Busto ricorda e prega con don Isidoro

Venerdì 14 febbraio in San Giovanni la celebrazione per il sacerdote ucciso 23 anni fa, che con gratuità veniva in aiuto di chi viveva le "periferie esistenziali". Pubblicata anche la preghiera per la beatificazione

A distanza di 23 anni dalla tragica scomparsa, Busto ancora una volta si è stretta intorno al ricordo di don Isidoro Meschi: venerdì una celebrazione in San Giovanni, presieduta da monsignor Provasi, ha ricordato il sacerdote promotore di tante iniziative di carità, morto per mano di uno dei ragazzi a cui aveva dedicato la sua vita. “La sua gratuità nella carità lo ha reso amato in modo trasversale da tutta la città”, dice Augusta Daverio, che guida l’associazione Amici di don Isidoro, “nata approfondire e diffondere conoscenza di don Isidoro”, costituita da ex colleghi del sacerdote (che insegnava anche nelle scuole), da ragazzi dell’oratorio che lo conobbero nella parrocchia di San Giuseppe. Nell’omelia in San Giovanni, don Carlo Crotti ha ricordato una riflessione di don Isidoro sulla parabola del buon Samaritano (la gratuità, l’empatia di fronte a chi soffre): Don Lolo ha frequentato con l’empatia del buon Samaritano le periferie esistenziali della nostra società. E’ bello che 23 anni dopo, si ricordi don Lolo, penso che tutti abbiano negli occhi, nel cuore quel funerale imponente. La città di Busto si è fermata in silenzio, ha capito un uomo, un prete, l’ empatia con cui quest’ uomo, questo prete ha amato questa città". Fu con quell’empatia e quella gratuità che don Isidoro si dedicò agli ultimi della città, allora identificati anche nei tossicodipendenti, in una generazione che stava attraversando la tragica stagione dell’eroina che uccideva pressoché ogni settimana, in provincia. Don Isidoro morì nel 1991, ucciso da un ragazzo psicolabile che seguiva, a cui aveva aperto la porta di sera (nella foto, il luogo dove morì, fotografato durante il #141tour nel quartiere Redentore).

In questi giorni a Busto si distribuisce anche l’immaginetta di don Isidoro (da cui è tratta la foto sopra), un segno del ricordo dell’uomo che diventa devozione sentita, ora accompagnata anche da una preghiera per l’intercessione e la beatificazione di don Isidoro. “La sede dell’associazione – ricorda ancora Augusta Daverio – è a San Giuseppe, dove doveva diventare parroco e dove risiedeva nel 1991: è stato il luogo finale del suo percorso, è lì che è nata tra noi l’idea e si è costituita l’associazione. Nella cappella dell’oratorio, ogni 4 del mese, c’è il momento di preghiera, con il rosario alternato a letture di omelie di don Isidoro”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 febbraio 2014
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