operazione di svecchiamento porterà a un riequilibrio nel personale perché  le nuove assunzioni  verranno fatte sulla base dello sviluppo dei carichi produttivi». 
Anche Nino Cartosio della Fiom Cgil giudica positivo l’accordo ma non tanto sui numeri, considerato che il gruppo impiega più di 11 mila lavoratori, quanto piuttosto sull’operazione unitaria fatta dal sindacato dei metalmeccanici che ha portato a buoni risultati a livello nazionale. Rimane aperta però la questione più delicata, quella dei lavoratori esterni, rumeni, inglesi e napoletani, impiegati nello stabilimento di Venegono Inferiore. «O ci sono carichi di lavoro che non emergono a livello nazionale – spiega Cartosio – oppure c’è una contraddizione nella gestione del personale. L’azienda dovrebbe aver tutto l’interesse a far crescere professionalità interne o provenienti dalla filiera territoriale perché stiamo parlando di una lavorazione strategica che richiede alte professionalità. Ma se queste vengono affidate ad esterni è chiaro che in un futuro verranno spese fuori dall’Aermacchi di Venegono. Inoltre, le imprese esterne vanno ben oltre i perimetri dell’appalto assegnato. Questi sono aspetti che richiedono una risposta da parte dell’azienda, ma a livello territoriale la concertazione sindacale sta vivendo una fase di stallo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 febbraio 2014
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Commenti

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  1. Scritto da giacomop

    Parlando di lavoratori esterni,criticare la presenza di napoletani(al pari di inglesi e rumeni) all’interno di una ditta ITALIANA é vergognoso nel 2015.I napoletani sono ITALIANI.