Tares, i commercianti assediano il consiglio comunale

Settanta esercenti schierati con tricolori e striscioni. L'assessore Protasoni rivendica la riduzione Imu e Tares per molte categorie, l'opposizione raccoglie applausi chiedendo le dimissioni

I commercianti sulle barricate, l’assessore messo alle strette, l’opposizione guidata da Quintino Magarò che attacca a fondo sul bilancio 2013. Una serata movimentata, al consiglio comunale, per l’annunciata protesta degli esercenti gallaratesi, richiamati da Ascom Confcommercio e NaGa per fare sentire la loro voce contro la Tares, ma più in generale anche sulla stasi del settore e del centro storico: una settantina di commercianti si sono presentati “armati” di tricolori e di striscioni. Prima ancora della discussione sul bilancio – che quest’anno il Comune approva a febbraio, per sbloccare gli investimenti, “sfidando” le incertezze sulle norme del governo centrale – il clima si è surriscaldato: l’assessore alle attività produttive Angelo Bruno Protasoni è intervenuto subito per contrastare “la tesi di un aumento generalizzato della pressione fiscale a carico delle attività produttive gallaratesi”, citando la diminuzione dell’IMU per persone giuridiche (quindi società e aziende) da 13.077.000 euro a 11.768.000 euro, con una riduzione di 1.309.000 euro (mentre le persone fisiche hanno pagato la mini-Imu). Il vero nodo contestato però – a Gallarate e non solo – è la Tares: Protasoni ha ricordato le “tabelle, decise a livello nazionale, che indicano i limiti minimi e massimi” della tariffa, ma ha rivendicato l’intervento dell’amministrazione comunale che ha applicato “il minimo possibile per tutte le categorie che risultavano più penalizzate”. In generale gli introiti per il Comune sono diminuiti da 4.533.000 a 3.381.00 euro, anche se la Tares – a differenza della Tarsu – ha colpito in modo molto diversificato le diverse categorie, penalizzando in particolare bar, pizzerie al trancio, fioristi. “sono poco più dell’11% le utenze che si riferiscono a categorie che hanno subito aggravi”.

Durante l’intervento di Protasoni, i commercianti si sono fatti sentire più volte con urla e applausi ironici, irritati anche da qualche sorriso della giunta verso gli interventi di Magarò. Anche il confronto con altre città – come Busto dove c’è stato un aumento complessivo del 15,5% con la Tarsu o Varese – non ha certo raccolto il consenso dei commercianti: già mercoledì Ascom Confcommercio aveva spiegato che la questione – a loro parere – non era solo numerica, che bisognava guardare anche alla qualità della pulizia e della gestione in città: i commercianti si sono fatti sentire già nelle settimane scorse anche lamentando il degrado del centro storico, considerato sporco e assediato da senzatetto e parcheggiatori abusivi. Insomma, un quadro fosco di una Gallarate ormai difficile da frequentare, secondo gli stessi commercianti. Anche l’opposizione ha sottolineato nuovamente il tema del “degrado”, ottenendo applausi scroscianti. A far da portavoce primo dei commercianti, Quintino Magarò, che ha sottolineato come “dopo due anni dalla sala piena di gente dei partiti (nel primo consiglio comunale dell’amministrazione Guenzani, ndr), siamo passati questa sera ad una sala piena di persone venute qui per lamentarsi” ha detto Magarò, leggendo poi una lettera degli esercenti che ricordavano di dover "dare da mangiare alle nostre famiglie" e richiamavano il simbolo del Tricolore e la tutela della Costituzione alla libera impresa. Anche Aldo Simeoni (Forza Italia) ha attaccato duramente: “Chiedo all’assessore se non riesce ad abbassare le tasse se ne vada a casa”, l’ultimo passaggio che ha strappato gli applausi della gente in sala. Antonio Trecate della Lega Nord ha raccolto sostegno quando ha ironizzato sugli stranieri presenti in centro storico, ma il consigliere leghista ha poi gelato il pubblico: “Non capisco i commercianti che protestano contro le tasse e intanto sventolano il tricolore”, simbolo per Trecate dello Stato che tassa i privati e strozza anche i Comuni.

Dopo gli applausi all’opposizione, sono arrivati dal pubblico anche urla e proteste contro la maggioranza, quando non il tentativo di intervenire nel dibattito (del resto, nei giorni scorsi tra gli esercenti dei bar si sentiva parlare più di “un incontro” il Comune, più che non della seduta del consiglio comunale). Un triplice richiamo del presidente del consiglio Marco Casillo, insieme ad un invito del consigliere di SEL Alessio Mazza a rispettare il regolamento che vieta interventi diretti del pubblico, ha alla fine ottenuto che una parte degli esercenti si allontanasse protestando a gran voce. Altri sono rimasti invece in sala per ribadire le proprie richieste: “Facendo così non otteniamo nulla”, si sono rivolti a chi si è allontanato. Correggendo un po’ il tiro, Aldo Lamberti (indipendente, in maggioranza) ha invitato i commercianti a rimanere per capire i diversi aspetti del bilancio. In ogni caso, il clima è rimasto sempre molto teso, al muro contro muro, come del resto si era visto anche in altri Comuni, come Samarate (in due riprese). “Si sono scavati la fossa da soli”, commentava Massimo Bossi (Forza Italia) riferendosi all’amministrazione Guenzani, dopo la prima parte della serata, così movimentata. Il dibattito sul bilancio è continuato poi fino alle 2 di notte, con l’aula rimasta poi vuota. Persino su Facebook, in contemporanea al consiglio, non è mancato il botta e risposta tra l’assessore Protasoni e il direttore di Ascom Gianfranco Ferrario, in un interessante proseguimento digitale del dibattito. Curiosità: la mattina successiva (cioè questa mattina) alcuni assessori hanno incontrato gli esercenti per il “tavolo eventi” per rilanciare il centro storico. Anche se – visto il clima generale tra le “parti” – le premesse non sono le migliori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 febbraio 2014
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