Fornace, sgommate e testacoda nel parcheggio sotterraneo

La denuncia di un genitori che era andato al cinema con la famiglia: si definisce "tradatese preoccupato" e racconta quando al termine del film è andato a riprendere l'auto

Pubblichiamo la lettera di un lettore e della sua esperienza una sera alla Fornace, nel parcheggio sotterraneo dove aveva sistemato l’auto. I fatti raccontati sono stati confermati e i carabinieri hanno emesso delle multe. Inoltre si precisa che il posto è sempre presidiato da una guardia giurata che avvisa i carabinieri ogni volta vi sia qualche anomalia nella struttura. Ora il racconto del "tradatese preoccupato".

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Mercoledì sera. Forse per l’età, forse perché preferisco non uscire quando piove, ho faticato parecchio per vincere il solito attacco di pigrizia e sono andato con mia moglie e i miei tre figli al cinema multisala del centro La Fornace di Tradate. Sappiamo bene tutti che ormai nel gigante di cemento armato sono rimasti ‘in vita’ solo i negozi che si affacciano sul parcheggio e il cinema multisala ma tutte le volte che vengo qui mi prende la solita sensazione di tristezza. Questo posto è finito male davvero in poco tempo. In molti, esperti o semplici cittadini, lo avevano previsto.

Per non bagnarmi troppo scendo al piano sotterraneo, dove però forse piove più che in strada, non solo dalle griglie o dalle bocche di aerazione, anche dalle giunzioni tra i pannelli. Chiudo bene la macchina, il posto non mi ha mai ispirato troppa fiducia, e imbocco il tappeto mobile -solo di nome, in realtà è fermo…- per salire al piano strada. Il tappeto ‘fermobile’ è fortunatamente coperto ma si esce in pieno parcheggio e, prima di arrivare all’ingresso a piano terra del multisala, un paio di momenti sotto la pioggia battente ce li becchiamo comunque.
Ascensore, ci siamo: primo spettacolo serale, ore 20,20, ci aspetta un simpatico film. Finita la proiezione riprendo l’ascensore al secondo piano, scendo nell’atrio principale ed esco all’aperto per tornare alla macchina. Mentre mi avvicino alla rampa di accesso al parcheggio interrato sento sempre più forte un rumore di motori, stridore di gomme e avverto distintamente un forte odore di gas di scarico provenire da sotto.

A questo punto concordo con mia figlia che per evitare di essere investiti è più prudente passare di nuovo dal tappeto immobile, anche se in discesa sulla superficie di acciaio le ruote bagnate della mia carrozzina mi creano qualche problema di stabilità. Non appena ‘atterrato’ al piano meno 1 mi si presenta davanti agli occhi una scena che fino ad allora avevo visto solo nei film o nei reportage giornalistici dedicati a quartieri purtroppo noti a tutti per situazioni di disagio sociale: auto con assetto ribassato e marmitte alterate ‘sgommano’ in accelerazioni, testa-coda e altre evoluzioni con contorno di abbondanti gas di scarico e odore di gomma bruciata. Decine di ragazzi e ragazze sono in piedi al centro del parcheggio, voglio proprio sperare non nei panni di compiaciuti spettatori.

Saliamo in macchina, con molta prudenza imbocco la rampa di uscita e tengo per me ogni commento ma il silenzio dura poco, tutti noi abbiamo qualcosa da dire e, mentre penso che dovrei avvisare carabinieri o vigili, mi accorgo che probabilmente qualcun altro ci ha pensato prima di me… Non può essere un caso, una pattuglia di carabinieri sta imboccando la rampa del parcheggio. Qualcuno li ha davvero chiamati oppure, e sarebbe un brutto segnale, i carabinieri sono lì per un giro di routine perchè questo tipo di divertimento, seppur squallido e pericoloso, è ormai abitudine. Si sente dire e si legge che la situazione non può e non deve degradarsi oltre, che qualcuno sta pensando a situazioni per il rilancio del ‘comprensorio’. Speriamo che la soluzione sia a portata di mano e la si trovi prima che il declino della struttura, oramai avviato verso il degrado totale, diventi un vero e proprio allarme sociale. Non ci meritiamo anche questo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 febbraio 2014
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