Il diritto di iscriversi alla scuola migliore

Dal 3 al 28 febbraio sono aperte le iscrizioni alle classi prime di ogni ordine e grado. Un genitore si domanda perchè non si sostengano gli istituti che offrono maggiori opportunità

 Egregio direttore

ho letto con viva apprensione l’articolo pubblicato il 17gennaio "State scegliendo una scuola? Preparatevi delle alternative" . Mi ha colpito sopratutto la minaccia "chi sgarra paga". Ma cosa succede? sono anni che alcune scuole ospitano più studenti di quanti "in teoria" dovrebbero ospitarne con notevole impegno di Dirigenti, Insegnanti, Amministrativi Tecnici e Bidelli. Ora queste scuole che hanno più richieste rispetto alla capacità ricettiva devono respingere le richieste a muso duro ,senza i criteri che faticosamente si sono date per cercare di accontentare la domanda e senza ottimizzare al limite la capienza delle strutture . Ma ci rendiamo conto che queste scuole hanno tanta richiesta perchè sono le migliori nel soddisfare la richiesta formativa degli studenti! Al posto di offrire aiuto le minacciamo? Vogliamo andare avanti o tornare indietro?
 
Cordiali saluti
Lino Lunardi Busto Arsizio
 
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La considerazione del lettore apre una questione molto delicata su cui la Provincia, insieme all’Ufficio scolastico territoriale, stanno ragionando. Ci sono scuole che storicamente attraggono di più per l’offerta e le opportunità che offrono. Ci sono, poi, istituti che si trovano ad affrontare un boom di iscrizioni frutto di dinamiche momentanee e contingenti. In entrambi questi casi, i due enti istituzionali lavorano per agevolare al massimo le domande degli studenti, pur mantenendo un ruolo di regia anche in base alle necessità future del territorio. Si tratta di una programmazione che tiene conto degli scenari lavorativi ma anche della dislocazione territoriale: in quest’ottica si devono leggere i nuovi indirizzi di liceo linguistico a Gavirate, liceo scienze umane a Bisuschio, liceo economico a Gallarate e l’alberghiero a Laveno. 
Quanto alla frase ad effetto “Chi sbaglia paga”, si spiega con la rigidità della normativa in tema di sicurezza, leggi che non si possono violare per nessun motivo e che oggi costringono i presidi a mettere un tetto rigido alle iscrizioni. 
Rimane, però, la considerazione condivisibile del lettore che parla di merito e valore legati a persone che riescono a fare la differenza e che, in un sistema così delicato come quello della formazione delle generazioni future, andrebbe affrontato con grande senso di responsabilità anche dalle diverse anime interne di questo mondo.  

Alessandra Toni

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 febbraio 2014
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