Evasione di Cutrì, svolta nelle indagini: fermato un quarto uomo

Si tratta di pregiudicati tutti dell’area dell’Alto Milanese che secondo gli elementi raccolti dai carabinieri avrebbero fatto parte del commando che ha sparato davanti al tribunale per liberare l'ergastolano

Evasione di Domenico Cutrì, svolta nelle indagini. Nella notte sono state colpite da provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio le tre persone rintracciate dai carabinieri e accompagnati in caserma a Gallarate nella tarda serata del 5 febbraio. Si tratta di tre pregiudicati tutti dell’area dell’Alto Milanese tra i 25 e i 40 anni, che secondo gli elementi raccolti dai carabinieri avrebbero fatto parte del commando che ha favorito l’evasione di Domenico Cutrì a colpi di arma da fuoco: hanno alle spalle reati contro la persona, per traffico di armi e per droga. Sarebbero tutti e tre vicini alla famiglia Cutrì. Non sono tutti e tre di origine calabrese e vivono nella zona di Inveruno. Non sarebbero nemmeno legati ad organizzazioni criminali: li descrivono come i classici spacconi di paese, responsabili di vari episodi di violenza. Li hanno fermati per possesso di armi da guerra, quelle trovate nella Nissan Qashqai parcheggiata vicino al luogo della sparatoria.

In manette è finito anche il quarto componente della banda che si era rifugiato a Napoli: è un pregiudicato anche lui, originario del capoluogo campano ma da tempo stabilitosi nell’area a cavallo tra Alto Milanese e Novarese.  Nessuno dei componenti finiti in manette ha opposto resistenza al momento della cattura. L’imponente spiegamento di forze da parte dell’Arma ha indotto i fuggitivi ad evitare conflitti a fuoco. Va ricordato che dal numero di armi abbandonate subito dopo il blitz al tribunale si intuisce la potenza di fuoco e la facilità nel reperire anche armi da guerra. 

Nel blitz ha perso la vita il fratello minore dell’ergastolano, Antonino, trasportato in ospedale a Magenta dalla madre dopo che la banda lo aveva portato nella casa della famiglia a Inveruno. Secondo gli inquirenti e gli investigatori il fuggitivo potrebbe essersi nascosto non lontano dal luogo della sparatoria. Nella giornata di ieri, mercoledì 5 febbraio, sono state effettuate perquisizioni nel paese di origine dei Cutrì, Melicuccà, mille abitanti in provincia di Reggio Calabria, ma non sono emersi elementi utili alle indagini.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 febbraio 2014
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