Bignami: “Nostre dimissioni un segno, manca la democrazia”

La senatrice bustocca fa parte del gruppo dei nove che oggi hanno rassegnato le proprie dimissioni perchè in disaccordo con il metodo che ha portato all'espulsione dei 4 dissidenti: "Non siamo scatole vuote"

«Quello che ho visto ieri sera nell’assemblea dei parlamentari che ha espulso i quattro senatori non risponde a nessun principio democratico. Hanno concesso loro un minuto a testa per difendersi quando ce ne sarebbero voluti almeno 15». Laura Bignami, senatrice della Repubblica, sta tornando da Roma con una grande amarezza e la febbre «che non è dovuta a quanto accaduto tra ieri e oggi ma ai miei figli che me l’hanno attaccata», ci tiene a precisare. Le dimissioni le ha presentate insieme ad altri otto senatori del movimento in disaccordo, come lei, con le scelte della maggioranza dei gruppi. La Bignami se la prende anche con la domanda sul sito che definisce «tendenziosa, condizionata da alcune falsità come quella sullo stipendio e posta in maniera sbagliata». Secondo la senatrice bustocca, infatti, i quesiti da porre dovevano essere quattro, uno per ogni senatore per il quale si chiedeva l’espulsione e non un unico quesito che metteva tutti sullo stesso piano.

Sono nove, comunque, i senatori che hanno presentato le dimissioni in seguito alle espulsioni e sono state consegnate oggi, al termine di un’altra assemblea di fuoco che si è conclusa con pianti e musi lunghi. Orellana e Bocchino hanno annunciato a loro volta le dimissioni da senatori del Movimento, mentre Romani (anche lui dimissionario) ha diffuso una dichiarazione che la stessa Bignami fa sua: «Oggi rassegno quindi le mie dimissioni da senatore della Repubblica per lealtà e fedeltà allo Stato e alle Sue istituzioni, agli ideali stessi del Movimento 5 stelle e alla mia coscienza di uomo e di cittadino». E la parlamentare di Busto rincara: «E’ un segno che abbiamo voluto dare, non siamo scatole vuote. Non mi interessa andare a Matrix. Si stanno buttando fuori delle persone che hanno uno spessore. Tolti alcuni di loro cosa rimane?». Ora bisognerà capire se le dimissioni avanzate dai senatori pentastellati verranno accettate, sarà difficile viste che generalmente sono necessari motivi davvero urgenti e gravi. A quel punto, però, i dissidenti rimarranno in carica ma non faranno più parte del gruppo a 5 Stelle: nascerà davvero un nuovo gruppo parlamentare?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 febbraio 2014
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.