Accordo Univa e BpB: obbligazioni per finanziare le imprese

Le obbligazioni avranno un taglio minimo di 1.000 euro, con scadenza a 36 mesi, con un interesse del 2% il primo anno, del 2,30% il secondo, del 2,60% il terzo. Le imprese associate Univa avranno a disposizione 20 milioni di euro con uno spread dal 2,50% al 4,50% per finanziare l'occupazione, lo sviluppo o per il riequilibrio finanziario. A questi si aggiungono altri 10 milioni di euro per favorire l'internazionalizzazione

La forza di un territorio, in un momento difficile per l’economia, è la sua capacità di coalizzare le risorse migliori intorno a progetti concreti che siano in grado di dare una risposta immediata alle domande delle imprese. E nel momento in cui la domanda più pressante degli imprenditori riguarda il credito, l’Unione degli industriali della provincia di Varese e la Banca Popolare di Bergamo hanno deciso di dare vita al progetto T2 (territorio per il territorio), ovvero l’emissione di obbligazioni a tasso fisso (step up) per un importo complessivo di 10 milioni di euro, destinato a nuova raccolta, che servirà a finanziare le imprese associate Univa e a sostenere lo sviluppo dell’economia del distretto varesino. E poiché «la ripresa va accompagnata», come sostiene Osvaldo Ranica, direttore generale della BpB, la banca ha deciso di raddoppiare il plafond, portandolo a 20 milioni di euro, aggiungendo a sua volta 1 euro per ogni euro sottoscritto. Altri 10 milioni di euro invece vengono messi a disposizione per favorire l’internazionalizzazione e lo smobilizzo di linee commerciali import-export.

Il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 euro, per una durata massima di 36 mesi. Il collocamento inizierà il 10 febbraio e terminerà il 31 marzo 2014, la cedola sarà semestrale, con un tasso del 2% il primo anno, del 2,30% il secondo, del 2,60% il terzo. Per avere un termine di confronto, il Btp rende l‘1,50% lordo a cui bisogna aggiungere le spese di commissione.
I finanziamenti erogati alle imprese andranno da un minimo di 25 mila euro a 500 mila euro (importo derogabile su valutazione della banca) per una durata fino a 48 mesi e potranno essere richiesti entro il 31 dicembre del 2014, da tutte le imprese di qualsiasi settore purché iscritte alla Camera di Commercio e associate a Univa.
«Squadra che vince non si cambia» ha commentato Giovanni Brugnoli, presidente di Univa, facendo riferimento ai precedenti accordi fatti con la Bpb sui social bond, una partita su cui Varese puo’ vantare una sorta di primato. «Il costo del denaro – ha aggiunto Brugnoli – è troppo alto rispetto a un Euribor che è ai minimi storici (allo 0,30 % ndr). Con questo accordo spuntiamo per le nostre imprese spread significativamente più bassi rispetto a quelli che come Unione industriali registriamo nei nostri monitoraggi con le banche».
Soldi a condizioni migliori, dunque, con uno spread che va dal 2,80 % al 4,50%, a seconda che la finalità dell’investimento dell’impresa sia l’occupazione, lo sviluppo o il riequilibrio finanziario dell’azienda. Spunterà, ad esempio, il rating migliore (2,80%) chi chiederà soldi per assumere personale ed è accompagnato dalla garanzia del Confidi di Univa.
C’è un pezzo di storia che più di ogni altra cosa – anche più dei 200 milioni di euro che la BpB ha erogato nel 2013 alle imprese varesine – spiega le ragioni di questa “alleanza” per lo sviluppo. «Siamo presenti a Varese e Bergamo da 145 anni – ha sottolineato Osvaldo Ranica, direttore generale della Banca Popolare di Bergamo – ed è per questo che ci sentiamo parte di questo territorio, dove abbiamo 300mila clienti, un terzo del totale della nostra clientela, impieghiamo un migliaio di persone e abbiamo più di 22mila relazioni. Una storia a cui noi vogliamo dare una forte continuità».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2014
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