Dal dolore alla solidarietà, in nome di Paolo Dal Fior

All'oratorio di San Vittore, dove Paolo è cresciuto e ha trascorso in serenità la fanciullezza, nel 2012 è nata "La casa di Paolo" un doposcuola per bambini e ragazzi delle elementari e delle medie. Claudia: «È un luogo di incontro e condivisione, di gioco e aggregazione tra ragazzi di età e spesso provenienze diverse»

Dove Paolo Dal Fior vivendo la gioia e la serenità della fanciullezza ha iniziato anche un percorso formativo, oggi una ventina di ragazzini nel suo ricordo sono accolti e accompagnati nell’esperienza di un doposcuola fatto di studi,  gioco, familiarità con regole e comportamenti che sono solido fondamento per il loro futuro. È attivo all’oratorio di via San Francesco questo doposcuola che subito si è confermato come eccellente progetto educativo e come concreto, affidabile servizio per le famiglie che hanno particolari esigenze. Dell’iniziativa, avviata nel 2012, parliamo con Claudia, sorella di Paolo, che ha la responsabilità della gestione del doposcuola

Claudia, ci sono attenzione, sensibilità sociale e certezze nella vostra scelta di dare autentica vitalità al ricordo di Paolo e c’è anche un impegno notevole. Quali dimensioni ha oggi il doposcuola “La casa di Paolo”, come si rapporta alle esigenze della comunità e quali sono le sue prospettive?

«Dopo la perdita di Paolo ci siamo interrogati a lungo su quale fosse il progetto migliore per trasformare questo dolore in qualcosa di buono per noi e per gli altri. Nei due anni che hanno preceduto la nascita de ”La casa di Paolo” abbiamo cercato di capire quale servizio potesse rispondere meglio alle esigenze del territorio e al nostro desiderio di mettersi a disposizione degli altri. È nata così l’idea di un doposcuola che fornisse un supporto serio ai ragazzi con difficoltà scolastiche, ma che fosse anche luogo di incontro e condivisione, di gioco e aggregazione tra ragazzi di età e spesso provenienze diverse. L’intento è quello di offrire non solo un aiuto nello studio ma anche uno spazio in cui i ragazzi possano crescere insieme e passare del tempo con i coetanei». 

Studio e gioco. Guardiamo innanzitutto alla struttura che vi ospita: sembra l’ideale e vi è stata data nel segno di una grande disponibilità.
«Abbiamo fortemente voluto che il nostro progetto potesse radicarsi all’interno dell’oratorio San Vittore perché è qui che la nostra famiglia ha una storia e un legame affettivo. La nostra proposta è stata accolta con calore, non solo da chi ci ha messo a disposizione le aule che abbiamo usato inizialmente, ma anche dalle tante persone legate a questo luogo che ci hanno donato e ci donano il loro tempo, offrendosi come volontari del nostro progetto. Da inizio gennaio inoltre, ci è stata data la splendida opportunità di affittare per il nostro doposcuola l’appartamento precedentemente assegnato ai coadiutori dell’oratorio, sempre all’interno dello stesso stabile. Da gennaio, insomma, la Casa di Paolo è davvero “casa”».

La gestione del doposcuola richiede la presenza anche di personale con esperienza specifica. Non potete prescindere dal volontariato: qual è la situazione attuale?
«Quando abbiamo iniziato i volontari erano esclusivamente persone che conoscevano Paolo o la nostra famiglia. Pian piano invece sono arrivate persone che hanno saputo di noi dal passaparola o da articoli di giornale. La nostra “squadra” è un bel “miscuglio di umanità”: andiamo dalla quasi diciottenne del liceo al pensionato (che non vuole si dica l’età), passando per studenti universitari, giovani in cerca di lavoro, mamme, nonni, professoresse in pensione o in piena attività. Non occorrono competenze specifiche. Con nuovi volontari potremmo fare ancora di più».

Il numero degli allievi del doposcuola ha già superato il traguardo che vi eravate prefissi.Il segnale è chiaro, l’iniziativa funziona.Può raccontarci il pomeriggio di questi ragazzi?
«Il nostro servizio è aperto dalle 14.15 alle 18. I ragazzi arrivano a scaglioni, qualcuno dopo aver pranzato a casa, qualcuno direttamente da scuola con un pezzo di pizza ancora da mangiare. Fino alle 16.30 circa ci si dedica ai compiti, con l’aiuto degli adulti presenti. Dopo la merenda, invece, ha inizio la parte ludico-ricreativa secondo un calendario stabilito: il lunedì, il martedì e il mercoledì sono dedicati all’attività sportiva con la partecipazione di allenatori esterni di basket, calcio ed educazione fisica; il giovedì è dedicato a giochi di società o a laboratori creativi (tempere, pasta di sale, creazione di addobbi per Natale ecc.), mentre il venerdì ci si rilassa con gioco libero in cortile o in sala ping-pong».

Quali ragazzi accogliete?

«La casa di Paolo accoglie bambini e ragazzi delle elementari e delle medie, con esigenze spesso molto varie. C’è chi viene per un reale bisogno di supporto scolastico, chi per imparare l’italiano stando con i coetanei, chi perché ha i genitori che lavorano, chi perché i genitori preferiscono saperlo qui piuttosto che a zonzo per Varese». 

Ci sono tra di loro degli stranieri, sembra che siano molto affiatati con i "colleghi" italiani. Il doposcuola come fattore anche di integrazione…
«La presenza di ragazzi stranieri è vissuta in maniera assolutamente naturale e la diversità è una risorsa. Capita spesso che i ragazzi di origine sudamericana aiutino i ragazzi italiani nei compiti di spagnolo offrendosi di correggerli. Viceversa gli italiani già con il solo gioco di gruppo aiutano notevolmente chi è all’inizio nell’apprendimento dell’italiano. E quando scendiamo in cortile ha inizio l’immancabile sfida a calcio “Italia- Perù e affini” che risolve il problema di dividersi in squadre».

Anche nello sport l’oratorio ha una bella tradizione formativa

«Sì, proprio per la configurazione degli spazi a nostra disposizione abbiamo potuto puntare molto sullo sport e il movimento, necessità primarie per i ragazzi seduti ai banchi per gran parte della giornata».

La Casa di Paolo può essere considerata un progetto pilota che sta trovando applicazione e crediamo meriti l’attenzione dei cittadini Come si può prendere contatto con voi?

«Innanzitutto, venendoci a trovare per capire cosa facciamo realmente e come lavoriamo. Oppure ai nostri recapiti lacasadipaolo.varese@gmail.com 328 3637927».

Il doposcuola ha un costo?

«Alle famiglie è chiesto un contributo mensile di 50 euro per sopperire ai costi di gestione ma, in caso di situazioni di difficoltà, si concorda una cifra diversa o si offre gratuitamente il servizio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 febbraio 2014
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