“La cooperativa San Carlo deve essere più competitiva sul mercato”

Il gruppo Partecipare Insieme ricostruisce la vicenda che ha portato alla cooperativa cittadina l'assegnazione dell'appalto sulla pulizia negli edifici pubblici della città

Qualche settimana fa, una parte della minoranza cittadina (Lega Nord, Forza Italia e Movimento Prealpino) avevano indetto una conferenza stampa per chiedere spiegazione sul bando pubblicato per l’assegnazione dei servizi di pulizia in Comune tramite gara d’appalto, gara a cui aveva partecipato anche la Cooperativa San Carlo di Tradate che aveva svolto il servizio fino a quel momento.

La gara era stata vinta dalla cooperativa Futura di Bareggio, ma che in un secondo momento ha dovuto rinunciare con la conseguenza che l’assegnazione del servizio è stata data alla seconda classificata la cooperativa San Carlo. L’amministrazione Cavalotti, durante questa conferenza stampa, è stata attaccata e accusata di voler far piazza pulita, di poca sensibilità e di poca considerazione verso una coopertiva cittadina che faceva lavorare persone in difficoltà. Per quanto poco credibili queste accuse, ci siamo presi qualche giorno per poter verificare con attenzione i fatti e ricostruire quello che è successo.

Ed ecco il resoconto documentato. Anzitutto va considerato che la San Carlo di Tradate aveva vinto il precedente bando del 2010 e che in seguito era sempre stato rinnovato l’accordo per assegnazione diretta (4 volte). Tale situazione è per legge non corretta e non attuabile e sempre la legge impone un bando di gara al quale possono partecipare le cooperative che ne abbiano i requisiti previsti. Il Bando è stato pubblicato in data 31.12.2013 ed invitate cinque cooperative delle quali tre hanno prodotto offerta, ma una è stata esclusa per mancato rispetto di uno dei punti del bando. Il Bando, come oramai da prassi, prevedeva una assegnazione di punteggio da un minimo ad un massimo per diverse voci. La cooperativa che ottiene il punteggio più alto vince l’assegnazione. Questo per evitare che vinca solo chi mette una cifra bassa ma senza contenuti, progetti e completezza di informazioni, evitando così sorprese o scoperte di costi aggiunti e non previsti che magari altri partecipanti per qualche euro in più avevano incluso.

La commissione giudicante è stata formata solo da tecnici comunali che non hanno rapporti e impegni con partiti o liste civiche, questo sempre per dare trasparenza e parità di trattamento anche perchè nel suo passato la Cooperativa San Carlo ha avuto tra i dirigenti esponenti della passata amministrazione.
La Cooperativa San Carlo pur avendo offerto una cifra più bassa della Cooperativa Futura, 30 punti contro 19,759, ha preso molto meno punti sui contenuti e sul progetto, 40 punti contro 65, perdendo così per un totale di 70 a 84,759 punti. Abbiamo visto le offerte presentate che per questioni di spazio non pubblichiamo, ma possiamo dire è che la Cooperativa San Carlo ha presentato un’offerta di 6 pagine contro le 17 pagine più allegati della Cooperativa Futura. Se ne deduce che il minor preventivo della S.Carlo corrisponde a prestazioni notevolmente ridotte rispetto ai concorrenti.

Su questo aspetto un consigliere di minoranza ha fatto notare che per pulire i pavimenti non è necessario fare progetti strutturati, noi prendiamo forte distanza da questa affermazione perchè oltre a sminuire chi lavora nel campo delle pulizie non tiene conto che qualsiasi lavoro svolto con professionalità è da rispettare. E’ innegabile il valore sociale del lavoro che la S.Carlo svolge per il sostegno delle persone a cui essa si rivolge ma, proprio per il ruolo delicato che essa ricopre, dovrà essere impegno di tutti perché la cooperativa si strutturi in modo tale da essere competitiva e reggere il confronto con altri concorrenti in occasioni future. Se così non fosse, purtroppo, pur avendo comunque rimediato alla perdita della gara per l’anno in corso (a causa di eventi fortuiti successivi alla gara stessa), la S. Carlo si vedrebbe diminuire ulteriormente le possibilità di vincere appalti per gli anni futuri e sarebbe destinata al peggio. Di questo il CdA se ne dovrà fare seriamente carico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 febbraio 2014
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