Frontalieri, Lara Comi chiede l’intervento dell’Unione Europea

L’europarlamentare di Forza Italia, Lara Comi, ha diffuso una sua lettera indirizzata all'Alto Rappresentante per gli affari esteri dell'Unione Europea, Catherine Ashton

L’europarlamentare di Forza Italia, Lara Comi, ha diffuso una sua lettera indirizzata all’Alto Rappresentante per gli affari esteri dell’Unione Europea, Catherine Ashton. Pubblichiamo il testo del documento.

Gentilissima Baronessa Ashton,

come avrà appreso dai giornali, la Cancelleria Federale svizzera ha indetto, per il prossimo 9 febbraio, un referendum (precisamente si tratta della votazione di un’iniziativa popolare, il referendum in Svizzera rappresenta un altro istituto, ndr) in Canton Ticino sull’introduzione di un tetto massimo ai permessi per stranieri. Le autorità federali (Consiglio Nazionale e Consiglio degli Stati) hanno già espresso parere contrario. Non è la prima volta che nel Canton Ticino il malcontento per le condizioni economiche si rivolta pubblicamente contro i lavoratori transfrontalieri italiani, che non hanno nessuna colpa e anzi, con il loro lavoro e subendo per primi la crisi, contribuiscono all’economia ticinese. Vi sono state campagne di comunicazione che ho denunciato anche ai Suoi uffici, altri referendum in cui si cercava più o meno velatamente di ostacolare l’accesso dei lavoratori transfrontalieri italiani in Svizzera, e in ogni occasione mi sono premurata di segnalare queste forme di discriminazione a Lei e alla Commissione Europea.
Io comprendo le prerogative di uno Stato sovrano che ha scelto di non entrare a far parte dell’Unione Europea, però trovo che queste continue provocazioni, oltre ad alimentare un clima di odio e di xenofobia, debbano essere prese in considerazione nel quadro degli accordi in essere e in corso di negoziazione fra UE e Confederazione Elvetica. Non è tollerabile che quella libertà di circolazione del lavoro che è alla base dei Trattati possa essere messa in discussione con i toni aspri che queste campagne veicolano, e senza che il punto di vista europeo sia difeso istituzionalmente.
La invito dunque a prendere dei provvedimenti affinché gli sforzi diplomatici non restino soltanto sulla carta ma entrino nei cuori e nella mentalità della gente. In altre parole Le chiedo, a nome delle decine di migliaia di persone che vogliono esercitare una libertà garantita dalle Istituzioni di cui io e Lei facciamo parte, di intraprendere azioni concrete affinché tali incresciosi episodi cessino.
Certa di un suo cortese e collaborativo riscontro, Le porgo i miei più cordiali saluti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2014
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