Esposto al Prefetto contro il Pgt: “C’è un conflitto di interessi”

Ricorso presentato dal gruppo di minoranza Progetto Castiglione: “Un consigliere comunale ha il coniuge proprietario di un terreno in trasformazione”. Il sindaco: “Tutto regolare, siamo tranquilli”

In vista delle elezioni di maggio si scalda il clima politico in città. Nelle ultime ore è stato presentato un esposto al Prefetto di Varese per il Piano di Governo del Territorio, adottato dal consiglio comunale lo scorso 19 dicembre. A presentare l’esposto contro la validità del documento di programmazione territoriale è il gruppo Progetto Castiglione che accusa la maggioranza di aver votato il Pgt con un consigliere in conflitto di interessi. «Preferiamo non fare il nome e non circostanziare oltre la situazione – spiega il consigliere comunale Mauro Cereda -. Diciamo che abbiamo presentato un esposto perché c’è stato un vizio di forma nell’approvazione del documento: un consigliere comunale della maggioranza ha votato per l’approvazione del Pgt quando aveva il coniuge direttamente intestatario di un terreno interessato. Noi in consiglio comunale abbiamo fatto notare la situazione, ci è stato garantito che non c’era nessun conflitto. Ma abbiamo fatto i nostri approfondimenti, anche con degli esperti e abbiamo deciso di presentare un esposto al Prefetto e al segretario comunale».

Anche Cereda era in conflitto di interessi durante l’adozione del Pgt: «Ho uno zio direttamente proprietario di un terreno e quindi, come prevede la legge sono uscito dall’aula, non ho partecipato alla discussione e al voto. Non è stata una mia scelta, lo prevedeva la legge». Sulla questione interviene anche il consigliere Giuseppe Battaini: «Preferiamo fermaci qui e non circostanziare oltre: non ci interessa un eventuale errore in buona fede del consigliere, ma non vogliamo che il Pgt sia approvato in una situazione che potrebbe portare qualsiasi cittadino a dubitarne della validità, perché non approvato regolarmente. Se eventuale ci fosse un riscontro positivo al nostro esposto vi sarebbe il blocco della delibera e l’amministrazione comunale attuale non potrebbe portare ad approvazione definitiva il documento. Ci dovrà pensare in tempi record la prossima amministrazione».

Del consiglio comunale, però, non esistono trascrizioni, vi è solo un verbale in cui si dice che i consiglieri comunali hanno discusso sulla validità di alcune posizioni di voto. E che i consiglieri Cereda e Forese sono usciti per conflitto di interesse. «Ma sarebbe dovuto uscire un altro consigliere – insiste Cereda -. Questo non è avvenuto e il nostro esposto va nell’ottica della legalità».
A rispondere è direttamente il sindaco Emanuele Poretti che difende l’operato dell’amministrazione comunale: «Siamo assolutamente tranquilli, qualunque ipotesi di conflitto di interessi per noi non esiste – spiega il primo cittadino -. Proseguano pure su questa strada, ma se dovesse essere confermata, cosa che non credo proprio, non è la verità che salta tutto. Eventuale conferma non avrebbe nessuna influenza sull’adozione del Pgt perché in presenza di un ricorso il Tar stralcia la parte che conterrebbe la presunta irregolarità. Non si blocca niente, ma comunque questa cosa non sta in piedi».
«Sono stati tirati in ballo il prefetto e gli organi di stampa – conclude Poretti -, mi auguro che questo loro ricorso abbia qualche fondamento, ma non credo proprio. Se non troveranno riscontri valuteremo se prendere noi dei provvedimenti nei loro confronti. Inoltre, vorrei sottolineare che il Pgt sarebbe stato approvato lo stesso anche se questo consigliere in causa non avesse partecipato al voto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2014
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