Lo sgombero passa ma il reato resta

Quando sono entrati i poliziotti due dei ragazzi si sono anche rinchiusi all'interno nel sottotetto. Sette i denunciati con ipotesi di reato che spaziano dall'occupazione alla ricettazione

Cinque sgomberi a Saronno dal 2009 ad oggi, tutti con caratteristiche simili e spesso con le stesse persone coinvolte. Così è stato anche negli ultimi due (le segnalazioni riguardano in gran parte gli stessi nomi dell’ultima volta) ma con un’aggravante: lo stabile di via Rondaccio, dove i ragazzi del "Comitato Autorganizzato Saronnesi senza Casa" avevano avviato un’occupazione nella giornata di domenica, era di proprietà di un privato.
In questo caso non c’entrano le volontà del sindaco, nonostante il comune abbia segnalato immediatamente l’occupazione. Questa volta la questura si è mossa autonomamente e la velocità dell’operazione, aldilà delle strategie con la quale il questore ha scelto di affrontare la situazione a Saronno, è dipesa dal fatto cha in questo caso la proprietà occupata era privata ed è stato lo stesso proprietario a denunciare il fatto per chiedere di ristabilirne la sua fruibilità.
Un fatto che aggrava ulteriormente la posizione degli occupanti e che spinge anche la questura a ribadire una cosa ovvia ma forse non sempre presa in considerazione quando si fanno azioni di questo tipo: a prescindere dall’ideologia o dalla rivendicazione che portano a queste forme di "protesta" queste iniziative avranno degli strascichi penali importanti per le persone coinvolte.
Questa volta le persone denunciate sono 7 ma sono decine le informative e le segnalazioni di reato consegnate dalla polizia all’autorità giudiziaria durante queste operazioni. E sono segnalazioni che riguardano ipotesi di reato molto serie che spaziano dall’occupazione di edifici privati o pubblici, al danneggiamento, resistenza, reiterazione e, in questo caso, anche ricettazione, visto che all’interno dell’appartamento è stata trovata una transenna di proprietà del comune di Saronno per la cui scomparsa era stata formalizzata una denuncia.

Nell’ultima occupazione i ragazzi hanno trovato una porta blindata a sbarrare l’ingresso all’appartamento, che era arredato e abitabile, e per entrarvi hanno divelto un muro provocando danni ingenti alla struttura. Quando sono entrati i poliziotti due dei ragazzi, protagonisti anche della scalata dell’antenna nel precedente sgombero, si sono anche rinchiusi all’interno di uno spazio nel sottotetto e per riuscire a parlarci sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco.
Anche questa volta l’impiego di mezzi e persone è stato ingente. Su questo punto il questore spiega che lo spiegamento è determinato da fattori molto tecnici. L’operazione deve infatti essere portata a termine ma deve anche tutelare la sicurezza di chi opera e dei ragazzi stessi. Per questo oltre alla polizia deve intervenire un meccanismo che va gestito tecnicamente composto da vigili del fuoco, reparti preposti e quant’altro. Con un ingente costo economico.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2014
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