Bizzozi: “Allenare a Varese per me è un’emozione”

Dopo l'esonero di Frates la Cimberio ha promosso il suo vice: "Vivo sentimenti contrastanti: mi spiace per Fabrizio ma sono felice per l'occasione che mi è data. Spero di ripagare la fiducia ricevuta"

Prima serata da capo allenatore della Cimberio per Stefano Bizzozi, promosso dalla società dopo l’esonero di Fabrizio Frates avvenuto piuttosto a sorpresa nella tarda mattinata di martedì 25 febbraio. Il coach veneto per la verità aveva già guidato la squadra biancorossa nella trasferta di Eurocup a Ulm, in una partita inutile ai fini della qualificazione ma vinta in modo inatteso contro i tedeschi che, per inciso, hanno superato anche il secondo girone eliminando pure Cantù.
Seduta di lavoro relativamente normale, quella di “esordio” di Bizzozi, che ha scelto quasi esclusivamente esercizi di gioco (compresa una lunga partitella cinque contro cinque) accantonando per una volta le situazioni tattiche. E poi ha pronunciato le prime parole da nuovo allenatore della Cimberio.

Coach Bizzozi, ci racconti come è andata questa sostituzione.
«Ieri (lunedì) era giorno di riposo e mi trovavo a Trento con mia figlia Arianna, quando sono stato chiamato in serata dalla società che mi ha chiesto di rientrare senza specificare il perché. Così sono tornato a Varese e mi è stato chiesto di subentrare a Frates».

Ci descriva il suo stato d’animo?

«In questi casi la sensazione è contrastante: da un lato c’è il dispiacere per un uomo e un collega con cui hai lavorato accanto per molti mesi, dall’altro la soddisfazione perché la società per cui stai lavorando ha deciso di gratificarti. Il bello e il brutto di questo mestiere nello stesso momento. Detto questo, per me fu già emozionante arrivare ad allenare in questo palazzetto da vice, lo scorso anno, figuratevi cosa posso provare a prendere questo incarico».

Qual è l’ultimo ricordo che ha da capo allenatore?
«L’ultima esperienza è stata con la Reyer Venezia in LegaDue. Di quella stagione ricordo con grande piacere la vittoria di 20 punti contro Casale, allenata da Crespi, e con disappunto proprio la sconfitta di Varese, arrivata all’ultimo secondo per mano di Gergati. Lollo segnò da tre in transizione proprio qui davanti (la nostra intervista si svolge sulla panchina ospite ndr) dopo una pessima scelta del mio giocatore Otis George. Avevamo già vinto…»

In campo quali cambiamenti vedremo, dalle prossime partite?
«Io non arrivo da fuori ma ho lavorato con questa squadra fin dall’inizio e so che in questi mesi non abbiamo perso tempo, anzi: si è lavorato duro, con un bravo allenatore, e si è sempre operato per ottenere risultati. Non è il momento di stravolgere la squadra; certo, da tecnico ho qualche idea che intendo applicare con il tempo ma l’impianto generale di gioco rimarrà quello».

Cosa chiede alla squadra?
«Anzitutto vorrei ripagare la società della stima che mi ha mostrato e lo dico nel modo più umile possibile. Poi vorrei avere un gruppo che dà continuità alle proprie prestazioni, anche divertendosi insieme sul parquet. Mettiamoci tutti la faccia, cerchiamo di essere onesti con noi stessi e proviamo a essere quella squadra che vogliamo, non un gruppo che si arrende quando arrivano le difficoltà».

Con lei ci sarà Matteo Jemoli, ma non un terzo allenatore. Un carico di lavoro in più
«É vero, ma saremo affiancati nel lavoro quotidiano dai ragazzi che allenano con il settore giovanile, che si alterneranno in palestra una settimana ciascuno. Penso che sia una bella soluzione, che coinvolge e permette di fare esperienza anche a queste persone che compongono la nostra società. Da una situazione critica, proviamo comunque a far nascere qualcosa di buono».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 febbraio 2014
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