Arriva il circo Orfei con un carico di…manifesti abusivi

Una lettrice indignata segnala l'attacchinaggio abusivo di manifesti del circo lungo viale Boccaccio: "Quei manifesti sono regolari?"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della lettrice Costanza Colombo, oggi residente a Dairago ma ex-bustocca, in merito all’attacchinaggio abusivo di cartelli del circo.

Grandi viali alberati, aiuole ricoperte di erba verde, merli intenti a stanare lombrichi…
Ed ecco che, in men che non si dica, tutto questo scompare e, dalla sera alla mattina, la nostra città si ritrova tappezzata di insulsi manifesti fluorescenti che pubblicizzano l’arrivo di un circo. Sui viali questi cartelli ben piantati nel terreno non riportano alcuna autorizzazione. In certi punti della città, come il viale Boccaccio, sono così vicini l’uno all’altro da fare quasi da messaggio subliminale agli automobilisti in corsa. Accanto alla povera tigre albina è stato posto un fumetto che recita: "Sono l’unica al mondo bianca come il latte. Vedere per credere". Oltre al danno la beffa… Ma non s’era detto, fra l’altro, che i cartelli pubblicitari posti sul ciglio delle strade distoglievano l’attenzione dalla guida e che, pertanto, erano pericolosi? A parte questo, perché una città che vuole essere giovane e all’avanguardia, permette che il proprio territorio venga deturpato dai manifesti del circo, rendendosi complice del deprecabile trattamento degli animali selvatici che nati per grandi spazi aperti sono costretti a trascorrere la loro pietosa esistenza in spazi angusti e a far divertire un pubblico, per fortura sempre più esiguo? Io non ci sto, e chiedo al signor Sindaco prima di tutto se questi manifesti abbiano regolare autorizzazione. Me lo dica lui, se può, visto che il numero della polizia municipale è irraggiungibile da stamattina alle ore 8:00. Per esporre locandine che pubblicizzano eventi non serviva un’autorizzazione? Non c’era forse una tassa da pagare? Non fateci fessi. Ho visto locandine del circo esposte verso la strada nella vetrina di alcuni negozi in centro a Busto che non ne riportavano alcuna.

Mi meraviglio dell’amministrazione comunale che permette questo scempio, questa vergogna.

Vale la pena di ricordare che in Italia i circhi sono soggetti a convenzioni pubbliche ed esenti dalla legge che, dal 1996, vieta nel nostro Paese la detenzione di specie pericolose, come i grandi felini. Lo Stato Italiano destina a queste strutture di detenzione oltre tre milioni di euro all’anno, attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo, e questi finanziamenti finiscono in parte anche a circhi già accusati e/o condannati per reati contro gli animali. E mentre l’Italia continua a promuovere il circo con gli animali, in Belgio si vieta l’utilizzo, per lo meno, di quelli selvatici.

Come vorrei che anche la mia città si mettesse dalla parte degli animali e si rifiutasse di ospitare il circo! Il circo con gli animali non fa ridere, perché è sofferenza e sfruttamento. Al circo, gli animali non si divertono.

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Il comandante della Polizia Locale Claudio Vegetti informa che sono in atto dei controlli sui manifesti segnalati dalla lettrice per capire se sono autorizzati o meno. Un agente si sta occupando dei rilievi fotografici e – se verrà ritenuto necessario – delle relative multe che verranno comminate ai responsabili dello spettacolo viaggiante.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 febbraio 2014
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