I “no” all’inceneritore si moltiplicano

Ai comitati bustocchi e varesini si aggiungono anche numerose sigle dell'Altomilanese da Castano a Inveruno, da Mesero a Vanzaghello e Legnano

Si allarga sempre più il fronte di coloro che sono contrari alla manutenzione straordinaria (il cosiddetto rewamping, ndr) dell’inceneritore di Busto Arsizio e anche i comitati dell’Altomilanese si uniscono al comitato "Rifiuti zero" che comprende i "No Accam" di Borsano, Sel e il Movimento 5 Stelle. Nei mesi scorsi gruppi di cittadini hanno raccolto centinaia di firme in favore della proposta di legge di iniziativa popolare “rifiuti zero”, una proposta nata dal basso, dal confronto di numerose associazioni, comunità locali e comitati di tutta Italia, proposta alla cui elaborazione hanno partecipato esperti del settore. Di seguito il comunicato fimrtao da numerose associazioni.

La proposta che fa propri gli indirizzi europei verso il progressivo riciclo totale degli scarti, e il graduale superamento di discariche ed inceneritori al 2020 è stata presentata al Parlamento italiano a fine settembre.  E’ una strategia, che a partire dalle condizioni date, e dai territori, vuole gradualmente affrontare il problema rifiuti con coerenza e lungimiranza. Segnali importanti del resto ci vengono anche dalla stessa Regione Lombardia, dove nei mesi scorsi si è deciso all’unanimità uno stop alla costruzione di nuovi inceneritori e la dismissione progressiva di quelli esistenti, a partire da quelli più vecchi e prossimi alla scadenza delle autorizzazioni in essere, per sostituirli con impianti più flessibili e dedicati all’ulteriore recupero di risorse anche dal rifiuto secco residuo.

In questo contesto si pone il problema dell’inceneritore Accam di Busto Arsizio, situato a Borsano, ai confini dei comuni di Buscate, Arconate e Dairago. Impianti di questo tipo, alcuni decenni fa ritenuti la soluzione tecnologica più adatta al problema rifiuti, si stanno rivelando sempre più come la scelta più inefficiente e costosa sia in termini economici, sia in termini ambientali, sia riguardo la salute dei cittadini. Se hanno potuto proliferare anche nella nostra regione, al di là del mito che bruciando si eliminasse la materia di scarto, cosa del tutto folle dal punto di vista scientifico, nulla si crea e nulla si distrugge, è grazie agli incentivi che ne hanno mascherato la sostanziale insostenibilità economica. 

La scelta che si pone oggi è quella tra chi vorrebbe potenziare questo impianto, col cosìddetto revamping e chi coerentemente vuole incamminarsi verso modelli sostenibili dove lo stesso concetto di rifiuto, peraltro sconosciuto in natura, ceda il posto a quello di risorsa da valorizzare e rimettere in ciclo. 
Non si tratta di utopie. Si tratta di scegliere la direzione che vogliamo imboccare, consapevoli che le scelte di oggi condizioneranno pesantemente il futuro.

Scegliere se indirizzarci verso cicli industriali efficienti in termini di recupero di materia, verso impianti di riciclaggio, di compostaggio, verso cicli produttivi che superino il concetto suicida dell’usa e getta, oppure rimanere ancorati a visioni superate, insostenibili, inefficienti e senza futuro. Oggi tecnologie meno primitive del semplice bruciare, dimostrano che è possibile collegare innovazione tecnologica, difesa dell’ambiente e occupazione, in scelte virtuose orientate a un “futuro capace di futuro”, scelte lo ripetiamo, anche economicamente e socialmente convenienti: se bruciare crea un posto di lavoro, riciclare ne crea ben di più, se bruciare necessita sussidi pubblici, riciclare si autosostiene economicamente, cosa per niente marginale soprattutto in un periodo di pesante crisi come quello che stiamo vivendo. 
Per questo, nel sostenere queste scelte non possiamo che opporci fermamente al potenziamento dell’inceneritore Accam  di Busto Arsizio, che nel vincolare pesanti investimenti per i prossimi decenni non consentirà ulteriori miglioramenti della raccolta differenziata e del recupero di materia.

La raccolta di firme che sta cominciando sul territorio per la "Chiusura dell’inceneritore Accam per una tariffa puntuale sui rifiuti" non è quindi una scelta “ideologica” e tanto meno l’adesione a una visione partitica. E’ una scelta che nel chiamarci alle nostre responsabilità di cittadini, di associazioni, e di comunità locali, guarda con realismo e con coerenza al futuro, nostro e delle generazioni che verranno. 



I gruppi che aderiscono

Ecoistituto della Valle del Ticino – Cuggiono, Associazione “Cinque agosto 1991” – Buscate, Comitato Ecologico inceneritore e ambiente Borsano, Legambiente Ticino-Turbigo, Circolo Arci Paz-CastanoPrimo, Salviamo il paesaggio Inveruno-Furato, Gruppo Mesero tua-Mesero, No terza pista Vanzaghello, Associazione Informazione in Movimento Legnano, Salviamo il paesaggio Legnano Villa Cortese e Canegrate, Coordinamento rifiuti zero Est Ticino, Coordinamento Rifiuti Zero Legnano e Altomilanese, Coordinamento rifiuti zero Busto Arsizio e provincia di Varese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 febbraio 2014
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