Gli industriali varano la manovra privata per lo sviluppo

Otto progetti per una politica industriale associativa. Brugnoli: «La metamorfosi non si puo' più rimandare, L'associazione deve diventare un facilitatore , un TinkLab in grado di dare una visione a un intero territorio»

Giovanni Brugnoli, presidente di Univa, richiama il tema dell’assemblea generale del 2010 del suo predecessore  Michele Graglia, ovvero la metamorfosi. E l’occasione non poteva che essere quella della presentazione dell’indagine congiunturale, dove si fa il punto della situazione dell’economia varesina. «Se solo penso alla mia azienda dieci anni fa – dice Brugnoli – oggi è totalmente cambiata e se non avessi assecondato il cambiamento oggi non ci sarebbe più».
Fino a venti anni fa, quando un imprenditore faceva un investimento sapeva che aveva di fronte a sé almeno un ciclo di 5 anni. Oggi non è più così, perché quella prospettiva si è ridotta notevolmente e questo rende tutti più incerti nel momento in cui si deve investire. «Questa percezione della metamorfosi – aggiunge Vittorio Gandini, direttore di Univa – manca completamente a livello politico. Tutti hanno parlato di pmi, di impresa e imprenditori, ma si è fatto veramente poco per supportare il sistema imprenditoriale. Ci sono dei problemi, soprattutto infrastrutturali, che vanno affrontati subito».
Il cambiamento riguarda tutti, sistema associativo compreso. Brugnoli parla di TinkLab: «L’Unione non puo’essere solo rappresentanza e servizi ma deve diventare un facilitatore, in grado di dare una visione a un intero territorio».
Unicuique suum, a ciascuno il suo, dicevano gli antichi. Che cosa accade però quando qualcuno non svolge il proprio ruolo, come nel caso del governo italiano e della politica in generale? Univa ha provato a dare una risposta concreta, varando una manovra privata per lo sviluppo, otto progetti per una politica industriale associativa. Si va dallo Smartup, laboratorio di innovazione nato in collaborazione con l’università Liuc di Castellanza, la cui funzione è diffondere e accelerare i processi di innovazione sul territorio, al Lean club, per migliorare i modelli organizzativi, dal welfare aziendale alla finanza d’impresa (nuove iniziative sui bond di distretto, Borsa italiana e Horizon 2020), dall’energia (consorzio Energy point Univa) alla formazione (progetto generazione d’industria), passando per l’internazionalizzazione (missioni accompagnate all’estero) e le relazioni industriali (il modello varesino della concertazione).
Otto azioni concrete per attenuare quelle differenze di sistema che ci rendono meno competitivi sul mercato e costantemente in ritardo rispetto ai nostri competitor. «È un piano strategico organico e coerente – conclude Brugnoli –. Una sorta di scalata al cambiamento per accompagnare le imprese nella salita al nuovo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 febbraio 2014
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