Discariche di Cantello e Bizzarone:”Cerchiamo un dialogo per soluzioni alternative”

Passano all'unanimità al Consiglio regionale della Lombardia due risoluzioni inerenti il progetto di discarica di inerti nel territorio di Genestrerio e Novazzano

Passano all’unanimità al Consiglio regionale della Lombardia due risoluzioni inerenti il progetto di discarica di inerti nel territorio di Genestrerio e Novazzano (relatrice Francesca Brianza, Lega Nord) e quello della discarica di inerti e trattamenti meccanici nel territorio di Stabio (relatore Luca Marsico, Forza Italia): entrambi i siti si trovano nella in Canton Ticino al confine con la Lombardia, il primo a Bizzarone (Co), il secondo a Varese.
Obiettivo, un dialogo transfrontaliero che guardi alla salute e alla qualità di vita di quei cittadini che a poca distanza da case e aziende si sono ritrovati, o rischiano di ritrovarsi (nel caso di Bizzarone), discariche di materiali inerti che provocano polveri, rumori e un impatto ambientale
notevole.

Per quanto riguarda Cantello, a Varese, e precisamente la località del Gaggiolo, la situazione è nota: da anni una montagna di inerti incombe sul paese del Varesotto che adesso teme la realizzazione di un’area destinata ad ospitare un frantoio per il riciclaggio (una sorta di frantumazione) del materiale. Un ampliamento del sito per il quale le autorità elevetiche sono già
in fase avanzata di progettazione.
A ridosso del Comune di Bizzarone (Como) la vicenda riguarda invece due siti da realizzare ex novo: gli insediamenti “Prella1”, in territorio di Mendrisio (quartiere Genestrerio), per 36.800 metri quadrati ovvero capacità pari a 365.000 metri cubici, e “Chioso”, a cavallo tra i Comuni di Mendrisio (quartiere Genestrerio) e Novazzano, per 40.000 metri quadrati ovvero capacità pari a 360.000 metri cubici.
Zone di pregio naturalistico che sul versante italiano ospitano alcune abitazioni, un’azienda florovivaistica e una struttura adibita ad agriturismo, e che la zona denominata “Terranera” è sottoposta a “politica di vincolo” per la presenza di punti di captazione di falda a scopo idropotabile per l’ acquedotto del Comune di Bizzarone.
A questo si aggiunge, per entrambi i luoghi, il timore che nei rifiuti possano trovarsi lastre di eternit contenenti amianto, in quanto per l’Ordinanza Tecnica sui Rifiuti (OTR) del Consiglio federale svizzero, in territorio elvetico i rifiuti edili contenenti amianto possono essere conferiti nelle discariche per materiali inerti.

E proprio con il voto odierno il Consiglio regionale della Lombardia chiede al Canton Ticino di intavolare un confronto per trovare diverse soluzioni e per arrivare a un “protocollo operativo” al fine di “condividere le procedure autorizzative per la realizzazione di impianti rilevanti sul piano ambientale” nelle aree di confine tra Regione Lombardia e Svizzera.
Per quanto riguarda Cantello si chiede di trovare una nuova collocazione all’ impianto di riciclaggio, mitigando quanto già esistente. Per Bizzarone si chiede l’impegno della Giunta affinché i siti denominati “Genestrerio Prella 1” e “Genestrerio Novazzo Chioso” siano "stralciati dagli atti di programmazione cantonali" o quantomeno identificati come siti di riserva.

"Le risoluzioni approvate oggi dal Consiglio regionale sono importanti nell’ottica di un rapporto fondato sulla collaborazione tra Lombardia e Ticino – commenta la consigliera varesina Francesca Brianza, Lega Nord -. Per noi l’obiettivo è quello di trovare un punto di accordo e arrivare a soluzioni vicendevolmente favorevoli. In questo senso l’adozione di un protocollo condiviso e la promozione di incontri periodici, tra la Commissione speciale “Rapporti tra Lombardia e Confederazione Elvetica" che personalmente presiedo e le istituzioni ticinesi, sono fondamentali anche per il futuro".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2014
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