Quaranta ore, il Comune auspica un “ripensamento”

Sull’abbandono dell’iniziativa annunciato dagli organizzatori interviene l’assessore allo sport Roberto Bianchi proponendo un momento di confronto

quaranta oreLa 40 ore di sport si spegne: perché dal Comune nessuno fa nulla e si preferisce dare spazio ai fuochi? Suonava più o meno così il commento di una lettrice alla notizia della scorsa settimana relativa alla decisione, da parte degli organizzatori, di non proseguire la kermesse estiva di sport che dal lontano 1999 riempiva i campi sportivi del CiLa di Laveno Mombello.
Rispedisce al mittente l’accusa di immobilismo l’assessore allo sport di Laveno Roberto Bianchi, che anzi rilancia e chiede un ritorno sui loro passi agli organizzatori.
In questi anni non è mai mancato il supporto diretto e indiretto di servizi per contribuire al successo della manifestazione – ha spiegato Bianchi a Varesenews – . Non è corretto addossare le colpe al mio assessorato per il mancato prosieguo dell’evento, tra l’altro senza aver ricevuto dalle parti organizzatrici un invito ad organizzare un incontro per capire le necessità finanziarie e tantomeno aver ricevuto una richiesta scritta”.
“Sappiamo benissimo che le risorse finanziarie dell’amministrazione diminuiscono sempre ma in questi anni i nostri sforzi per lo sport e il turismo sono sempre stati al centro dell’attenzione anche per le manifestazioni di carattere privato e non avremmo mai tralasciato, se coinvolti, di perdere un’occasione così importante per il nostro territorio”.
Da qui la proposta di un passo indietro e l’evidente disponibilità dell’amministrazione di sostenere l’iniziativa. “A Bruno e Cinzia – conclude infatti l’assessore Bianchi – che ringrazio di cuore per l’impegno che in questi 15 anni hanno dimostrato in capacità e professionalità l’invito ad un ripensamento o ad un anno di riflessione augurandomi un coinvolgimento diretto”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 febbraio 2014
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