Nuove case popolari ad Arnate, con la bonifica della discarica abusiva

Il progetto prevede di spostare i nuovi alloggi pubblici e ad edilizia convenzionata da via Curtatone alla zona al confine con Madonna in Campagna. Le opposizioni contrarie all'operazione, per motivi diversi

Il mantenimento di un’area verde tra Cajello e Cascinetta e nuove case (in parte "popolari", in parte in edilizia convenzionata) tra Arnate e Madonna in Campagna, con la bonifica di una discarica abusiva cresciuta in dieci anni a ridosso del complesso di case di via Puglia-Mastalli. Una doppia mossa inserita nella variante urbanistica approvata in consiglio comunale, che modifica uno degli ambiti d’intervento già previsti dal Pgt in vigore: "E’ una scelta precisa di questa amministrazione, per non insistere su area di via Curtatone", ha insistito il sindaco Edoardo Guenzani, in consiglio comunale. L’area di via Curtatone ospita già grandi complessi di edilizia popolare e il centrosinistra – fin dai tempi dell’opposizione al Pgt voluto dalla giunta Mucci – aveva chiesto di rinunciare ad edificare nuove case lì, mantenendo invece a verde l’ultimo terreno naturale"incastonato", per così dire, tra la ferrovia, l’autostrada e le case esistenti. Il primo punto su cui si cambia è proprio questo: il terreno rimarrà verde com’è oggi e l’amministrazione sta studiando due ipotesi. Da un lato, renderlo almeno in parte verde pubblico, dall’altro avviare qua un secondo lotto di "orti
sociali"
(dopo quelli che arriveranno a Madonna in Campagna), spazi regolamentati che consentano magari anche di superare il problema degli orti abusivi presenti qua e là nel quartiere (la cui presenza viene denunciata da almeno 6 anni dal consigliere della Lega Nord Antonio Trecate).

La Variante sulle due aree – quella di via Curtatone e quella tra Arnate e Madonna in Campagna – è stata avviata dall’assessore all’urbanistica Angelo Senaldi e poi portata a termine dall’attuale assessore, Giovanni Pignataro. L’intervento edilizio, trasferito appunto sull’area di via Filzi, al confine del rione di Arnate, comprenderà 2600mc di Edilizia Residenziale Pubblica (le case popolari) e 10600 mc di edilizia convenzionata. Su quest’ultimo punto – l’intervento privato – il costruttore aveva chiesto una modifica di indice volumetrico( da 0.50 a 0.73) per poter aumentare le dimensioni degli edifici, ma è stata respinta dal Comune. Quanto invece alla parte di Edilizia Residenziale Pubblica, la rinuncia alla sala pubblica originariamente prevista – ha spiegato il sindaco – "consentirà di passare da 6-8 a 8-10 alloggi". A questo si aggiungeranno anche le autorimesse, "che in origine non erano previste", con una scelta che poteva causare qualche problema (vedi il vicino complesso di via Sant’Agostino, dove le case non furono dotate fin dall’origine di aree di sosta). La presenza delle case popolari non piace alla Lega, rimasta fedele alla sua posizione critica su nuovi alloggi (perchè, secondo il carroccio, sarebbero ad essere assegnati a stranieri). Dai banchi dell’opposizione, Forza Italia ritiene invece che con la modifica dei progetti da parte della giunta Guenzani "l’Amministrazione si è appiattita su una richiesta di un privato", venendo in sostanza incontro ai costruttori, ha detto Massimo Bossi, che ha criticato anche la rinuncia ad una sala pubblica "come punto di aggregazione" tra Cascinetta e Cajello: originariamente prevista, è stata eliminata appunto per aumentare il numero di alloggi. Germano Dall’Igna, capogruppo di Forza Italia, ha invece criticato l’idea di "procedere alla Variante Puntuale quando sembra che per il Pgt qualcosa si muova". Alla fine Forza Italia, che pure aveva valutato un’astensione, ha invece votato contro la variante, considerando sbagliata la scelta di spostare il progetto di via Curtatone.

Quando partirà, l’intervento consentirà anche di bonificare il terreno (comunale) tra via Puglia-Mastalli e via Filzi oggi occupato da una discarica e da baracche, tutte abusive. "Opereremo la bonifica, abbiamo un preventivo di 13mila euro e si procederà con una gara d’appalto pubblica, cercando poi di rivalersi con chi ha usato terreno come deposito" ha spiegato ancora il sindaco Guenzani. Secondo Quintino Magarò, il costo complessivo dimostra che "l’amministrazione si è lasciata sfuggire di mano la questione". In ogni caso, lo sgombero dell’area dovrebbe essere assicurato, anche perché la discarica è ben visibile a chi passa sulla strada principale ed è stata più volte denunciata anche dai cittadini gallaratesi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 febbraio 2014
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