Conte (Pd): “Villa Mylius, poche idee e molto confuse”

Il consigliere comunale democratico attacca la giunta comunale, accusandola di non aver fatto pani e previsioni relative al futuro della villa, dove dovrebbe sorgere un'accademia di alta cucina

Il Pd torna a criticare il progetto del Comune di Varese su Villa Mylius. Lo fa per bocca del consigliere comunale Luca Conte, che con una nota stampa illustra il risultato di ben 41 quesiti posti al vicesindaco e assessori ai Lavori Pubblici Carlo Baroni, molti dei quali a detta del democratico Conte rimasti senza risposta. A Villa Mylius l’amministrazione Fontana vorrebbe portare un’accademia di alta cucina, unita a un’accademia di musica e a spazi espositivi, in collaborazione con la Fondazione Gualtiero Marchesi, cofinanziatrice del progetto.

Il progetto del Comune

«Dopo i dubbi e le perplessità sollevati nei mesi scorsi in merito alla concessione di villa Mylius alla Fondazione Gualtiero Marchesi e dopo aver assistito allo stanziamento per tale progetto di 500.000 euro per lo più sottratti alla asfaltature delle strade cittadine, abbiamo presentato una circostanziata interrogazione in merito, per meglio conoscere i dettagli di una iniziativa interamente ideata e progettata dietro le porte chiuse dell’ufficio del sindaco. Senza alcun coinvolgimento né della città, né del consiglio comunale – attacca Conte -. Ricevuta nei giorni scorsi la risposta dall’assessore competente, rimaniamo stupefatti da quanto apprendiamo. In essa viene infatti esplicitamente ammesso e riportato che, nelle more della redazione e sottoscrizione della convenzione, le delibere di Giunta inerenti la concessione, nonché la variazione di bilancio relativa ai citati 500.000 euro sono stati prese senza alcuna precisa valutazione sull’impatto occupazionale, turistico e culturale per la città; alcuno studio preciso in merito al contesto culturale e territoriale in cui l’intervento è previsto; alcun dato sulla sostenibilità economica delle attività svolte presso la villa; nessun dettagliato business plan; nessuna valutazione in merito alla suddivisione dei costi tra i diversi soggetti; nessuna valutazione in merito alla suddivisione degli eventuali introiti; nessuna previsione sull’utenza prevista per l’Accademia di alta cucina; nessuna previsione sull’utenza prevista per l’Accademia musicale; nessuna decisione in merito allo svolgimento o meno, all’interno della villa, di attività a rilevanza economica; nessuna decisione in merito alla fruizione pubblica della stessa; la benché minima certezza sui tempi di realizzazione, men che meno sull’inizio delle attività prima di Expo 2015, evenienza definita solo come “certamente auspicabile”. Ogni scelta appare giustificata dalla sola relazione presentata dalla Fondazione, di natura palesemente generica ed introduttiva, ed ogni approfondimento rimandato al momento della firma della convenzione. Alla luce di tale superficialità continuiamo ad esprimere le nostre perplessità in merito ad una vicenda tanto onerosa quanto incredibile, su cui non cesseremo di chiedere chiarezza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 febbraio 2014
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