Catalano e le espulsioni: “Decretata la morte del Movimento 5 Stelle”

Il deputato bustocco, tra i primi a finire nella black list dei dissidenti ma non ancora espulso, critica: "I 4 senatori sono stati espulsi per un reato d'opinione" e rincara la dose accusando i colleghi di violazione dei regolamenti

«Ieri sera l’assemblea ha deliberato la morte del Movimento 5 Stelle. Lo streaming intenzionalmente alterato, l’assalto a chi nel gruppo parlamentare osa avere critiche nei confronti della linea politica scelta dalla comunicazione. Una comunicazione in stile "Grande Fratello"». Ivan Catalano ha espresso così, sul suo blog, il suo pensiero in merito alle votazioni dell’assemblea dei gruppi parlamentari che ha deciso l’espulsione dei 4 senatori considerati "dissidenti" Fabrizio Bocchino, Luis Orellana, Francesco Campanella e Lorenzo Battista . Secondo Catalano le espulsioni sarebbero arrivati per un "reato di opinione" e cioè criticare Beppe Grillo per essere andato alle consultazioni da Renzi senza confrontarsi realmente.

I parlamentari in assemblea, come ricordava la collega Paola Pinna, si sono assunti la responsabilità di espellere 4 persone per "reato di opinione". Il capo di accusa lo abbiamo dovuto dedurre, cosi come abbiamo dovuto dedurre i nomi dei colleghi che hanno chiesto l’espulsione. C’è stato un silenzio tombale sull’elenco completo dei richiedenti e un silenzio sui capi di accusa che dovrebbero essere, a norma di codice di comportamento, "palesemente" violazioni del codice. "Palesare" vuol dire "Diventare chiaro". Chiarezza che non c’è stata. Alla fine il capo di imputazione è stata la critica a mezzo stampa che i 4 senatori portano avanti da mesi nei confronti di qualcosa deciso da altri, in particolare da Beppe Grillo e dallo Staff comunicazione.

Catalano critica anche il modo in cui si è votato nell’assemblea dei gruppi parlamentari e per come è stato posto il quesito sul portale agli attivisti:

Abbiamo deciso di  votare separatamente le 4 espulsioni, cosi è stato all’interno del gruppo, ma non è così per la votazione online.
L’esito delle 4 votazioni è stata:

Battista, 73 sì, 35 no, 11 astenuti, votanti 119
Bocchino, 67 sì, 30 no, 13 astenuti, votanti 110
Campanella, 77 sì, 33 no, 11 astenuti, votanti 121
Orellana, 70 sì, 35 no, 17 astenuti, votanti 122.

Gli statuti dei gruppi parlamentari prevedono che, per le procedure di sanzionamento, ci sia la maggioranza assoluta dei componenti del gruppo al senato (Art. 15 comma1), e la maggioranza assoluta dell’assemblea intesa come gruppo parlamentare completo per la camera (Art. 18 secondo periodo).

Il codice di comportamento è una norma che di diritto entra nello statuto dei gruppi parlamentari, unica fonte di diritto all’interno delle due associazioni parlamentari.
Dall’esito delle votazioni risulta che in nessuna votazione si è raggiunta la maggioranza calcolata sui componenti del gruppo, camera e senato, che è di 26 sentatori (in data odierna abbiamo 50 senatori) + 54 deputati (in data odierna abbiamo 106 deputati), quindi di 80 parlamentari.
L’assemblea è andata avanti comunque come un treno, perché si doveva concludere la votazione e si doveva espellere i 4 senatori ad ogni costo. La rabbia negli occhi, la goduria al termine della votazione, l’esultanza della vittoria non appartengono allo spirito originario del movimento 5 stelle.

Infine Catalano torna sulla vicenda della restituzione di parte della diaria , questione che l’ha visto sotto accusa nei mesi scorsi:

Mi spiace veramente tanto, leggere sul blog di beppegrillo.it, che i 4 sentatori vogliono tenersi 20000 euro di stipendio, e che questo è il motivo delle loro azioni. A parte che nessuno prende 20000€ di stipendio, i compensi sono pubblici e se si va a vedere non arrivano a quelle cifre.
In secondo luogo, la superficialità con cui si usa la motivazione dei soldi, che è argomento unico e principale, nei discorsi dei colleghi parlamentari, denota il voler tenere sotto il tappeto le reali critiche che ci sono e che vengono palesate. E’ solo la scusa per chiudere i discorsi: "restituisci il malloppo" "ti vuoi tenere il malloppo" uccidono la discussione, è un ottimo sistema per fare pulire la coscenza alle persone, e fargli credere di essere nel giusto. Vorrei ricordare a tutti, che moralmente noi ci siamo impegnati a rifiutare il denaro, non a restituirlo. Nel codice di comportamento viene usata la parola restituzione, la quale implica una appropriazione indebita, un furto. Questa continua accusa implicita di essere dei ladri verso noi stessi, impedisce di lavorare serenamente. Mi devo sentire ladro se ho un problema che mi obbliga a tardare a fare la rinuncia, mi devo sentire un ladro se spendo i soldi messi a disposizione per l’attività parlamentare, per fare appunto attività parlamentare, mi devo sentire ladro se mi prendo un caffè? credo che si sia esagerato, l’ossessione compulsiva per i soldi ha fatto degenerare i principi etici del movimento 5 stelle. La cosa che mi fa più male, che lede la mia dignità personale è sentirmi dare del ladro se faccio il lavoro per il quale sono stato eletto, ma sentirmelo dire da chi mi ha avuto sempre vicino, da chi si è preso, con me, il freddo dei banchetti quando il movimento 5 stelle era al 2%, sentirmelo dire addirittura da Beppe Grillo, questo fa malissimo.

Catalano chiude il suo post con una critica alla comunicazione del Movimento 5 Stelle con una critica diretta a Rocco Casalino (ex-Grande Fratello e oggi responsabile della comunicazione insieme a Paolo Messora):

Ci chiedeva di mettere da parte l’egoismo personale, mettendo in primo piano il programma elettorale, i principi etici, LE 5 STELLE (Acqua, Ambiente, Trasporti, Connettività , Sviluppo) e non di personalizzare la politica, creando altre icone televisive.
La politica del "Grande Fratello" e dei "Reality Show", come potevamo evitarla assumento nel gruppo di comunicazione persone che l’hanno vissuta e che credono che essa è l’unica via per arrivare al successo?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 febbraio 2014
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