Stampitalia srl, tenacia e sacrifici altro che fortuna

Quattro giovani soci nel 2008 rilevano l'azienda e in cinque anni decuplicano il fatturato. «Abbiamo investito tutto in azienda rinunciando alla divisione degli utili e ponendo un tetto allo stipendio mensile»

La rivista specializzata “Stampi” gli ha dedicato un servizio nella rubrica “Lo stampo del mese”. Un riconoscimento meritato per la Stampitalia Srl di Besnate che ha realizzato il prodotto più innovativo e funzionale che sia apparso sul mercato in questo ultimo periodo. Questa azienda artigiana rappresenta un piccolo miracolo: rilevata nel 2008 da quattro giovani soci (il più giovane ha 29 anni il più vecchio, si fa per dire, 42) nel bel mezzo della crisi economica ha decuplicato il proprio fatturato. Un mix vincente fatto di passione, tenacia e soprattutto investimenti mirati, circa 500mila euro con una media di 160mila euro all’anno per macchine ultratecnologiche: frese, rettifica controllo numerico, elettroerosione a filo. 
Davide Rudello (il primo da sinistra nella foto) ha 29 anni e lavora in azienda da quando ne aveva sedici. 

Vi presentate come un’impresa “giovane e dinamica”: si deve essere giovani per essere dinamici?
«Oggi penso proprio di sì. Dinamici, però, nel senso di incoscienti. Ci siamo accorti che tante imprese di ottimo livello sono capitanate da titolari di altra generazione che non hanno più voglia di rischiare. Invece, noi facciamo del rischio il nostro punto di forza».

Impresa e rischio vanno a braccetto, no?
«Certo, ma non è così semplice: abbiamo cambiato sede (prima eravamo a Somma Lombardo) passando da 250 mq. di capannone a 650 mq.; abbiamo investito tutto in azienda rinunciando alla divisione degli utili e ponendo un tetto allo stipendio mensile. E questo nonostante ci siano famiglie da mantenere e mutui da pagare».

Una questione di calcolo ma anche di coraggio?
«Abbiamo cambiato il parco macchine, le banche ci “vedono bene” e ci sostengono, il fatturato cresce di un 35% all’anno. Inoltre, abbiamo assunto un nuovo collaboratore di 23 anni e una segretaria, part-time, di 46. L’età media dei soci è di 35 anni».

E il mercato?
«Lavoriamo solo per l’Italia, però ci piacerebbe indagare la Russia e la Germania. La Cina non ci spaventa ma non ci attrae particolarmente. Il mercato offre tante occasioni, ma il fatto di portare le nostre esperienze in quel mondo…».

Quali i clienti?
«Un tempo lavoravamo per le piccole, ma la crisi ha modificato il mercato e allora siamo passati alle medie imprese e grandi industrie. Questo ci ha portato a ripensare completamente il nostro approccio al lavoro: perché se i piccoli fanno girare l’economia, i grandi pretendono tanto – e giustamente – perché hanno certe dimensioni ed una reputazione, anche mondiale, che va difesa. Quindi, se noi lavoriamo bene permettiamo a loro di aumentare la qualità interna: insomma, si tratta di una crescita reciproca».

Cosa si produce alla Stampitalia?
«Si costruiscono stampi per la deformazione e la tranciatura della lamiera a freddo. Nei settori: automotive, elettronica, contatti elettrici…Inoltre, si costruiscono particolari meccanici di precisione su disegno del cliente o con campione. D’altronde, lavoriamo in questo settore da vent’anni e l’esperienza è tale da poterci permettere di risolvere anche problemi che sembrano irrisolvibili. E, inoltre, di provare con coraggio nuove strade».

Come?
«Quando il lavoro ti appassiona e ti offre sempre qualcosa di nuovo, affronti le difficoltà e i rischi con uno spirito diverso. A volte basta una riunione, un confronto, qualche idea e ci si trova a produrre stampi da 100 mm. x 100 mm così come da 1,5 metri. L’importante è non banalizzare mai il lavoro, qualunque esso sia».

Tutti impegnati in produzione?
«Ognuno ha il suo compito, ma gli orari sono identici: si entra in azienda alle 7.30 e si esce alle 19.30 (e come ogni buon imprenditore, il lavoro te lo porti sempre un po’ con te anche quando stacchi). Ma il lavoro piace, e allora non è raro fermarsi anche il sabato pomeriggio o la domenica, perché la puntualità nelle consegne è un fattore determinante. Il nostro compito è anche quello di consigliare il cliente e offrirgli le giuste soluzioni. Così ci appoggiamo anche a progettisti esterni per completare al meglio il nostro servizio ed essere più veloci. Comunque, siamo una vera famiglia: lavoro e retribuzioni sono in parti uguali per tutti».

Qualità Made in Italy anche per la Stampitalia?
«La qualità è data dall’uomo ma anche dai macchinari a disposizione. Il problema è che alcuni imprenditori, nonostante fossero in posizioni top in tutta Europa, si sono fermati per paura (giusta) e per l’enorme tassazione. I malanni italiani sono questi: burocrazia e imposizione fiscale estrema. Gli imprenditori sono gente del fare e pensano a lavorare perché capaci e validi. Ecco, gli si dovrebbe semplicemente permettere di lavorare: tutto qui».

Questo è un problema di vecchia data: cosa propone?
«La solidarietà imprenditoriale: se io ho tanto lavoro e tu nei hai poco, diamoci una mano. Il segreto è lavorare insieme (guardiamo ai Paesi emergenti che si sono fatti forti con il lavoro di gruppo) perché noi italiani abbiamo tante idee e non ci fermiamo mai. Dai problemi ne usciamo sempre e più forti, anche senza l’aiuto di altri, ma dobbiamo recuperare un valore fondamentale della società: mettere al centro la “persona” affinché tutti possano stare meglio. Sembra che là fuori, sul mercato, ci sia il “mostro nero”, e così ognuno pensa per sé.
E questo è pericoloso».

L’IMPRESA DELLE MERAVIGLIE

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Scheda dell’azienda

Stampitalia
Via Tomasetto, 29/B
21010 Besnate (Va)
Tel/Fax 0331 254922
www.stampitalia.eu

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 febbraio 2014
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