Manca il lavoro, aumenta il numero degli “scoraggiati”

A margine della presentazione del Salone per l'Orientamento post diploma, si è parlato della congiuntura economica e dei preoccupanti dati sull'occupazione varesina

 «Lo scorso anno eravamo qui a lanciare il primo salone dell’Orientamento post diploma sottolineando l’importanza di questa finestra in un periodo di crisi economica. Oggi presentiamo il secondo Salone dell’Orientamento e il clima di grave difficoltà c’è ancora» Antonella Paccini, assessore del Comune di Vergiate, commenta con una punta di amarezza l’iniziativa che si svolgerà mercoledì 5 e giovedì 6 marzo al Centro Congressi De Filippi dove 43 atenei e organizzazioni che si occupano di formazione, lavoro e mobilità internazionale presenteranno le proposte ai giovani diplomati. 

« Il lavoro è il tema centrale – aggiunge l’assessore di Vergiate Paccini – Noi lo vediamo costantemente. Cresce il numero di chi si rivolge ai Comuni in cerca di aiuto , ma le amministrazioni non hanno risposte perché si trovano anche loro in grossa difficoltà». In provincia i Varese, l’ultima rilevazione ( risalente al 2012) parla di una disoccupazione all’8,5%, più alta tra gli uomini, 9,1%, e leggermente migliore per le donne , 7,8%. A questi, inoltre, va aggiunto l’esercito di lavoratori in mobilità che ha raggiunto le 13/14.000 unità. 
A Vergiate, per esempio, il numero dei disoccupati e inoccupati è abbastanza in linea con il dato nazionale  : « Il dato delicato però – aggiunge la responsabile dell’Informalavoro vergiatese Silvana dal Pozzo – è la crescita dei cosiddetti “scoraggiati”, quanti hanno smesso di cercare convinti che non ci sia più nulla per loro». Tra le maggiori preoccupazioni del Comune c’è l’abbandono scolastico: « Ragazzi che non ottengono qualifiche o diplomi – ricorra Antonella Paccini – e vanno incontro a enormi difficoltà di inserimento. Per questo noi abbiamo avviato un progetto con l’Università Cattolica di Milano, per far arrivare ai giovani e giovanissimi il messaggio del valore dell’istruzione».
 
La provincia di Varese, con il suo tasso peggiore di un punto percentuale rispetto alla Lombardia,  subisce pesantemente gli effetti negativi della crisi economica: «Sono 6000 le persone iscritte alle liste di disoccupazione di Varese ma ignoriamo quanti abbiano rinunciato a registrarsi – spiega la responsabile dell’Informalavoro varesino Maria Luisa Troncia – ciò che constatiamo è il numero di giovani motivati e determinati che si rivolgono a noi, ragazzi che hanno voglia di fare e impegnarsi. Ultimamente si registra  qualche timido segnale in contotendenza ma si tratta sempre di situazioni precarie. Il Salone dell’Orientamento può tornare utile perché illustra i molti percorsi di formazione post diploma che di solito di ignorano. Sono corsi ITS, IFT ce ne sono anche in Svizzera e i costi non sono elevati». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 febbraio 2014
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