Farioli: “La Regione non vuole chiudere l’inceneritore”

Il sindaco di Busto rilancia: "Se non si fa il revamping lo chiudo io entro il 2016" e poi spiega che l'assessore all'ambiente Terzi ha apprezzato il piano proposto da Busto. Entro 45 giorni saranno prese le decisioni

«L’unico che può decidere lo spegnimento dell’inceneritore di Borsano sono io in quanto massima autorità sanitaria sul territorio. Due sono le alternative o si procede al revamping o sarò io a spegnere l’impianto ben prima del 2019, più probabilmente nel 2016 una volta chiarito dove andranno i rifiuti di Busto». Il sindaco Gigi Farioli avverte chi sta già cantando vittoria (in primis comitato di Borsano No Accam, Movimento 5 Stelle e Sel) il giorno dopo l’incontro che si è svolto proprio a Palazzo Lombardia sul tema dell’inceneritore di Borsano con l’assessore all’ambiente Claudia Terzi, il commissario provinciale Dario Galli e il presidente di Accam Roberto Antonelli: «L’assessore è persona capace e intelligente – ha detto Farioli – sono sicuro che ha compreso in pieno il discorso che sto portando avanti: la sospensione dell’autorizzazione integrata ambientale è una mia richiesta che è stata accolta ed entro marzo avremo la risposta definitiva sulla manutenzione straordinaria dell’impianto».

LE CONDIZIONI – Secondo Farioli «non c’è alcuna volontà da parte della Regione di spegnere l’impianto di Busto Arsizio che – ripete Farioli – è un’eccellenza e lo sarà ancor di più con l’intervento di manutenzione straordinaria ma serve che si verifichino tutte le condizioni che ho chiesto. In primis quello di ragionare a livello regionale su tutto il ciclo integrato dei rifiuti come stiamo facendo qui nell’Altomilanese con la possibilità della società unica per il ciclo dei rifiuti, la seconda cosa che ho chiesto è di non avere impianti di trattamento dei rifiuti nel raggio di 25 km da Accam, la terza di rispettare gli impegni presi sulla bonifica dell’area attorno ad Accam». Queste le richieste su cui si dovrà riflettere l’assessore e sulle quali si fonderà anche la decisione di Farioli, in conseguenza. 

L’APPELLO – Il sindaco, poi, si rivolge a tutti coloro che già intravedono lo smantellamento dell’impianto: «Lavoriamo insieme per il bene di Busto Arsizio e della salute dei cittadini – ha detto Farioli – spero che i ragionamenti ideologici vengano messi da parte e si guardi ai dati che parlano di Busto come di una città attrattiva economicamente e che negli ultimi cinque anni ha migliorato i propri standard ambientali. Continuiamo su questa strada perchè è l’unica per mantenere pubblico un settore nel quale i privati vedono solo il guadagno». Una proposta che – viste le reazioni di questi giorni – probabilmente non esalterà i vari Movimento 5 Stelle, Legambiente, comitato di Borsano, Sinistra ecologia e libertà che già brindavano alla chiusura.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 febbraio 2014
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