Sel: “Vogliamo votare per una giusta intenzione”

"Rivisitare e definire un nuovo modo di amministrare e di fare politica locale"

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Sel Circolo di Luino-Maccagno con Pino e Veddasca

Siamo dunque arrivati alla conclusione del percorso referendario sulla fusione comunale Maccagno con Pino e Veddasca, fase che è da considerare però solo l’inizio della neonata Avventura Comunale.
Come Sinistra Ecologia Libertà Luino-Maccagno ci siamo espressi a favore della fusione; abbiamo
riconosciuto in questa nuova condizione una possibile e concreta opportunità per andare a rivisitare e definire un nuovo modo di amministrare e di fare politica locale; però abbiamo anche dovuto e voluto evidenziare quali sono quei possibili “comportamenti di continuità” che ci preoccupano e che vorremmo si ridiscutessero serenamente al fine di poterli ri-conoscere per ridare alla Politica l’originario valore di bene comune.
È evidente che una tale elaborazione diventa inutile quando questa viene strutturalmente organizzata da una parte sola del paese; non è pensabile che metà della popolazione, che si è espressa “contro la fusione”, venga pregiudizialmente esclusa da tale, e lo deve essere nel senso pieno della parola, processo riformatore.
Non si può nemmeno pensare che una nuova e complessa condizione politica e territoriale venga risolta applicando paradigmi standard di governo ormai ritenuti obsoleti proprio negli strumenti di garanzia democratica: sistema della rappresentanza, modalità di elaborazioni e gestione delle decisioni e nel controllo attivo delle dinamiche socio-economiche; tutte condizioni indispensabili per poter garantire, alla crescente e multiforme domanda sociale, il richiesto sano principio di sostenibilità.
SEL sta incontrando pertanto, non con poca fatica visto l’ormai rinuncia irresponsabile delle relazioni interpartitiche locali, tutte le forze politiche organizzate, partiti e liste civiche, presenti e riconoscibili ancora nella ridisegnata comunità al fine di verificare, se è possibile, l’esistenza di una comune volontà capace di superare la palpabile rottura ed avvicinarsi così ad una scrittura, necessariamente da condividere, del nuovo cammino da intraprendere.
In questo prossimo quinquennio si dovrà mettere mano allo strumento principale del comune, lo Statuto Comunale; si dovrà cercare di proiettare questo complesso strumento -giustamente definibile “predisposizione al futuro” visto la corretta concentrazione sull’attenzioni del “come” piuttosto che sul “cosa”- verso un sistema che riesca a garantire l’indispensabile e attiva presenza di tutte quelle forze politiche, intellettuali e sensibili, che determinano il “capitale immateriale”, orizzonte culturale, del territorio-paese e che, attraverso la loro armonia ed egemonia, partecipano a predisporre quelle azioni capaci di generare benessere sociale.
È per questo armonioso bisogno di creatività sociale, dove la condivisione diventa energia fondante, che riteniamo giustificato e opportuno fare uno sforzo da parte di tutta la politica nel suo insieme nel riconoscere al proprio pensiero la necessaria facoltà di necessità e, di conseguenza, l’opportuna giustificazione di poter sconfinare nella ricerca azzardata di proposte alternative forti.
Queste proposte non possono che essere “rivoluzionarie” rispetto ai comportamenti tradizionali e non possono non evitare la “sospensione” di quei paradigmi ideologici, ormai usurati, legati a soluzioni bipolari o antagoniste. Questa re-azione serve per potersi incamminare, responsabilmente, in quei particolari sentieri predisposti a tendere verso ambiti relazionali concordatari (vicini al sistema Svizzero), cosa che successe, senza voler fare analogie di sostanza ma solo di criticità, al movimento costituente dopo l’incresciosa e combattuta esperienza del ventennio fascista.
La proposta di Sinistra Ecologia libertà, oggi circolo Luino-Maccagno con Pino e Veddasca è dunque quella di condividere un quinquennio, potrebbe essere anche meno, costituente, una presentazione dunque di una sola lista elettorale dove tutte le forze politiche siano presenti pariteticamente e vincolate, a loro volta, ad un “piano comportamentale scritto” dove siano prestabiliti tempi e modi, rappresentativi e soprattutto deliberativi, per affrontare quelle particolari decisioni incombenti ma, evidentemente, lasciando sempre in rilievo l’importanza fondamentale della scrittura dell’atto costituente dell’ Ente Comunale: lo Statuto.
Questa accettazione risolutiva andrebbe a risolvere finalmente e definitivamente, rendendola secondaria, anche l’annosa decisione del nominativo del Sindaco, e dunque per quanto ci riguarda non creerebbe problemi di possibile terzo mandato, andando però opportunamente e definitivamente a concentrare gli sforzi politici sui reali bisogni del neonato Paese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 febbraio 2014
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