Assistenza domiciliare: presentato un progetto della fondazione Bernacchi

Una dozzina di utenti potrebbero beneficiare di un servizio dedicato a sollevare le famiglie con a carico anziani e soggetti deboli

infermiereNon solo la classica “puntura” a domicilio, o la pressione, ma una serie di servizi specialistici (cateterismo vescicale, sonda naso gastrica, medicazioni e prelievi) da offrire ai pazienti anziani, con difficoltà a muoversi e genericamente identificati come soggetti “deboli”. Questo, in estrema sintesi, il progetto oggi presentato a Gavirate con tre soggetti interessati: l’amministrazione comunale, l’Asl e la Fondazione Bernacchi Gerli Arioli: si tratta di una Rsa storica che in città vanta la cura dio 83 anziani non auto sufficienti.
Il progetto di assistenza domiciliare nasce sulla scorta di specifici strumenti normativi messi a disposizione dalla Reagone Lombardia che ha predisposto un apposito fondo a sostegno delle famiglie e dei suoi componenti appunto “fragili”.
In questa prima fase (sei mesi) sono stati stanziati per la provincia di Varese oltre 2 milioni di euro in sei mesi: la Fondazione Bernacchi Gerli Arioli questa mattina ha presentato il progetto di assistenza domiciliare rivolto proprio agli anziani; esso prevede prestazioni infermieristiche di tipo domiciliare e ambulatoriale presso la fondazione in una logica di Rsa “aperta” e per attivarla si dovranno preliminarmente individuare i soggetti richiedenti e i relativi bisogni attraverso la compilazione di una scheda sanitaria e una scheda sociale. Il raggiungimento dei requisiti minimi previsti di punteggio darà accesso all’accreditamento, quantificabile in un tetto massimo di 3.000 euro/persona mensile variabile a seconda del tipo di prestazione di cui si usufruisce. La giunta comunale ha dato via libera al progetto e a gennaio si è svolta una prima riunione operativa tra le parti che ha determinato la tempistica e l’iter per la messa a regime del progetto.
Da domani verranno predisposte e distribuite brochure informative negli esercizi pubblici della zona per sensibilizzare i cittadini. Inizialmente la capienza operativa del progetto è di 10-12 domande da espletare non solo a livello comunale ma anche fuori dai confini di Gavirate. Per l’operatività del progetto il Comune ha messo a disposizione un ufficio di coordinamento situato al primo piano dell’edificio B, Besozzi, di fronte alla Fondazione dove sarà presente ad orari stabiliti la coordinatrice infermieristica della Fondazione che collaborerà con le assistenti sociali del servizio sociale per intercettare i bisogni, codificarli e preparare i progetti che dovranno essere condivisi con le famiglie.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 febbraio 2014
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