Amarcord? No “meregordi”

Una straordinaria iniziativa del "Molina" merita davvero di essere raccontata. Un libro raccoglie le storie avventurose degli ospiti della casa di riposo. Il racconto orale affidato alla scrittura

 molina aperturaIl “Molina” è una casa di riposo che riserva al suo mezzo migliaio di ospiti attenzione, cure e servizi nel segno dell’efficienza e in un clima familiare. In sostanza dopo 140 anni si continua a rispettare scopi e indicazioni dei fondatori dell’istituzione alla quale la città si sente legatissima. E questo rapporto è dimostrato anche dalla presenza e dall’aiuto, sotto diverse forme e in relazione alle necessità, dato da ben 181 volontari. Ne ha parlato il presidente Ermolli nella recente intervista che ci ha rilasciato, ma abbiamo conservato l’argomento per sottolineare con un esempio la qualità dei volontari del Molina.
Che nella vita quotidiana della Fondazione Fratelli Molina ci siano un clima particolare, aperture e iniziative ben lontane dalla routine anche nell’ambito dell’ “Animazione“ ( per gli anziani medicina dello spirito) lo dimostra la pubblicazione di un volumetto di racconti i cui protagonisti sono ospiti dello stesso istituto. “Storie di…” è il titolo dell’opera la cui realizzazione è davvero una piccola grande storia che merita di essere raccontata.
Tutto è cominciato con l’avvio degli incontri del giovedì in biblioteca voluti da una volontaria, Carla Fidanza e da Laura Fornasiero, animatrice, che decisero di passare dalla lettura collettiva di autori importanti a un più diretto coinvolgimento degli ospiti, che si dimostrarono subito prodighi di “amarcord” o meglio di “maregordi”. I ricordi personali si sono sempre più affinati diventando scene di vita, semplici o avventurose, intriganti, di dolore e sofferenza, di gioia, cioè fedeli presentazioni di un vissuto che ha portato i singoli ospiti all’accettato approdo in una comunità attenta anche alle problematiche degli anziani come persone.
In questi incontri in biblioteca dedicati a una memoria da condividere, hanno avuto un ruolo importante i responsabili della gestione della Animazione: essi infatti hanno stimolato la crescita dell’attenzione da parte degli ospiti loro affidati, hanno fatto nascere e coltivare il soffio vitale di un protagonismo sano, moderato e al servizio del gruppo. Dopo di che con la crescita del numero degli apporti e lo sviluppo del reale interesse suscitato dai contenuti delle singole narrazioni, ecco che è sbocciata l’idea di superare l’effimero della parola affidandosi alla scrittura.
E’ entrata in azione allora una volontaria d’eccezione, Carlotta Fidanza Cavallasca che ha curato la scrittura degli oltre trenta racconti. Non sono da Premio Chiara, non hanno veste letteraria, ma sicuramente per i loro contenuti hanno una dignità culturale e sociologica. Ricordano i profumi dell’antica cucina povera e genuina, quella delle nostre nonne. Cioè una sciccheria se pensiamo alle elucubrazioni e ai garbugli dei cucinieri laureati dei nostri giorni.
La pubblicazione del libro, illustrato con gradevoli disegni da Laura Fornasiero, è avvenuta per iniziativa dei vertici del “Molina”: un regalo-sorpresa per chi vive la realtà della Fondazione.
Tra gli ispiratori delle narrazioni ci sono personaggi noti. Ne citiamo uno per tutti, Ricciotti Bornia, oggi ha 103 anni, simpatico ex funzionario di un ente pubblico, che, come prigioniero di guerra degli USA, ha girato mezzo mondo in nave.
"Storie di…" è un segnale di vitalità e di modernità, un motivo di orgoglio per chi ha partecipato alla realizzazione del sorprendente raid "letterario" che non uscirà dall’ambito del Molina, ma avrà un posto nella biblioteca e nell’albo d’onore dei volontari. Sono appunto i 181 che con umiltà e autentico, esemplare spirito di servizio –sono tutti a zero euro, come i vertici della Fondazione- contribuiscono a fare grande il cuore di Varese per i suoi anziani.
Alcuni sono presenti a titolo personali e gli altri appartengono alla élite della solidarietà: AVO, Varese Alzheimer, San Vincenzo, Amici del Molina, Silenzio e Vita, Unitalsi, Avulss, Astal, Colori del Sorriso , Gioventù Studentesca, Comunità di Sant’Egidio.
Gente che potrebbe raccontare, ma la storia non la scrive, la fa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 febbraio 2014
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