Comunicazioni sbagliate tra 118 e ambulanza: l’errore può capitare

Dopo la denuncia degli operatori di Croce Rossa mandati allo sbaraglio a fronteggiare un uomo armato di ascia, risponde il responsabile del servizio che parla di difficoltà e di mancanza di personale

Pensavano fosse un malore e si sono ritrovati di fronte a un uomo armato di ascia. La denuncia degli operatori della Croce rossa, dopo l’aggressione a una donna da parte del suo commercialista, ha acceso i riflettori sul sistema del soccorso, innovato profondamente dal 18 giugno scorso quando la centrale operativa varesina è stata assorbita da quella comasca dando vita alla “Soreu”. Un’operazione che ha visto convergere a Villa Gurdia le chiamate di tre diverse province: Como, Varese e Lecco.

A distanza di sette mesi, qualche problema di adeguamento di sistemi, modelli e rapporti permane: “ ma – commenta Guido Garzena , responsabile del 118 di Varese – si stanno affrontando a mano a mano che emergono».
Ritrovarsi a cambiare sistemi avviati e rodati sta certamente richiedendo tempo e pazienza: « Occorre ricostruire rapporti personali, sistemi di comunicazione e di fiducia – ammette Garzena – ma abbiamo fatto molti passi in avanti ».
Nel caso denunciato dagli operatori della CRI era la mancata comunicazione della gravità della situazione: « L’errore umano capita, non dovrebbe succedere, ma purtroppo capita e capiterà anche in futuro. Dobbiamo limitarli sempre di più e su questo ci stiamo impegnando seriamente. Trovarsi da un giorno all’altro con il lavoro triplicato non è questione da sottovalutare. Per questo abbiamo bisogno la collaborazione di tutti, perchè tutti facciano rete per superare le difficoltà».

I tempi di comunicazione tra la centrale e le ambulanze si sono ridotti, si è cercato di ovviare con la tecnologia, ma spesso non è sufficiente a inquadrare il caso: « Sicuramente, uno dei problemi è la mancanza di personale. Per questo abbiamo chiesto che siano aumentate le postazioni. Il percorso, però, è lungo: occorre il concorso poi la formazione. Si tratta di personale specializzato, di non facile reperibilità. Sono tutte questioni che abbiamo già sollevato».

 I tempi per risolvere i problemi? « Nessuno ha la bacchetta magica e ritengo che il percorso non sia breve. Per questo dobbiamo collaborare tutti insieme e lavorare di squadra». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2014
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