“Il centro diurno per minori necessario alla città”

Francesco Licata, segretario cittadino del Partito Democratico, interviene sulle critiche emerse in seguito alla decisione dell'amministrazione comunale di ristrutturare l'ex macello di via Don Monza

«Le recenti “verità”, o presunte tali, riguardanti la ristrutturazione e la nuova destinazione d’uso dell’immobile ex macello meritano a nostro avviso un importante approfondimento per evitare che la realtà venga irrimediabilmente trasfigurata». Francesco Licata, segretario cittadino del Partito Democratico, interviene sulle critiche emerse in seguito alla decisione dell’amministrazione comunale di ristrutturare l’ex macello di via Don Monza creando un centro diurno per minori.
«Il primo elemento di chiarezza dovrà essere cosa è il centro diurno per minori ed a cosa serve – psiega Licata -. La “verità” di qualcuno vede il sopracitato centro come la soddisfazione di un “bisogno che si parzializza nel doposcuola e nelle vacanze estive”. Ingeneroso, nella migliore delle ipotesi. Ridurre ad una definizione di doposcuola un progetto destinato alle decine di bambini cui i servizi sociali dedicano particolare attenzione, perché appartenenti a nuclei familiari molto problematici, in un percorso educativo affettivo e relazionale e di contrasto all’abbandono scolastico, non trascurando anche il sostegno alle loro famiglie è quantomeno ingeneroso se non addirittura scorretto».

«Ed è proprio questo il nodo politico cioè questa destinazione d’uso che l’immobile avrà – prosgue il segretario del Pd -. Sarà destinato alle fasce di popolazione più deboli, quelle più fragili, quelle di cui nessuno si vuole occupare perché non portano nè denaro nè voti. Noi invece ce ne occupiamo! Questo è il nostro progetto di città, ed il nostro sostegno all’amministrazione, che lo vuole realizzare, è totale. Questa è la nostra verità! Il secondo elemento è legato alle spese ed ai finanziamenti. La ristrutturazione avrà il costo necessario per garantire una dignitosa sistemazione dell’edificio, con particolare attenzione al risparmio energetico e l’abbattimento delle barriere architettoniche (verrà dotata di un elevatore) recependo quindi i requisiti minimi cui deve corrispondere , nel terzo millennio, un edificio pubblico. Le cifre irrisorie per la ristrutturazione, postulate in alcune “verità” ascoltate in questi giorni, sarebbero sufficienti per un’opera di pessima qualità. Per realizzare la ristrutturazione è stata venduta la precedente ed inadeguata sede del Centro Diurno, realizzando più di 2/3 dei fondi necessari al recupero. L’attuale sede del centro (via Avogadro) sarà un’ottima opportunità per trasferirvi lo Spazio Anteprima, risparmiando i soldi che annualmente vengono destinati all’affitto di un edificio di privati ed inserendo nel quartiere Matteotti un punto di riferimento sano e creativo per gli adolescenti. La città non è un affastellamento casuale di risposte ai più vari bisogni; deve essere progettata come un insieme organico e razionale di funzioni diverse (abitazioni, terziario, commerciale, servizi) tra loro coordinati e ben armonizzati. Non si ascolti chi oggi tuona contro la realizzazione di un servizio sociale qualificante, incurante dei servizi necessari ai cittadini».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 febbraio 2014
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