Centro islamico, bagarre in consiglio comunale

Bocciata la mozione della minoranza che chiedeva all'amministrazione di impedire l’apertura di una moschea. La maggioranza: “Locali non adibito a luogo di culto, è solo un’associazione come tante altre”. La Lega: “Scelta politica, cittadini preoccupati”

Bagarre in consiglio comunale sul nuovo centro culturale islamico di Tradate. È avvenuto durante il consiglio comunale di lunedì sera, 17 febbraio quando vi erano oltre 30 punti all’ordine del giorno. La discussione si è però fermata ai primi tre punti, due dei quali presentati dai consiglieri di Lega Nord, Forza Italia e Movimento Prealpino, ovvero una interrogazione e una mozione riguardanti l’apertura di un Centro Culturale Islamico a Tradate. La quasi totalità della minoranza, ad eccezione di Stefano Castiglia del Movimento 5 stelle, hanno firmato due documenti in cui chiedevano all’amministrazione comunale di intervenire per impedire l’apertura del Centro e di vigilare perché non venisse aperta una moschea. La discussione di questi due punti si è protratta per quasi quattro ore.

 

«Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di preoccupazione da parte della cittadinanza perché non è chiaro quello che sta succedendo – ha spiegato a nome dei firmatari il capogruppo della Lega, Davide Fratus -. Ci chiedono cosa si apre, un centro islamico, una moschea, dove? Abbiamo quindi deciso di portare in consiglio comunale l’argomento e di presentare inizialmente un’interrogazione per capire se quello che è comparso sulla stampa era più o meno vero. Un secondo provvedimento è invece una mozione per capire che tipo di impegno concreto vuole prendere l’amministrazione comunale in generale su questo tema. La preoccupazione generale dei cittadini è dovuta anche all’imbarazzo con cui la maggioranza ha risposto alle richieste di cittadini. In questi anni si è assistito a un proliferare di questi centri che hanno contribuito a creare aree ghetto, come successo anche in provincia di Varese, come a Gallarate. Questi centri islamici si trasformano spesso in centri di preghiera, anche senza averne le autorizzazioni e le caratteristiche».

Nella mozione la Lega chiedeva poi che «il consiglio impegni la giunta comunale a contrastare l’insediamento del centro islamico e la nascita di una moschea. Invitiamo comunque a comunicare al prefetto la situazione di preoccupazione che si sta generando».

 

A rispondere è l’assessore all’urbanistica Alice Bernardoni: «Non corrisponde al vero la parte che si sarebbe andata a insediare una attività difforme diversa da quella prevista. I primi contatti dell’associazione con l’amministrazione comunale risalgono a qualche tempo fa con una richiesta non ufficiale di spazi comunali che però non c’erano. Poi è arrivata la richiesta tramite lettera da parte dei responsabili del Centro islamico: avevano trovato uno spazio e illustravano cosa volevano farci. Avevamo quindi risposto, con una lettera scritta, che nell’immobile preso in affitto è possibile fare attività associativa e scuola pubblica. Abbiamo anche sottolineato che l’utilizzo dell’immobile non è consentito per scopi di tipo religioso. Per quanto riguarda le iniziative che vogliamo intraprendere per fronteggiare eventuali non osservanze delle destinazioni urbanistiche, dico che è stata fatto un controllo da aperte della polizia locale e non c’è stato niente da segnalare».

Riguardo alla mozione la Bernardoni ha sottolineato che «Se siete a conoscenza di problematiche riguardo alla sicurezza che avvengono in città, siete pregati di fare segnalazioni mirate e non pretestuose. Poi l’amministrazione si impegna a far rispettare qualsiasi tipo di legge, non solo quella urbanistica. Riguardo al contrastare la proliferazione del centro islamico, cito semplicemente la Costituzione che recita: "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. Inoltre sottolineo che quei locali non sono adibiti a luogo di culto e lì una moschea non ci potrà essere».

 

Il consiglio è proseguito in un crescendo di tensione, tra maggioranza e opposizione. Fino alla richiesta del consigliere di Movimento Prealpino, Franco Accordino, per la convocazione di commissione consigliare per discutere, con la presenza di un rappresentante del centro culturale, della situazione del centro. Ma nella discussione la proposta non è piaciuta alla maggioranza. La Lega, attraverso il consigliere della Lega Nord, e senatore, Stefano Candiani ha rimarcato le proprie preoccupazioni: «Sono molto rammaricato dal livello personale che hanno raggiunto le discussioni in questo consiglio comunale perché poi scappa di vista l’oggetto delle questioni. In questo caso non siamo di fronte a una scelta amministrativa, ma politica. È ovvio che mettersi al fianco di questa realtà piuttosto che dichiararne la propria contrarietà è una scelta politica. Io sono preoccupato per lo scivolamento acritico di questo consiglio di fronte alla nascita di una realtà che in altri posti ha destato forte preoccupazione ed è stata fonte di insicurezza».

 

A rispondere il sindaco Laura Cavalotti: «La situazione di disagio per la cittadinanza l’avete creata voi, come la situazione di insicurezza. Da voi sono uscite certe notizie in modo incompleto. Stasera è stato vergognoso cosa è stato detto. Questa situazione di caos e confusione l’avete creata voi: la richiesta da parte del centro islamico è avvenuta il primo di febbraio, hanno spiegato cosa volevano fare e abbiamo spiegato loro cosa si sarebbe potuto fare. Quando si parla di sicurezza non bisogna faro in modo strumentale: si sono preoccupati di questo tema in passato quando hanno dato il via libera a un centro come la Fornace ridotta oggi in queste condizioni? Di sicurezza allora non gliene è fregato nulla»

A sottolineare la posizione dell’amministrazione è intervenuto anche il vicesindaco Luigi Luce: «Ma quel è la vostra paura? Associate centro culturale a moschea, ma non è vero. È un associazione come tante altre in città che vuole fare cultura. Lo fanno per integrarsi, e anche questo è fare cultura. C’è la paura del diverso e dovete avere il coraggio di dirlo, perché in sostanza è questo. E mi riferisco soprattutto alla Lega».

 

Al termine della discussione, intorno all’una di notte, la mozione è stata posta in votazione e bocciata con gli 11 voti della maggioranza più Movimento 5 stelle. I consiglieri di minoranza firmatari hanno annunciato che chiederanno un consiglio comunale aperto dedicato alla questione del Centro culturale islamico. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 febbraio 2014
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