Atanasio Soldati: si lavora al catalogo generale

Dopo la recente costituzione dell’Archivio dedicato all’artista, Luigi Cavadini lavora alla redazione del catalogo dell’opera del maestro e cerca opere presso i privati

Atanasio Soldati è stato uno dei maestri dell’astrattismo italiano che ha segnato la storia dell’arte italiana. Nativo di Parma, durante la seconda Guerra Mondiale per un breve periodo vive e lavora anche in provincia di Varese a Solbiate Olona, per poi trasferirsi a Voghera. Dopo molti anni, si colma una grande mancanza lavorando, finalmente, al Catalogo Generale delle opere curato da Luigi Cavadini, dopo la recente costituzione dell’Archivio a Bologna. Oltre alle opere già note, il lavoro dell’archivio è quello di trovare materiali a documentazione della vita e del lavoro di Soldati come  cataloghi di mostre, ritagli di giornale, fotografie, corrispondenze tenute con il Maestro, manoscritti e quanto altro sia utile a documentarne la vita e le opere.

Nell’ambito dell’Archivio è stato costituito il Comitato Scientifico per l’archiviazione e il rilascio del relativo attestato per le opere del Maestro. Il Comitato è a disposizione per ricevere dai Collezionisti e operatori del settore la documentazione e le notizie di ogni opera, unitamente al materiale fotografico, nonché le dichiarazioni di autenticità già rilasciate in passato da Augusto Garau. Tutte le opere di comprovata autenticità verranno archiviate e pubblicate sul Catalogo Generale.

Fondamentale strumento di consultazione e di lavoro dell’Archivio e del Comitato scientifico è l’importante raccolta di documenti provenienti dallo studio di Augusto Garau (1924-2010), pittore raffinato e studioso della teoria del colore che – estimatore e conoscitore profondo dell’opera del suo maestro – per primo si è occupato della schedatura dei lavori di Atanasio Soldati in relazione diretta con la vedova dell’artista.

L’attività dell’Archivio Atanasio Soldati è iniziata nel mese di luglio 2013 e si protrarrà fino alla pubblicazione del Catalogo Generale salvo proroghe.

Per l’inserimento delle opere nel Catalogo Generale delle opere di Atanasio Soldati le segnalazioni (e l’invio della relativa documentazione) dovranno pervenire entro e non oltre il 30 luglio 2014.

Per informazioni:
archivio Atanasio Soldati
via jacopo di paolo 42 – 40128 bologna BO
info@archiviosoldat i . i t
Tel 051356133
www.archiviosoldat i . i t

Atanasio Soldati nasce a Parma nel 1896. Si laurea in architettura nella sua città natale nel 1920. Qualche anno dopo, in collaborazione con l’architetto Mora, progetta la facciata della chiesa di S. Alessandro in Parma. Si trasferisce a Milano nel ’25. Da questo momento non è più possibile rintracciare nella susseguente attività di Soldati altro lavoro che evada dall’ambito della pittura. L’apporto di Soldati all’affermazione dell’astrattismo in Italia è importantissimo, fondamentale. La sua prima mostra personale ordinata nel 1931 alla Galleria del Milione, punto di riferimento delle correnti artistiche anti-novecentistiche milanesi e lombarde, dove espongono artisti europei come Léger e Kandinski e frequentata da poeti come Alfonso Gatto, architetti come Terragni, pittori come Radice e Reggiani, scrittori come Carlo Belli, Sinisgalli e Zavattini, ha il merito di una non trascurabile priorità: è anche la prima mostra di un pittore astratto che viene allestita in Italia. Nel 1932 partecipa a Roma alla collettiva «10 pittori italiani». Nel 1933 è nuovamente presente con una personale alla Galleria del Milione. Compie un breve viaggio a Parigi dove entra in contatto con il gruppo Abstraction-Creation. Nel 1934 esce, sotto la cura di Alfonso Gatto e Leonardo Sinisgalli, la prima monografia sull’opera di Soldati. Nello stesso anno partecipa per la prima volta a rassegne d’arte straniere (Mostra d’arte contemporanea di Ginevra e di Losanna). Nel 1935 è presente alla II Quadriennale d’Arte di Roma, ad una nuova collettiva alla Galleria del Milione e alla collettiva di pittori astratti riuniti a Torino nello studio di Casorati, dove si tiene la prima mostra ufficiale degli astrattisti italiani, con un manifesto firmato da Reggiani, Veronesi, Bogliardi, De Amicis, D’Errico, Fontana, Licini, Melotti e Soldati.

Nel 1936 ordina a Roma la sua prima personale alla Galleria Bragaglia. Dello stesso anno sono le sue partecipazioni alla Galleria Nord-Sud di Casablanca (Marocco), a Villa Olmo di Como e alla Galleria Moody di Buenos Aires. Nel 1937 partecipa alla VII Mostra Interprovinciale del Sindacato Lombardo di Milano e alla mostra «60 artisti italiani» a Palermo. Nel 1939 è ancora presente alla Quadriennale romana ed allestisce una nuova personale sempre alla Galleria del Milione. Nel 1941 ordina a Venezia, alla Galleria del Cavallino, una personale e l’anno dopo la Galleria d’Arte Contemporanea di Milano gli organizza un’importante personale. Nel ’43, dopo il bombardamento della sua casa studio, si trasferisce prima a Solbiate Olona, in provincia di Varese, poi a Mornico Losana, nell’Oltrepò pavese, infine a Voghera. Questi anni fino al 1945 Soldati li dedica alla Resistenza e viene eletto presidente del Comitato di Liberazione Nazionale dell’Accademia di Brera. Subito dopo la guerra, nel 1945, partecipa alla collettiva organizzata dalla Galleria Ciliberti di Milano. L’anno 1946 è particolarmente ricco di partecipazioni: ordina una personale alla Galleria Bergamini e partecipa ad una collettiva allestita dalla stessa galleria: partecipa alla I Rassegna d’Arte Contemporanea dl Milano, alla Il Mostra del Premio Matteotti di Milano, alla Galleria Barbaroux («Omaggio a Giolli») e vince il Premio del Ministero della Pubblica Istruzione: l’anno seguente vince il II Premio alla Mostra d’Arte Contemporanea di Ginevra. Nel 1947, assieme a Dorfles, Monnet e Munari, fonda il Movimento Arte Concreta. Da questa data risulta intensa la sua partecipazione a tutte le più importanti mostre italiane e straniere di arte astratta. È presente a tutte le edizioni del dopoguerra della Biennale di Venezia e alla XXVI edizione della rassegna veneziana vi partecipa con un’importante mostra personale. Dal 1949 alla sua morte partecipa attivamente alle più importanti rassegne italiane e straniere ed ordina ancora mostre personali a Milano, Venezia, Asti e Trieste. In seguito al riacutizzarsi di una grave malattia muore a Parma il 27 agosto 1953.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 febbraio 2014
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