Scuole di via Bottini: biblioteca o “casa della musica”?

Il Comune intende recuperare l'edificio delle ex scuole, ai margini del centro storico: due le ipotesi che si stanno valutando

Una nuova biblioteca con ampi spazi oppure una nuova sede per l’Istituto Musicale Puccini, che faccia da "casa della musica" per la città di Gallarate. Sono le due idee che l’amministrazione comunale sta valutando per l’edificio di via Bottini, nato come "scuole femminili", usato negli ultimi 15 anni dalle scuole Gerolamo Cardano e ora  abbandonato da alcuni anni, dopo il riordino degli istituti scolastici cittadini del 2009. L’edificio è uno dei più pregevoli a disposizione, affacciato su via Bottini, su due piani, con due ali laterali e un cortile interno ampio, con un giardino chiuso da alberi. «È un intervento che deve essere valutato attentamente, per questo ci stiamo muovendo con attenzione» aveva preannunciato qualche mese fa l’assessore ai lavori pubblici Danilo Barban. Per questo l’amministrazione ha chiesto uno studio della struttura sulla base di due diverse ipotesi: da un lato, appunto, l’idea della biblioteca, dall’altro l’idea di trasformare le ex scuole in sede dell’Istituto Musicale Puccini, da trasferire da Villa Majno nella zona di Corso Sempione (che potrebbe essere venduta sul mercato). L’ipotesi di trasferire l’Istituto Puccini potrebbe essere il primo passo per una "casa della musica" aperta anche ad altre associazioni. Al contrario, la biblioteca è invece interessante perché consentirebbe di spostare la struttura dall’attuale sede di piazza San Lorenzo, decisamente inadeguata (lo denunciano da anni gli studenti), e consentirebbe di passare allo "scaffale aperto", cioè ai libri direttamente accessibili agli utenti, come succede nella maggior parte delle biblioteche.

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Lo studio è arrivato settimana scorsa, anche se manca ancora una quantificazione economica delle due ipotesi, che è uno dei punti fondamentali da valutare (quanto costerebbe la biblioteca? Quanto la nuova sede del Puccini?). Per il resto, ci sarebbero due progetti di massima di recupero trasformazione dell’edificio, entrambe con l’idea di creare un nuovo ambiente tra le due ali dell’edificio storico d’inizio Novecento. La decisione dovrebbe essere vicina, ci si augura sia una ipotesi che diventi operativa realmente, a differenza della previsione di trasferimento della biblioteca in viale Milano che – prevista nel 2012 – si è poi arenata a causa dell’incendio del Maga (che ha imposto l’uso della sede di viale Milano per le opere d’arte).

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 febbraio 2014
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