La scuola ha bisogno di valutarsi: e il prof chiede il voto agli alunni

All'Isis Stein di Gavirate, un docente ha chiesto ai suoi studenti di giudicare il suo operato. Un'iniziativa isolata in un sistema ancora autoreferenziale, come lo definisce la Fondazione Agnelli

Valutare la scuola o valutare i ragazzi? Sono anni che ci si interroga sull’efficacia dell’Invalsi, il sistema con cui si verificano le conoscenze degli studenti italiani dalla primaria sino alle superiori. Ogni volta, il test viene vissuto con apprensione dai ragazzi e con disappunto dai docenti che lo ritengono un modello statico, che non tiene conto delle reali dinamiche interne alle classi. 

È stato presentato un libro dal titolo “La valutazione della scuola” da parte di Laterza. Si tratta di un report della Fondazione Giovanni Agnelli che affronta il problema della necessità di ideare un modello condiviso ed efficace per valutare il sistema educativo italiano. 


La Fondazione Agnelli parte dal presupposto che così non si possa più procedere: « Esiste un patto scellerato su cui il nostro Paese fonda il rapporto tra Stato e insegnanti: poco ti do’ e poco ti chiedo» come scrive sul Sole24’Ore Francesco Antonioli. 
 
Da anni i Ministri tentano di innovare e rivedere il sistema di valutazione che, a oggi, è spesso autoreferenziale:
« Il principio costituzionale della libertà di insegnamento è male interpretato e si è trasformato in “Nessuno mi può giudicare”» afferma ancora Antonioli. 
I tentativi, prima del Ministro Berlinguer nel 1999 (aumenti salariali ai docenti che superavano alcune prove)   e poi del ministro Gelmini  (avviò due sperimentazioni premianti di tipo qualitativo) non hanno sortito gli effetti attesi e richiesti dalla Commissione europea che ha già bacchettato l’Italia sulla questione di  scuola e meritocrazia. 
 
In Europa esistono modelli virtuosi come quello della Finlandia che ha abbandonato qualsiasi forma di valutazione perchè ha costruito un modello partendo dalla formazione rigorosa e selettiva del suo corpo docente. L’Italia è ancora lontano da innovazioni sulla via della trasparenza e della qualità innanzitutto perchè gli strumenti, fino a oggi, non sono mai stati trasparenti a loro volta e i docenti temono di finire in un vortice oscuro. 
 
Così, per la Fondazione Agnelli, l’unica via percorribile rimane quella della valutazione da parte di enti esterni, sulla base di strumenti il più possibili oggettivi ma anche condivisi.

L’esigenza di ottenere un voto, però, emerge anche a macchia di leopardo tra i docenti. L’Isis Stein di Gavirate metterà on line a fine anno, un questionario riservato agli studenti che saranno chiamati a valutare l’operato di quegli insegnanti che vorranno partecipare: « Lo scorso anno l’ho fatto per me – spiega il professore di matematica Stefano Alterini –  a  fine anno ho distribuito agli alunni delle mie 5 classi un questionario. Ho ricevuto delle risposte molto interessanti. I ragazzi hanno partecipato con responsabilità perchè hanno capito il fine dell’iniziativa. Così, a settembre l’ho proposto alla preside Francesca Franz che lo ha condiviso in collegio docenti. A me è servito molto per capire come viene recepito il lavoro che svolgo in classe, dove ottengo consenso e dove le ricadute non sono soddisfacenti: ho notato differenze tra gli alunni di prima e quelli di quinta. Spero che a giugno l’esperimento possa coinvolgere tanti alunni e professori. Il fine non è quello di mettere etichette di buono o cattivo, ma di individuare i punti di forza e di debolezza del proprio lavoro». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 febbraio 2014
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