La Camera dà il via libera alla nuove norme sui delitti ambientali

La soddisfazione della deputata varesina Maria Chiara Gadda: " Il testo prevede anche aggravanti per mafia, l’obbligo di ripristino dei luoghi e il raddoppio dei tempi di prescrizione.

“Un’ottima notizia l’approvazione alla Camera del testo unificato sui delitti ambientali, che vede anche la mia firma tra i proponenti. Con il voto di oggi si va a colmare una grave carenza del nostro codice penale, che fino ad oggi non contemplava i delitti contro l’ambiente". Così la deputata del Partito Democratico Maria Chiara Gadda commenta il voto sui delitti ambientali introdotti oggi dalla Camera dei Deputati. "Durante la campagna elettorale dello scorso anno tante associazioni mi avevano chiesto attenzione nei confronti di questo importante tema, è positivo riuscire oggi a dare concretezza ad un impegno assunto. Il pacchetto di norme inserisce nuovi reati, tra cui il disastro ambientale, il traffico di materiale radioattivo, e la confisca obbligatoria del profitto del reato. Il testo prevede anche aggravanti per mafia, l’obbligo di ripristino dei luoghi in caso di condanna e patteggiamento ed il raddoppio dei tempi di prescrizione. Con il voto di oggi abbiamo più strumenti per colpire l’illegalità e le ecomafie che fanno grandi affari a danno dell’ambiente, per questo motivo è importante che il testo licenziato oggi alla Camera venga al più presto approvato al Senato”

Le principali novità contenute nel provvedimento:

NUOVI REATI. Quattro i delitti introdotti nel codice penale. Disastro ambientale: punisce con il carcere da 5 a 15 anni chi altera gravemente o irreversibilmente l’ecosistema o compromette la pubblica incolumità. Inquinamento ambientale: prevede la reclusione da 2 a 6 anni (e la multa da 10mila e 100mila euro) per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità o l’ecosistema o la qualità del suolo, delle acque o dell’aria. Se non vi è dolo ma colpa, le pene sono diminuite da un terzo alla metà. Scattano invece aumenti di pene per i due delitti se commessi in aree vincolate o a danno di specie protette. Traffico e abbandono di materiale di alta radioattività: colpisce con la pena del carcere da 2 a 6 anni (e multa da 10mila a 50mila euro) chi commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa illegittimamente. Impedimento del controllo: chi nega o ostacola l’accesso o intralcia i controlli ambientali rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

AGGRAVANTE ECOMAFIOSA. In presenza di associazioni mafiose finalizzate a commettere i delitti contro l’ambiente o a controllare concessioni e appalti in materia ambientale scattano le aggravanti. Aggravanti, peraltro, sono previste anche in caso di semplice associazione a delinquere e se vi è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.

SCONTI PENA. Pene ridotte da metà a due terzi nel caso di ravvedimento operoso: Ossia se l’imputato evita conseguenze ulteriori, aiuta i magistrati a individuare colpevoli o provvede alla bonifica e al ripristino.

RADDOPPIO PRESCRIZIONE. Per i delitti ambientali i termini di prescrizione raddoppiano. Se poi si interrompe il processo per dar corso al ravvedimento operoso, la prescrizione è sospesa.

OBBLIGO CONFISCA. In caso di condanna o patteggiamento della pena è sempre ordinata la confisca dei beni che costituiscono il prodotto o il profitto del reato e delle cose servite a commetterlo o comunque di beni di valore equivalente nella disponibilità (anche indiretta o per interposta persona) del condannato.

CONDANNA AL RIPRISTINO. Il giudice, in caso di condanna o patteggiamento della pena, ordina il recupero e dove tecnicamente possibile il ripristino dello stato dei luoghi a carico del condannato.

GIUSTIZIA RIPARATIVA. In assenza di danno o pericolo si rafforza per le violazioni amministrative e le ipotesi contravvenzionali previste dal codice dell’ambiente l’applicazione della ‘giustizia riparativa’ puntando alla regolarizzazione attraverso l’adempimento a specifiche prescrizioni. In caso di adempimento il reato si estingue.

COORDINAMENTO INDAGINI. In presenza dei delitti contro l’ambiente (‘reati spia’), il pm che indaga dovrà darne notizia al procuratore nazionale antimafia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 febbraio 2014
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