Evasione di Cutrì, domiciliari per la fidanzata di Antonino

Il gip ha disposto una misura cautelare più leggera per la donna del gruppo che ha fatto evadere Domenico Cutrì. Obbligo di firma per Cafà. Eseguita l'autopsia: il fratello morto colpito al collo due volte

Proseguono a ritmo serrato le indagini sull’evasione di Domenico Cutrì, arrestato nella notte tra sabato e domenica insieme ad altri 7 complici che sono finiti in manette nella lunga settimana di fuga a seguito del blitz davanti al tribunale di Gallarate, avvenuto 8 giorni fa.

CARLOTTA AI DOMICILIARI
Confermata la misura cautelare in carcere per Cristian Lianza, Danilo Grasso, Davide Cortesi e Danilo Cutrì mentre il gip Labianca ha disposto i domiciliari per la fidanzata di Nino Cutrì, morto nell’agguato davanti al tribunale gallaratese, e l’obbligo di firma per Franco Cafà. Ascoltati dal giudice anche Domenico Cutrì, detenuto a Opera, Luca Greco e lo stesso Cafà.
Il protagonista di tutta questa vicenda è apparso – a detta del legale Roberto Grittini – molto stanco e distrutto nel morale: "Non è riuscito nemmeno a trovare le forze per rispondere alle domande e si è avvalso della facoltà di non rispondere". L’avvocato ha anche sottolineato il profondo sconforto che lo ha colto nel pensare ai fratelli, uno morto e l’altro in carcere. Greco, l’amico fraterno, ha spiegato di averlo fatto proprio per l’amicizia che lo lega a Mimmo e che già gli è costata tre anni di carcere nella vicenda dell’omicidio. Per Franco Cafà, difeso da Alberto Cova, il pm ha chiesto l’obbligo di firma.

L’AUTOPSIA
È stata eseguita nel pomeriggio anche l’esame autoptico sul corpo di Antonino Cutrì. È emerso che i colpi che lo hanno attinto sono due, entrambi nella zona del collo. Uno lo ha solo ferito superficialmente mentre l’altro gli è stato fatale e lo ha trapassato da sinistra verso destra conficcandosi nella clavicola. Il sostituto procuratore Raffaella Zappatini ha disposto ulteriori accertamenti di tipo balistico, finalizzati a individuare quale arma ha sparato. Intanto il magistrato bustocco ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario tutti coloro che sono sospettati di aver fatto parte del commando, ipotizzando la possibilitá che Nino sia stato ucciso da uno dei suoi uomini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2014
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