Rifiuti, sulla nuova società Farioli stringe i tempi

In commissione ambiente annuncia di aver chiesto la sospensione dell'autorizzazione integrata ambientale per il revamping «fino a quando non sarà deciso cosa fare del progetto di unificazione di Amga, Amsc e Agesp». Sulle discariche adombra: «ci sono interessi forti»

«Ho chiesto all’assessore regionale all’ambiente di sospendere l’autorizzazione integrata ambientale sulla manutenzione straordinaria del termovalorizzatore di Accam fino a quando non ci sarà chiarezza sulla nuova società che dovrebbe occuparsi dell’intero ciclo dei rifiuti. Voglio sgombrare il campo da qualsiasi dubbio e interpretazione. Non vogliamo far pagare niente a nessuno ma fare il bene comune in maniera trasparente».  Gigi Farioli sorprende tutti in commissione ambiente e mette i paletti che ritiene necessari perchè si esca dall’impasse in cui sta finendo il discorso intorno alla nuova società che dovrebbe unire Agesp, Amga e Amsc in una newco che gestisca tutta la filiera dalla raccolta differenziata, al riciclo e allo smaltimento. Farioli mette in chiaro che «c’è la volontà di essere trasparenti su entrambi i fronti – spiega – sia per quanto riguarda la manutenzione dell’impianto, sia per la realizzazione della nuova società». Il primo cittadino di Busto critica la scelta della Regione di mantenere aperte le discariche compresa quella di Mozzate-Gorla Maggiore: «Siamo in un contesto regionale con grandi inadempienze delle direttive Ue. Sono ancora attive le discariche delle province di Varese e Milano e ho intenzine di fare un atto forte per fermare questo scempio. Ci sono collusioni non propriamente chiare dalle quali Busto vuole stare lontano».

Il messaggio di Farioli ha anticipato quello che doveva essere il contenuto della commissione, ovvero la presentazione dei risultati dell’indagine conoscitiva approntata da Accam per verificare le conseguenze che creerebbe l’unione dei rami delle società partecipate di Gallarate, Busto Arsizio e Legnano nel settore della raccolta rifiuti, insieme ad Accam. A mostrare i dati è stato l’amministratore delegato di Accam Giorgio Ghiringhelli che – dopo aver spiegato i criteri seguiti per l’analisi – ha mostrato i risultati: «Le sinergie complessive tra le società sono molto significative. I risultati economici e tecnici dicono che i due terzi dei risparmi si avranno dalla raccolta dei rifiuti mentre il restante terzo verrà dalla manutenzione straordinaria dell’impianto (il cosiddetto revamping, ndr)». Ghiringhelli sottolinea che i maggiori risparmi si avranno proprio dalla raccolta grazie alla possibilità di fare economia di scala mentre sull’impianto i risparmi si avranno dal migioramento della combustione, grazie ad una raccolta differenziata che ha toccato il 63% e che rende la parte che va all’inceneritore di migliore qualità. Inoltre – ha sottolineato ancora Ghiringhelli – la possibilità di recuperare i cascami termici col teleriscaldamento permetterà di abbassare ulteriormente i costi dello smaltimento, oggi considerati troppo alti dagli stessi soci.

Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria dell’impianto Accam Ghiringhelli ha annunciato che è stato affidato l’appalto per lo smantellamento del vecchio impianto e che è in fase di assegnazione il primo bando per l’intervento di manutenzione: «Abbiamo stimato che ci costerà 40 milioni di euro ma potremmo risparmiare qualcosa grazie al fatto che si procederà con più gare per i diversi pezzi che serviranno alla realizzazione del nuovo termovalorizzatore». L’amministratore ha annunciato anche che Accam otterrà la certificazione R1 europea che attesta come l’impianto non si di smaltimento ma di recupero attraverso il calore.

Anche il presidente dell’assemblea dei soci Roberto Antonelli ha sottolineato i benefici del teleriscaldamento: «Una grande innovazione, un beneficio ambientale per Busto. Per quanto riguarda le emissioni già oggi siamo sotto i limiti ma col revamping saranno inferiori ai valori indicati da Autorizzazione ambientale integrata». Naturalmente le affermazioni tutte al positivo dei vertici di Accam hanno fatto storcere più di qualche naso in sala, erano presenti diversi esponenti del comitato Rifiuti Zero che riunisce diverse realtà politiche e associative della città. Il consigliere Giampaolo Sablich del Movimento 5 Stelle ha ribadito la posizione che porta avanti da anni, ormai: «La Regione chiede di dismettere e qui si spendono 40 milioni di euro per non dismettere – ha detto – questa è la realtà. Fermate il revamping». Valerio Mariani e Salvatore Vita del Pd chiedono – di fronte ai no già piovuti da diverse amministrazioni del circondario – se c’è un piano B per uscire da questa situazione. L’ex-sindaco Rossi attira gli applausi chiedendo «perchè la voce salute è all’ultimo posto».

Di fronte alle valutazioni politiche Farioli cambia espressione e perde la calma: «Un piano B? E’ quello di spegnere l’inceneritore e portare tutti i nostri rifiuti altrove, oppure continuare a riempire la discarica di Gorla Maggiore, l’unica vera bomba ecologica del territorio. Se i Comuni non entreranno nella nuova società non staremo qui a fare i "ciula" della situazione, si andrà sul mercato e la vicenda si chiude qui».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 febbraio 2014
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