Il procuratore Grigo va a Campobasso e saluta Varese

Sarà procuratore generale, la più alta carica giudiziaria della regione. Divenne famoso per essere stato il gip di Mani Pulite

Il procuratore capo di Varese, Maurizio Grigo, si appresta a lasciare il suo incarico per assumere quello di procuratore generale a Campobasso. Il magistrato era arrivato in città nel 2005, e dopo nove anni intensi, lascerà il posto a un sostituto temporaneo, il magistrato Felice Isnardi. E poi a una donna, dato che il csm proporrà al suo posto una figura che sarà scelta tra Giulia Perrotti (procuratore a Verbania) e Daniela Borgonovo (pm a Cremona).
Il dottor Grigo è noto alle cronache per aver ricoperto l’incarico di Gip durante il periodo di Mani Pulite a Milano. «Quella è stata una grande stagione e una palestra importante – sottolinea – ma anche a Varese ho vissuto anni molto intensi. E’ stato il mio primo incarico nella magistratura inquirente, e ho imparato molte cose, anche grazie all’esperienza e capacità dei tanti bravi colleghi che ho incontrato in questa procura». L’incarico a Campobasso è importante. Si tratta della più alta carica giudiziaria della regione, ma il magistrato continuerà a ricoprire anche alcune cariche consultive (a titolo gratutito) come quella di consulente antimafia del sindaco Pisapia a Milano e del sindaco Farioli a Buasto Arsizio. 

Ecco una nota del procuratore con il bilancio: 

Con sincero e profondo rammarico mi accingo ad abbandonare, all’esito del periodo di permanenza consentito dal dettato normativo ordinamentale, la dirigenza della Procura della Repubblica di Varese.
La ineluttabilità del distacco si appalesa in parte confortata dalla orgogliosa consapevolezza che l’Ufficio inquirente di questa città, grazie all’abnegazione , alla professionalità, alla dedizione, allo spirito di sacrificio, al senso del dovere che hanno indistintamente accomunato i Collegi Sostituti Procuratori, il personale amministrativo e gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria, ha raggiunto un livello di produttività lusinghiero nonostante i venti crepuscolari che investono la nostra collettività, ben lungi dal risparmiare l’ambito della giurisdizione.
Con personale orgoglio sottolineo che la Procura della Repubblica di Varese, viene citata, oggi, nelle sedi competenti, come modello di efficienza e laboriosità in forza dei risultati acquisiti, ictu oculi constatabili e forieri di ulteriori miglioramenti tecnologici ed informatici, in fase di avanzata attuazione, per il tramite di un progetto innovativo, finanziato dalla Comunità Europea e finalizzato al conseguimento di un più efficace assetto e di un sistema permanente di formazione ad alto livello.
La Procura della Repubblica di Varese, ad abundantiam, è l’unico Ufficio requirente della Regione senza carenza di organico di Sostituti Procuratori, sollecitando con le sue manifestate linee programmatiche, un fisiologico ricambio di Magistrati.
La dotazione finanziaria acquisita nell’ambito del progetto “Diffusione di Best Practies negli Uffici Giudiziari italiani” è deputata, infatti, alla realizzazione di linee di intervento che compendiano l’analisi organizzativa dell’Ufficio al fine di migliorare l’efficienza operativa e l’efficacia delle prestazioni rivolte agli utenti, l’utilizzo delle tecnologie per il miglioramento organizzativo, la costituzione partecipata della Carta dei servizi, la costituzione del bilancio sociale, la realizzazione del sito web, la comunicazione con la cittadinanza ed i rapporti con i media.
Con decreto presidenziale in data 12.04.2005 venivo nominato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Varese, “ereditando” difficilissime problematiche, antecedentemente concretatesi e conseguenti anche all’elevata intensità degli affari penali ed all’esercizio di giurisdizione su una popolazione distribuita in centotre Comuni con altissima densità industriale.
Ho da subito operato nella convinzione che formazione permanente, ampio ricorso alla tecnologia, assoluta trasparenza interna ed esterna ed un elevato livello di autonomia nell’attività di lavoro ne rappresentano i capisaldi, in uno con la comune rispondenza ad un forma di controllo “di gestione”, innovativa in quanto svincolata da criteri umanamente formali e burocratici e legata, di contro, ad una verifica periodica dei risultati qualitativi, nella consapevolezza, acquisita nelle antecedenti esperienze, che la “indagine perfetta” è quella deputata a conseguire i migliori risultati con i minori costi.
Con riferimento agli anni 2005-2013 sono stati conseguiti, dal personale amministrativo, nonostante la inadeguata disponibilità numerica, significativi livelli di rendimento, così come confermato dai prospetti relativi all’arco temporale in osservazione sui flussi degli affari penali pendenti ed esitati; il tutto in ossequio ai dettami del “giusto processo” e nell’ambito di un contesto giudiziario che ha sempre espresso elevati standard di servizio ed una forte propensione all’innovazione tecnologica.
Un ulteriore dato significativo è rappresentato dalla costruttiva sinergia corrente tra l’Ufficio della Procura e i Giudici del Tribunale ed il Foro locale per un più ampio programma d’esame, condiviso e volto a verificare la capacità di definizione e di completezza delle pronunce giurisdizionali, e le altre Autorità sedenti nel territorio di competenza con un imprescindibile mutamento di mentalità nello svolgimento della quotidiana attività e nell’intento di coniugare il modo di esecuzione del lavoro con l’obiettivo di un servizio sempre più efficiente ed apprezzato dalla collettività.
Rivendico, a nome di tutto il personale giudiziario, amministrativo e militare dell’Ufficio, che intendo ricomprendere in un univoco abbraccio ed in un doveroso ringraziamento, quanto sopra rappresentato nella speranza di avere contribuito a ricostruire, con i cittadini, nel settore giustizia, il rapporto di fiducia fondamentale per una ordinata coesistenza civile.
Ringrazio, da ultimo, la Città di Varese e la Sua Comunità della quale serberò, sempre un vivido ricordo.
Il procuratore capo Maurizio Grigo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 febbraio 2014
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